30
Dic
2011
2

Anafilassi: nuove linee guida NICE

Le reazioni anafilattiche sono eventi minacciosi per la vita caratterizzati da rapido interessamento di vie aeree, albero respiratorio e/o circolatorio e che nella maggioranza dei casi coinvolgono anche la cute e le mucose. Il NICE National Institure for Clinical Excellence ha recentemente pubblicato le nuove linee guida.Vediamo se ci sono novità per quanto riguarda la gestione del paziente in pronto soccorso

Le linee guida si occupano di tutto quello che dovrebbe essere fatto per inquadrare meglio il paziente immediatamente dopo il trattamento in DEA, per la cui gestione rimandano a precedenti linee guida del Resuscitation Council del 2008.

Nelle linee guida dal titolo:Anaphylaxis: assessment to confirm an anaphylactic episode and the decision to refer after emergency treatment for a suspected anaphylactic episode questa è la definizione di sospetta reazione anafilattica secondo NICE: situazione clinica minacciosa per la vita che si sviluppa rapidamente potendo interessare le vie aeree, con edema faringeo o laringeo, l’albero respiratorio con broncospasmo e tachipnea, e o quello circolatorio con ipotensione e/o tachicardia, nella maggioranza dei casi associato ad interessamento cutaneo e delle mucose.

Queste  invece le raccomandazioni che ci interessano più da vicino:

  • Per ogni paziente registrare il tempo di insorgenza e le circostanze che hanno causato la reazione allergica.
  • Raccogliere appena possibile in pronto soccorso e dopo 1-2 ore, ma non dopo 4 ore, campioni di sangue per la determinazione della triptasi delle mastocellule. Nei bambini e nei ragazzi con età inferiore ai 16 anni limitare la ricerca ai casi correlati alla puntura di imenotteri , ai farmaci o alle forme idiopatiche.
  • I pazienti adulti o di almeno 16 anni di età andrebbero osservati in pronto soccorso per un periodo di 6-12 ore dall’inizio dei sintomi. Un periodo più breve può essere sufficiente se la reazione è stata lieve e la dimissione sicura (paziente in grado di essere osservato al domicilio da parte di parenti o amici)
  • I ragazzi con meno di 16 anni o i bambini andrebbero ricoverati e la gestione affidata al team pediatrico
  • Prima della dimissione è necessario predisporre la valutazione allergologica ambulatoriale
  • E’ necessario, in attesa della valutazione specialistica,  fornire al paziente o al suo “care giver” il dispositivo necessario all’iniezione di adrenalina. ed illustrarne le modalità di utilizzo
  • E’ necessario inoltre informare il paziente della possibilità delle cosiddette reazioni bifasiche che possono manifestarsi con gli stessi sintomi dell’anafilassi pur in assenza di una nuovo contatto con l’allergene entro 72 ore dalla prima esposizione.
Sicuramente gli spunti di discussione non mancano:
In primis non so quanti di noi facciano la determinazione della triptasi mastocellulare in DEA, un esame devo ammettere di cui non conoscevo l’esistenza.
La cosa più interessante è l’enfasi che viene data al percorso verso lo specialista allergologo. Percorso non sempre facile , almeno per quella che è la mia esperienza.
Non so in quanti pronto soccorso poi ci sia la disponibilità dei dispositivi per autoniettarsi l’adrenalina, che dovrebbero essere forniti ai pazienti in attesa della presa in carico da parte dello specialista allergologo. 
Last but non least, la necessità di non dimenticare mai le reazioni bifasiche, che dobbiamo sempre tenere a mente e noi e di cui dobbiamo informare paziente e parenti.
Aspettando le vostre opinioni…
2

Potresti anche essere interessato a

PARAMEDIC2: Adrenalina vs. Placebo nell’Arresto Cardiaco extra-ospedaliero
Adrenalina per via inalatoria nell’asma?
Asma e aspirina
seafood
Profilassi antiallergica al mezzo di contrasto: serve?

Lascia un commento

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.