mercoledì 3 Marzo 2021

Ci siamo dimenticati dell’esame fisico?

E’ mattina ed è  l’inizio del turno. Il primo paziente è un giovane studente che lamenta dolore all’emitorace sinistro irradiato al dorso.Non è particolarmente sofferente ed è stato quindi “triagiato” con un codice verde.

E’ un ragazzo alto e longilineo che ha sempre goduto buona salute.
I parametri vitali sono nella norma. Lo visito rapidamente, meccanicamente gli ascolto il torace e dentro di me dico: “Adesso prendo l’eco e vedo subito se ha uno pneumotorace”
L’ecografo però è in area rossa dove si stanno occupando di un brutto trauma appena arrivato. Mi fermo un attimo e lo rivisito con maggiore attenzione.

E’indubbio che la tecnologia ci aiuti e non solo sul nostro lavoro, ma con essa corriamo il rischio di dimenticarci di cose che rimangono basilari come l’esecuzione di un corretto esame fisico che a volte ci consente di fare diagnosi senza bisogno di null’altro.

Esistono sul web numerosi siti dedicati all’argomento; quello che prediligo è Stanford25 che, oltre ad essere molto istruttivo,  promuove la cultura dell’esame fisico al letto del malato.
E’ possibile infatti che la percussione dell’aia cardiaca, che quelli della mia età hanno ancora visto praticare se non praticato, sia da considerare obsoleta, ma un soffio diastolico nel paziente in questione ci avrebbe orientato nella diagnosi più di un’ecografia o di una radiografia del torace.
Vediamo ad esempio cosa dice Stanford25 a proposito dell’esame obiettivo toracico.

La cosa più importante è sicuramente ricordarsi che l’esame obiettivo toracico non è l’auscultazione del torace.Ispezione palpazione e percussione sono fondamentali; ma quanti di noi la praticano regolarmente? Eppure possono fornirci un sacco di informazioni.

Cosa ci può orientare verso una diagnosi di BPCO ad esempio?

  • La discesa inspiratoria della trachea
  • L’uso dei muscoli accessori
  • L’espirazione a labbra socchiuse in grado di generare una piccola quota di PEEP
  • Un aumento del diametro anteroposteriore del torace ed un angolo del Luis prominente
Lascio ai più volenterosi scoprire o ricordare cosa sono il segno di Dahl e di Hoover ed il solco di Harrison.
Il paziente aveva una toracalgia di parete, niente PNX alla radiografia del torace ed è stato dimesso con una terapia sintomatica, ma immaginate cosa avremmo fatto se ci fossimo trovati invece davanti  ad un paziente con sintomi simili ma un’ evidenza di  torace carenato  e aracnodattilia evidenziata non solo nell’aspetto ma anche dai segni clinici delle figure qui sotto?
Marfan- segno-del-polso
Marfan- segno-del-pollice
Nessuno più di me crede nella tecnologia applicata al letto del paziente, ma guardare al futuro non significa dimenticarci da dove veniamo…
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

3 Commenti

  1. Ammetto che io avrei pensato alla Elher-Danlos…ho detto una boiata?
    Gli ultimi pnx che ho confermato con la Rx li ho diagnosticati con l’esame obiettivo auscultatorio, ammetto anche questo. Ma io ricordo sempre che l’Esame Obiettivo usa l’acronimo IPPA…Ma sono anziano…

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