30
Mar
2020
7
COVID-19, ibuprofene

COVID-19 e ibuprofene

Cosa sappiamo del rapporto tra la COVID-19 e l’ibuprofene?

Nulla, assolutamente nulla.

Ciononostante, abbiamo assistito ad un turbine di informazioni discordanti, e ad un’ondata di panico generalizzato che ha spinto dapprima l’OMS ad emettere un alert di allarme, per poi annullarlo, affermando che non esistono motivi per sospendere la terapia con FANS in generale e con ibuprofene in particolare, riferendo non provati i rischi in merito alla COVID-19.

covid-19, ibuprofene

Questo post non può basarsi su informazioni accurate – chi ne ha, in merito alla COVID-19?

tra le tante, drammatiche conseguenze (umane, sociali, sanitarie) che questa malattia ha portato, una ha un impatto molto importante, che non abbiamo ben messo a fuoco.

La scomparsa di un approccio evidence based medicine.

Chi può utilizzare l’EBM per una malattia che non conosciamo, del tutto nuova, della quale ignoriamo ogni aspetto, e per la quale ogni terapia è – di fatto – un tentativo sperimentale?

ebm, FANS, COVID-19


Va bene, questo è evidente.


Come è evidente che la letteratura, che viene fornita in tempo reale, non possano essere sempre precisa e accurata. La pressione sugli editori e sui revisori è enorme e il desiderio di far uscire lavori importanti e utili è fortissimo. É verosimile che la selezione non sia così accurata come in tempi normali.

Verissimo anche questo, e del resto, questo non è un tempo normale

Sui vari canali social stiamo vedendo ogni tipo di segnalazione, ogni tipo di lavoro, compresi lavori pubblicati e non ancora valutati dal sistema del peer per review.

Questo può essere un problema?

Forse, se ci lasciamo guidare dalla sensazione e non dalla razionalità. Prendiamo la questione degli ace inibitori e dei sartani, che abbiamo analizzato in un post, e che ha spinto l’ESC a far uscire una segnalazione in cui si raccomanda la NON sospensione di questi farmaci perché non ci sono evidenze di un aumento del rischio.

Eppure quanti medici (in tutto il mondo) stavano spingendo per farli sospendere? dove era nata questa ondata?

Sui social si era diffusa una lettera (non un lavoro valutato da revisori) in cui si paventava il rischio di questi farmaci per via del legame del sars-cov2 con gli ace2. In effetti, gli ACE inibitori e sartani aumentano l’ACE2.

Abbiamo però visto come questo probabilmente non abbia significato, perché l’ace2 viene ridotto dal virus dopo l’infezione e che normalmente riveste invece un ruolo protettivo nell’ARDS…

eppure la notizia si era diffusa, il panico anche, portando i pazienti ad un possibile rischio per la sospensione di terapie essenziali.

Come è nata la questione inerente il rapporto tra ibuprefene e COVID-19?

In Francia, all’inizio dell’epidemia, per via della segnalazione di 4 pazienti (4!) che avevano assunto ibuprofene nelle fasi iniziali di una febbre (in COVID-19) e che avevano presentato un decorso aggressivo dell’infezione. La segnalazione era rimbalzata sui social, diventando virale e creando panico, al punto che il ministro della sanità francese aveva pubblicato un richiamo ufficiale comunicando il rischio.

Se il ministro della sanità di una nazione come la Francia pubblica un richiamo ufficiale, deve esserci qualcosa di vero… quindi il tam tam social è cresciuto, ha raggiunto i mezzi di informazione, e la notizia è diventata ancora più vera. L’OMS, in un tweet, ha acceso la miccia: non usate i FANS, sono pericolosi…

Pochi giorni dopo, la smentita…


La sensazione è di osservare le onde in uno stagno che si propagano dopo il lancio di un sasso: anche quando la notizia viene smentita, la prima voce (ormai falsa) continua a viaggiare e a diffondersi.

COVID-19, fake news

Qual è il razionale dietro la sospensione dell’ibuprofene nel pazienti con sospetta COVID-19?

labile, labilissimo, e curiosamente condivide lo stesso percorso dei sartani.

Il FANS (e l’ibuprofene) aumenta l’ACE2 e siccome l’ACE2 è il legame del SARS-COV2 per entrare negli alveoli, forse il FANS (e l’ìibuprofene) potrebbe aumentare il rischio di sviluppare la COVID-19.

Evidenze, nessuna.

Quattro casi che lo hanno assunto può essere un campanello di allarme? forse, se però non ci facciamo prendere dal panico e manteniamo la calma. La segnalazione è essenziale per permettere di mettere a fuoco un possibile problema, non per guidare scelte terapeutiche. Quanti sono i pazienti che hanno assunto l’ibuprofene e non hanno avuto complicanze per la COVID-19? non lo sappiamo, e questo dato è fondamentale, perché paradossalmente l’ìibuoprofene potrebbe avere un ruolo protettivo.

I quattro pazienti potrebbero aver fumato una sigaretta elettronica, o consumato una bouillabaisse, essendo tutti del sud della Francia, o aver tutti contratto la varicella in età adulta: le possibili correlazioni sono infinite e solo una analisi seria sui grandi numeri potrà darci delle risposte.

Adesso non lo sappiamo, non lo possiamo dimostrare, ma è proprio questa grande incertezza che deve guidare le nostre scelte – per quanto difficili, dobbiamo appoggiarle sul quel poco che sappiamo, sulla fisiopatologia e sul buon senso. 

Iniziando a diffidare dal mare magnum dei social.

La FOAMed è sana e virtuosa, perché permette la rapida diffusione di idee, spunti, tecniche, conoscenza, letteratura. Quello che sta accadendo con la COVID-19 (e le notizie su ibuprofene e sartani) ne è una visione distorta, distopica.

FOAMed, COVID-19

La malattia ci spaventa, e ancora di più ci spaventa l’idea di non avere armi per combatterla.

Ma qualcuna ci rimane: il buon senso, la cultura, che devono spingerci a diffidare di alcune informazioni:

forse, l’astensione del FANS può essere considerata innocua, nel dubbio (anche remoto) di una loro pericolosità… nella popolazione generale. Ma pensiamo ad un paziente con artrite reumatoide, a cui si prescrive di sospendere l’ibuprofene perché c’è una epidemia di COVID-19 che potrebbe coinvolgerlo… o ad un paziente con cardiopatia ipertensiva a cui il curante, preso dal panico, vuole sospendere il sartano.

No, dobbiamo essere razionali per poter fare da argine contro la diffusione incontrollata di notizie senza fondamento,e per non lasciare che le notizie vivano di vita propria.

Come afferma una delle leggi di Murphy: “Lasciate a loro stesse, le cose tendono di andare di male in peggio.”

Non dobbiamo quindi permettere che le informazioni si diffondano senza un controllo.

Però ricordiamoci sempre della chiosa di O’Toole alla legge di Murphy:


“Murphy era un ottimista”

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