Broncoscopia in pronto soccorso.

25 anni.

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25 anni fatti di battaglie. Di reclami. Di Slogan. Di diritti e di dovere. Di competenze perseguite, cercate, ottenute. Di scoperte. Di esperienze. Di sbagli. Di errori e di insegnamenti. Di testimonianze. Di piccole vittorie e grandi traguardi. Di battaglie, grandi e piccole.

A 25 anni ormai ed ancora sei considerato giovane. Hai tutta la vita davanti. Però sei già anche adulto. Hai avuto tempo di provare, di sbagliare e di rimediare. Di capire chi vuoi essere e cosa non vuoi diventare.

E’ la storia della medicina d’urgenza italiana e di chi ha provato a farla diventare tale, dandole unità, competenza, professionalità, dignità, forma e consistenza. E di chi ogni giorno lavora, fuori e dentro gli ospedali italiani, per difendere un’idea che da 25 anni ha preso forma.

E la medicina d’urgenza diventa adulta soprattutto grazie a chi ci prova ancora, non dispera, non demorde, si applica, pensa, inventa, prova, cerca, dimostra e poi pubblica. Nella mia realtà personale, quando voglio trovare qualcosa di nuovo nell’ambito italiano guardo a loro: i MeU Fiorentini e sulla voglia di scoprire nuove cose, la vera dimostrazione pratica di credere nel nostro lavoro.

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Dopo lo standing ed il FLHAScore, sono stato fulminato un’altra volta, sulla via che porta al Careggi. E che spero possa passare per la laringe ed arrivare ai bronchi.

Lo studio

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Lo scopo dello studio era descrivere le indicazioni, i riscontri, gli interventi, l’outcome e le complicanze di una procedura fibrobroncoscopica eseguita da medici d’urgenza nel dipartimento di emergenza in un periodo di due anni e dopo un adeguato training formativo.

Quale training formativo per il medico d’urgenza?

Il training formativo consisteva in un programma educativo istituzionale strutturato; tale corso prevedeva: 6 ore di teoria – 10 ore di pratica/simulazione su manichino; almeno 25 broncoscopie supervisionate da esperto con successive ulteriori 25 broncoscopie eseguite in DEA o nel paziente ambulatoriale. Alla fine di tale percorso il medico d’urgenza otteneva il titolo di emergency physicians qualified as basic bronchoscopist.

Risultati.

431 pazienti sono stati inclusi nello studio e sottoposti a procedura broncoscopica senza evidenza di eventi avversi. La tabella riassume i principali dati.

La principale indicazione era il campionamento microbiologico per infezioni respiratorie (55%). Nell’87% delle broncoscopie veniva eseguita una manovra diagnostica-terapeutica, utile per la gestione clinica del paziente.

Le complicanze minori erano definite come eventi self-limiting non richiedenti terapia specifica.

Le complicanze maggiori erano definite come eventi avversi richiedenti interventi medici o procedurali o associati a deterioramento clinico significativo (ipossia/emottisi sostenute e/o richiedenti l’incremento del supporto respiratorio/interventi specifici o l’interruzione della procedura; aritmia maggiore; barotrauma; arresto cardiaco; morte).

Nello studio le complicazioni sono state rare e sempre minori. Due terzi non presentavano alcune complicanze, nel 23% dei casi tosse o broncospasmo transitorio, solo il 5% dei casi una desaturazione transitoria. Non é stata osservata nessuna complicanza maggiore (barotrauma / mortalità correlata alla procedura). La procedura di broncoscopia non ha richiesto nessun ricovero non programmato.

Conclusioni

La broncoscopia flessibile eseguita da un MEU adeguatamente formato nel regime di PS / TSI è procedura fattibile e sicura ed estremamente utile con una grossa ricaduta sul processo diagnostico terapeutico del paziente.

Probabilmente, in questo contesto, sarebbe più utile parlare di focused bronchoscopy: essa non è intensa per sostituire le procedure diagnostiche interventistiche complesse ma piuttosto a fornire interventi tempestivi e orientati al problema che possono essere rapidamente imparati e applicati in sicurezza. Pertanto, la valutazione diagnostica semplice, la toeletta bronchiale e l’ispezione del tubo endotracheale sono skills che dovrebbero entrare nel core competence del medico di pronto soccorso.

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Commento Personale:

L’articolo, ai miei occhi, è più di una semplice casistica ben fatta.

È la dimostrazione che la medicina d’urgenza è una specialità che sta diventando grande e che ha bisogno di tutti noi.

È la dimostrazione che la ricerca, anche nella nostra pratica quotidiana, è possibile, e può essere di altissimo livello.

A fare la differenza sono sempre le stesse cose: l’impegno, l’inventiva e la dedizione.

Bibliografia

  1. Pelagatti L et al. “Prospective evaluation of flexible bronchoscopy in the emergency department: Indications, findings, and complications. A cohort study”. Am J Emerg Med. 2026 Apr:102:190-197. Link

Autore

  • Davide Tizzani

    Specialista in Medicina Interna, ma specializzando ancora nell'anima.
    Esperto di Niente. Interessato a Tutto.
    Appassionato delle tre E: ecg, ega, ecografia.
    @DavideTizzani |

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