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Feb
2016
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App in Pills – Febbraio 2016: AgileMD

IMG_4929 Eccoci di nuovo qua nel 2016 a parlare di un’app che esiste da un po’, maIMG_4949 non molto conosciuta: AgileMD.

O meglio… fermi tutti! Ti ho parlato di app, ma facciamo un piccolo passo indietro.

AgileMD è sia app che sito web , nati per fornire ai sanitari delle informazioni su linee guida, algoritmi decisionali e permettere un livello di cure elevato e basato su contenuti di alta qualità. La particolarità però risiede nel modo di fornire questi contenuti: praticità estrema, rapidità, sicurezza sull’aggiornamento. AgileMD Company, dal sito web, pubblica dati su come gli errori medici negli USA causino morti premature e dispendio di risorse, o come l’eccesso di esami conduca a dispendiosi e superflui accertamenti, e si propongono come soluzione per ridurre questi numeri negativi.

IMG_4954Ma basta con la pubblicità ed entriamo nel dettaglio. La cosa che più ho apprezzato è il poter personalizzare i contenuti. Nella schermata iniziale ho scaricato i contenuti che ritenevo più utili per me. Ad esempio ho messo le bellissime “Paucis Verbis Cards” o “PV Cards” raccolte direttamente dal blog Academic Life in Emergency Medicine (le uso più volte durante ogni turno), oppure un glossario dermatologico (potrà sembrare stupido.. ma su un referto medico nel 2016 non possiamo più sbagliare le lesioni elementari della cute!).

Vengono offerti svariati download, alcuni gratis, altri in modalità acquisti in-app.

Inutile dire che registrarsi al sito permette di disporre online su computer degli stessi contenuti.

Schermata 2016-02-23 alle 19.39.19C’è anche la sezione my notes, con la quale prendere appunti su qualsiasi documento nell’app, e non solo. Tramite il sito, nella pagina personale, si può usare la funzione “Author” per creare documenti personalizzati o addirittura caricare PDFs, per poi averli a disposizione anche offline.

Cosa dire di più… date le potenzialità quest’app merita un bel 5/5 stelle! Anche se come veste grafica avrei distribuito i contenuti scaricati tutti sulla prima schermatSchermata 2016-02-23 alle 23.22.20a, per averli sotto controllo, senza la necessità di perdere secondi andandoli a cercare. Però per il resto.. ottimo lavoro!

Schermata 2016-02-23 alle 23.22.28

Le PV cards sono state sempre un punto di riferimento nella mia formazione per la sicurezza, la velocità di consultazione, la completezza. Ma soprattutto PAUCIS VERBIS: la sintesi.

Il dono della sintesi è fondamentale nella professione medica. E specialmente nel contesto dell’emergenza urgenza. Poche informazioni, essenziali, in ordine di priorità: una selezione di quel che abbiamo prima analizzato, da riferire al collega o al consulente andando dritti al sodo.

Del processo di Analisi e Sintesi ci parla Cartesio, e sarò molto.. sintetico! Se l’analisi è il processo euristico di ricerca delle cause a partire dagli effetti, la sintesi ne rappresenta il processo inverso. Il corso di laurea ci insegna l’iter diagnostico di analisi, per risalire alle malattie partendo dai segni e sintomi, ma chi ci insegna la sintesi se non la pratica quotidiana?

Una questione di priorità. Cosa è più importante nella raccolta anamnestica in DEA: con quanti cuscini dorme il paziente, oppure se è allergico al mezzo di contrasto? Sintetizzare ci richiede di sacrificare informazioni a vantaggio di altre, fare delle scelte, separare.

D’altronde è con la rivoluzione cartesiana di res cogitans e res extensa che i medici hanno iniziato a concentrarsi sulle malattie degli organi, a discapito della visione olistica del paziente. Vedesi “L’errore di Cartesio” di Antonio R. Damasio. Un errore che ci portiamo dietro fin dal ‘600, quando su una dimissione scriviamo “edema polmonare acuto in coronaropatia critica trivasale” anziché “edema polmonare acuto in PAZIENTE con coronaropatia critica trivasale”. Uno dei primi sintomi del burnout.

Il sottile confine tra sintesi umana e depersonalizzazione, tra sanitari e meri esecutori di flowchart.

“Non basta avere una buona mente; la cosa più importante è usarla bene.”

(Cartesio, Il discorso sul metodo, 1637)

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