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Mag
2017
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App in Pills – Maggio 2017: MDCalc

Rieccoci con l’appuntamento di Maggio con App in Pills. Stavolta in esposizione un sito che tutti conosciamoMDcalc diventato applicazione sia per iOS che per Android: MDcalc.

Nella sezione “About” di https://www.mdcalc.com/ puoi trovare la storia di coloro che hanno creato uno strumento veramente utile a chi deve prendere decisioni quotidianamente, scegliere tra due o anche multiple soluzioni.

Uno strumento sempre a portata di mano sullo smartphone. E’ vero, ci sono molte alternative sul mercato, ma questa mi ha sempre colpito per vari motivi, che ti elencherò.

Innanzitutto il colore verde scelto per il brand viene riproposto ovunque, dal sito alle applicazioni: una strategia di marketing dei ben consolidati social, ottima idea.

MDcalc_schermataE poi il verde.. a me piace!

 

Una volta aperta, l’app ci propone subito i contenuti in ordine alfabetico (“ALL”), che possiamo scorrere, selezionare tra i preferiti, o richiamare dai più recenti. E perché no, anche accedere alle specialità per puntare direttamente allo score specialistico di nostro interesse.

La chicca che preferisco è il reminder sotto ogni titolo dello score, ci ricorda a cosa serve ciascuna voce. Chi, alle 3 di notte, non ha avuto l’attimo di disorientamento persino sulla Glasgow Coma Scale??

 

 

Pertanto 4 pillole sono perfette per quest’app, che oltretutto è gratuita e disponibile sia per android che per iOs. Ovviamente offre pochi contenuti multimediali o didattici, nascendo per un utilizzo da parte di esperti, ma con un’interfaccia utente davvero friendly.

 

Con l’app di oggi mi sarei potuto riagganciare a decine di argomenti: gestalt, probabilità, incertezza.. paura… ma voglio dedicare due minuti al guizzo diagnostico che ci permette di lavorare: l’opinione.

Ebbene si, ammetto che l’opinione è una cosa soggettiva. Infatti tutta la filosofia si oppone all’opinione perché è un’interpretazione personale della realtà: ognuno ha la sua, oppure non ce l’ha; c’è chi è sempre d’accordo con l’interlocutore, o chi è sempre in disaccordo. Tutte le opinioni sono confutabili in base al punto di vista. La verità è tutt’altro: oggettiva, unica, inconfutabile.

Per intenderci, Platone nel suo mito della caverna paragona l’opinione alle ombre che gli uomini vedono proiettarsi sulla parete: l’ombra non è la verità ma solo un abbozzo di essa.

Ma già mi domando: le ombre non sono comunque una rappresentazione della realtà? Non posso forse intuire la forma della “verità” dal contorno?

Ovviamente qualcuno, questa verità, deve avercela prima spiegata per poi poterla riconoscere nelle ombre. Ed è effettivamente quel che facciamo studiando all’università prima, e poi continuando ad aggiornarci con la lettura critica di articoli o corsi di formazione.

Quel che ci insegnano è innanzitutto il ragionamento galileiano delle ipotesi da confutare attraverso esperimenti e tentativi, ovvero il metodo della ricerca. La pratica professionale, che si avvicina di molto a una scienza, consiste nel prendersi cura della persona e nel rafforzare le ipotesi di malattia, le presunzioni di verità. E con i metodi di esclusione ed inclusione arriviamo ad una diagnosi più probabile.

Quanto è importante il “first look”, il primo sguardo clinico, nel triage? Eppure si tratta di un’opinione, che viene inserita nel calcolatore del nostro cervello e bilanciata da altri parametri oggettivi. Proprio come MDCalc ci aiuta a raggiungere una probabilità di diagnosi.

Mi piace pensare anche al nostro mestiere: quello di scendere nella grotta dell’urgenza, con i nostri platonici “occhi rovinati”, ricordando la strada che ci hanno spiegato, scommettendo che quella è la via giusta per andare a convincere chi è laggiù a risalire in superficie.

L’opinione che abbiamo è per la maggior parte delle volte corretta, e va tutto bene; semmai prendiamo una testata o ci sbucciamo un gomito. Ricordiamoci però che le altre volte – poche per fortuna – dove ci perdiamo o ci facciamo molto male è bello che un collega venga a prenderci e riportarci sulla strada giusta. Sebbene dicano che:

“Un uomo saggio decide da solo, l’ignorante segue l’opinione della gente”

Antico proverbio cinese

 

occorre che le nostre opinioni siano flessibili, finché non abbiamo raggiunto una ragionevole certezza. Alle volte basta una parola e saper ascoltare, o una mano sulla spalla e saper sentire.

 

Foto di copertina: esercitazione soccorso in grotta, credits to CNSAS Calabria and www.scintilena.com

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