16
Apr
2020

COVID-19: Le domande degli specializzandi

Prepotente come con tutti gli altri, l’emergenza COVID-19 ha sconvolto le vite anche di noi specializzandi MEU.

Per l’ “Angolo dello Specializzando”, in questa fase, proponiamo dunque una brevissima riflessione sul periodo che stiamo vivendo (considerato il numero di riflessioni disponibili sul tema, probabilmente del tutto non necessaria) e soprattutto il nostro contributo alla vita medica di specializzandi e non in questo periodo.

Per tutti – medici e non – l’emergenza COVID-19 ha sovvertito vita affettiva e lavorativa. Forse per noi specializzandi MEU lo sconvolgimento più grande è stata la brusca frenata della nostra crescita professionale come la avremmo immaginata per essere chiamati a maturare in un modo tutto diverso senza possibilità di appello.  

Chi di noi in Pronto Soccorso vi era già ha visto montare la marea, ha smesso di imparare la medicina d’urgenza “tradizionale” ed ha imparato la medicina d’urgenza nell’era COVID, per tentare, con i colleghi più grandi, di non affogare (lavorativamente ed emotivamente).

Molti di noi hanno interrotto le rotazioni per rientrare nelle schiere del Pronto Soccorso perché tutto l’aiuto possibile era necessario.

Tutti abbiamo imparato ad essere davvero necessari, per questo con più responsabilità rispetto a quanto probabilmente fossimo abituati (e improvvisamente con più pesi sul petto), a confrontarci con il dolore dei pazienti e delle famiglie, più lontani (dietro uno scafandro o dietro un telefono o uno schermo), ma in maniera più immersiva di quanto fossimo abituati, più nostra.

Qualcuno di noi si è sentito di fare il salto ed essere assunto come strutturato, segnando una cesura più definitiva con la protezione del ruolo di specializzando. 

La marea è lontana dall’esser scesa, per quanto sembri che le acque si stiano un poco calmando. 

Ma in fondo, la medicina d’urgenza è sempre stata come il surf. Bisogna imparare a stare in equilibrio su una superficie instabile ed effimera che cambia istantaneamente. 

È una marea nuova e mai vista, ma impareremo anche questo equilibrio.

Per iniziare ad imparare qualcosa di più, nello specifico, abbiamo recentemente proposto una teleconferenza – moderata dalla nostra Presidentessa di CoSMEU, la Dott.ssa Maria Luisa Ralli – in cui abbiamo rivolto al Dott. Stefano Paglia e al Dott. Mirko Di Capua le domande raccolte dagli specializzandi di tutta Italia in merito all’emergenza in atto, che toccano temi prettamente clinici ma anche risvolti più umani.

Il Dott. Paglia e il Dott. Di Capua (per chi ancora non li conoscesse) hanno rispettivamente i ruoli di Direttore e Dirigente Medico del Pronto Soccorso di Lodi, il primo ad essere stato colpito dall’emergenza COVID19 in Italia.

Vogliamo ringraziarli davvero per aver condiviso con noi la loro esperienza in termini di casistica e temporale.

Riportiamo di seguito il link alla registrazione della teleconferenza, sperando che possa essere di interesse e informativa per chi si trovi a lavorare in Pronto Soccorso in questo momento – specializzandi e specialisti – e si ponga quesiti ancora insoluti. 

Potresti anche essere interessato a

COVID-19: la paura ed i fatti
COVID-19 lung pathology
Fibrosi polmonare post COVID-19…
anosmia
Anosmia, ageusia e COVID-19
Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi

1 Risposta

Lascia un commento

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.