14
Mag
2020
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anosmia

Anosmia, ageusia e COVID-19

Scorrendo tra i tanti forum e le pagine Facebook “ufficiali e non”, vi sono due sintomi, in corso di COVID-19, riportati con relativa frequenza: l’anosmia e la disgeusia.

Oltre a queste segnalazioni, importanti ma non ufficiali, la letteratura scientifica ci fornisce ben tre lavori che hanno segnalato, registrato e quantificato queste alterazioni.

Analizziamoli un attimo insieme.

Il primo lavoro dei colleghi iraniani nasce dall’aver obiettivato in corso di epidemia di COVID-19 un incremento delle visite per anosmia ed è basato su una compilazione volontaria di un questionario on-line distribuito tramite social network.

È uno studio che ha valutato in 4 settimane tra Febbraio e Marzo circa 10.000 volontari che hanno riportato i sintomi di anosmia/iposmia.

L’obiettivo principale dello studio era la ricerca di anosmia/iposmia attraverso un questionario in grado di quantificare il grado di disfunzione. Obiettivo secondario era quello di identificare sintomi e/o condizioni associate come ad esempio: sintomi influenzali o di raffreddore, cefalea, tosse, dolore periorbitario, irritazione nasale/rinorrea, la presenza di starnuti, secrezione purulente nasale, otalgia, paralisi di nervi cranici, etc.

L’età media del campione era 32.5 anni, di cui il 71% era rappresentato da donne e l’82% da non fumatori.

sintomi COVID-19

I sintomi associati riportati con più frequenza erano rappresentati da recente sindrome influenzale (75%), cefalea (50%), congestione nasale (43%), faringodinia (20%) mentre vera e propria rinorrea e dispnea venivano riportati solo nel 15% dei casi.

Interessante notare come il 12% dei soggetti riferiva che almeno un familiare aveva avuto problematiche respiratorie e che circa la metà (48%) del campione presentava familiari con anosmia/iposmia. L’insorgenza dell’anosmia era riferita come repentina in ben il 76% del campione.

Inoltre vi era una interessante correlazione tra le zone a più alta incidenza di COVID 19  e le zone a più alta incidenza di anosmia/iposmia  (Spearman correlation coefficient=0.87, pValue<0.001).

anosmia e COVID-19 studio iraniano

Il secondo lavoro, che come anticipato è un lavoro italiano, ha valutato pazienti ricoveri in reparto per COVID-19. Da un campione di 88 persone ne sono state selezionate 59 in grado di rispondere al questionario somministrato (i 29 non in grado di rispondere erano affetti da demenza, avevano delle barriere linguistiche o erano in ventilazione non invasiva – questi ultimi la quasi totalità).

 Il 34% del campione interrogato ha riferito almeno uno tra i disturbi del gusto o olfattivi, il 18% entrambi. Il 20% ha presentato sintomi prima del ricovero mentre il 14% circa li ha sviluppati durante il ricovero.

Le alterazioni del gusto erano molto più frequenti prima dell’ospedalizzazione (circa il 91% dei soggetti interrogati). Al pari dello studio iraniano vi era una prevalenza del disturbo nel sesso femminile, praticamente una incidenza doppia (52% versus 25%, P= 0.036). I soggetti con disturbi del gusto/olfatto inoltre erano più giovani rispetto al gruppo di controllo (56 anni versus 66 anni).

anosmia e COVID-19 gravità dei sintomi

Il terzo ed ultimo lavoro che analizzeremo è americano, si intitola “Association of Chemosensory Dysfunction and Covid-19 in Patients Presenting with Influenza-like Symptoms” ed è stato pubblicato su International Forum of Allergy & Rhinology.

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/alr.22579

Lo studio ha preso in analisi da un campione di 1480 pazienti con sindrome influenzale, 59 pazienti risultati positivi per COVID-19 e 203 soggetti negativi (come confronto).

La perdita di olfatto e gusto è stata riportata rispettivamente nel 68 e nel 71% dei soggetti COVID-19. La prevalenza di questi sintomi è circa 4 volte quella riportata nel gruppo controllo in cui è rispettivamente del 16 e del 17%. Il 74% dei soggetti con anosmia affetti da COVID-19 hanno poi riferito una risoluzione della sintomatologia olfattiva alla fine della convalescenza (tipicamente il miglioramento iniziava entro due settimane).

I sintomi principalmente presenti nei soggetti COVID-19 positivi sono stati astenia (81%), aguesia (71%), anosmia (68%), mialgie ed altralgie (63%), diarrea (48%) e nausea (27%).

La presenza di diarrea e nausea in una percentuale così alta di pazienti è in forte contraddizione con molta letteratura cinese ma anche internazionale in cui la presenza di sintomi è se non rara chiaramente non comune (<10% dei soggetti).

Gli autori rilevando uno stretto rapporto tra COVID-19 e anosmia/ageusia sono stati in grado di calcolare gli Odd Ratio che risultano superiori a 10 per entrambi. All’opposto la presenza di faringodinia, ad esempio, era inversamente correlata con la presenza di COVID-19.

self-reported clinical feature COVID-19

Il quarto lavoro si intitola “Alterations in Smell or Taste in Mildly Symptomatic Outpatients With SARS-CoV-2 Infection” e come accennato al’inizio è stato prodotto da un gruppo di lavoro di Padova.

Lo studio ha analizzato tramite intervista telefonica soggetti affetti COVID-19 con forme lievi e per questo degenti presso il proprio domicilio. L’intervista è avvenuta circa 5-6 giorni dopo l’esecuzione del tampone.

