15
Feb
2012
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Anestesia locale nel paziente allergico

Capita raramente, ma talvolta, nel momento in cui ci apprestiamo ad eseguire l’anestesia locale per una sutura, scopriamo che il paziente è allergico. Cosa possiamo fare in questi casi? Dobbiamo chiedere al paziente di resistere stringendo i denti come nel vecchio west o ci sono dei metodi alternativi?

In generale, almeno questa è la mia esperienza, il paziente preferisce evitare qualsiasi approccio farmacologico e decide di sottoporsi alla sutura soprattutto se la ferita non è particolarmente estesa, ma in realtà possiamo offrire qualche alternativa.
Una cosa ovvia, ma come capita spesso per tutte le reazioni allergiche , dobbiamo sincerarci che una vera reazione allergica precedente ci sia stata e non si tratti invece di un ricordo spiacevole magari legato ad una anestesia locale non ben riuscita.

Se invece di vera propria allergia all’anestetico si è trattato, possiamo per prima cosa applicare del ghiaccio che per un breve periodo può attenuare il dolore, ma certo non potrà fare molto per alleviare il dolore della sutura.
Alcuni autori sostengono che infiltrare i margini della ferita con della soluzione fisiologica allo 0,9% può temporaneamente lenire il dolore , almeno in parte, credo per effetto placebo.
Quando l’allergia è legata all’uso dei conservanti come il Methylparaben ( metilparaidrossibenzoato), secondo alcuni autori di lingua inglese si dovrebbe trovare dell’anestetico privo di questo conservante nelle preparazioni utilizzate per l’anestesia spinale in sala operatoria
Esistono poi delle alternative farmacologiche , farmaci cioè in grado di svolgere un’azione simile a quella degli anestetici locali, in primis gli antistaminici. Negli Stati Uniti viene usata la difenidramina (Benadryl) , 50 mg (1 ml) vengono diluiti con 4 cc di soluzione fisiologica. La durata dell’anestesia locale non supera i 30 minuti  e quindi andrebbe bene per molte delle procedure che eseguiamo in pronto soccorso. Ci sono però degli inconvenienti: è più dolorosa della lidocaina , non è possibile antagonizzare tale effetto doloroso con il bicarbonato ed infine il non trascurabile fatto che in Italia non esiste, per quanto mi consta, la formulazione in fiale ma solo in compresse ed in sciroppo. Da noi l’antistaminico più utilizzato, correggetemi se sbaglio, è la clorfenamina maleato ( Trimeton), che però non ho mai utilizzato al di fuori del trattamento delle reazioni allergiche. E’ previsto che possa essere somministrato sottocute, ma credo che il suo uso come anestetico locale sia assolutamente off label.
Sono ovviamente interessato a sapere quale strategia in genere adottate, ma non dobbiamo dimenticare che in alternativa, soprattutto per i bambini, possiamo usare la somministrazione intranasale di farmaci che, associata o meno all’ansiolisi sempre per via intranasale, dà buoni risultati .
Tranquillizzare il paziente e spiegare la procedura è un approccio che spesso risulta efficace o quasi…

Per chi volesse approfondire:A.D Trott Wounds and Lacerations Emergency Care and Closure

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