Oltre all’intervista demografica, il consenso verbale, sono stati somministrati due questionari:

  • ARTIQ (acute respiratory tract infection questionairre)
  • SNOT-22 (sino nasal outcome test 22)

La severità dei sintomi nello SNOT-22 è riportata con punteggio da 1 a 5 riportati come segue:

  • nessuno = 0
  • molto lievi = 1
  • lievi = 2
  • moderati = 3
  • severi = 4
  • peggiore possibile =5

Ad un valore di 4-5 corrisponderebbero le quasi totali ageusia ed anosmia.

Possiamo trovare informazioni su ARTIQ e SNOT22 ai seguenti indirizzi:

ARTIQ

SNOT22

Dei 374 pazienti elegibili, 202 hanno completato l’intervista Telefonica.

L’età media degli intervistati è stata 56 anni (da 20 ad 89 anni), di cui il 52% uomini.

La presenza di alterazioni del gusto o dell’olfatto è stata riportata nel 64% del campione (130 soggetti).

La mediana dello SNOT22 score è stata molto alta e pari a 4 (il 23% ha riportato un valore di 5).

Sintomi associati molto comuni erano rappresentati da astenia (68.3%), tosse secca o produttiva (60%), febbre (55%), cefalea (40%), faringodinia (31%) e dolori muscolari (44%).

In circa il 12% dei soggetti le alterazioni di gusto ed olfatto precedevano la comparsa di qualsiasi altro sintomo mentre nel 23% circa questi sintomi erano contemporanei ad altri.

Solo il 3% dei pazienti riferiva come unico sintomo la presenza di alterazioni del gusto o dell’olfatto.

Così come riportato in altri studi, il sintomo era più comune nelle donne (72%) che negli uomini (55%).

Concludendo anche questo lavoro conferma un’alta prevalenza di anosmia ed ageusia nei soggetti affetti da COVID-19.

CONSIDERAZIONI PERSONALI (1)

È chiaro che l’anosmia e la ageusia rappresentano dei sintomi caratteristici di COVID-19, riportati molto più frequentemente rispetto ad altre infezioni virali. Riuscire a capire con questi pochi dati la reale incidenza di questi sintomi non è facile anche alla luce della differenza di prevalenza nei vari studi. Possiamo certamente affermare che non è un sintomo raro ma che fa parte della “normalità” di un paziente affetto da COVID-19.

Altri studi in un prossimo futuro ci chiariranno la prevalenza reale di questi sintomi.

CONSIDERAZIONI PERSONALI (2)

Riuscire a parlare di esatta fisiopatologia di questi disturbi in questo momento non è facile e si rischia di cadere in futili ipotesi.

La presenza di congestione nasale e rinorrea da sole non sembrerebbero essere in grado di spiegare la perdita dell’olfatto anche perché riferite in una percentuale minoritaria dei soggetti affetti da COVID19.

Vari studi animali effettuati su diversi virus suggeriscono che il possibile danno possa avvenire a due livelli:

  • Danno neurologico periferico (terminazioni nervose a livello della mucosa nasale)
  • Danno neurologico centrale (vie olfattive centrali o addirittura corteccia)
anosmia e COVID-19 possibile fisiopatologia

Se da una parte è vero che la distribuzione dei recettori ACE2 coinvolge sia la mucosa nasale che orale e che questo potrebbe bastare per spiegare la ageusia e l’anosmia dimostrata nei soggetti affetti da COVID-19, è anche vero che studi su topini di laboratorio hanno dimostrato la capacità di penetrazione del vecchio SARS CoV nell’encefalo attraverso il bulbo olfattivo.

Questo apre un quesito molto importante a cui al momento nessuno ha una chiara risposta: la presenza di ageusia o anosmia devono spingerci a prendere in considerazione la possibilità di un coinvolgimento del sistema nervoso centrale con possibili danni a lungo termine e che necessita in un approfondimento ed un follow-up accurato?

  1. Suzuki M, Saito K, Min WP, et al. Identification of viruses in patients with postviral olfactory dysfunction. The Laryngoscope 2007;117:272-7.
  2. Seiden AM. Postviral olfactory loss. Otolaryngologic Clinics of North America 2004;37:1159-66.
  3. Duncan H. Postviral olfactory loss. Taste and smell disorders 1997:172-8.
  4. Mohammed A, Magnusson O, Maehlen J, et al. Behavioural deficits and serotonin depletion in adult rats after transient infant nasal viral infection. Neuroscience 1990;35:355-63.
  5. Perlman S, Evans G, Afifi A. Effect of olfactory bulb ablation on spread of a neurotropic coronavirus into the mouse brain. The Journal of experimental medicine 1990;172:1127-32.
  6. Baig AM, Khaleeq A, Ali U, Syeda H. Evidence of the COVID-19 Virus Targeting the CNS: Tissue Distribution, Host–Virus Interaction, and Proposed Neurotropic Mechanisms. ACS Chemical Neuroscience 2020.
  7. Netland  J, Meyerholz  DK, Moore  S, Cassell  M, Perlman  S. Severe acute respiratory syndrome coronavirus infection causes neuronal death in the absence of encephalitis in mice transgenic for human ACE2. J Virol 2008; 82: 7264–75
  8. Hamming I. et al. Tissue distribution of ACE2 protein, the functional receptor for SARS coronavirus. A first step in understanding SARS pathogenesis. J Pathol. 2004 Jun;203(2):631-7.  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15141377
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