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Giu
2016
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Ecchimosi: stadiazione ed evoluzione clinica

ecchimosi

Capita spesso di soccorrere persone di tutte le età che, durante la visita e la raccolta dei parametri, rivelano ecchimosi di varia natura in svariate parti del corpo.
Interrogandole (o interrogando i parenti) ci vengono fornite scuse di ogni tipo, motivazioni varie e spiegazioni talvolta pittoresche.
Ma in noi si insinua il dubbio, qualcosa non quadra, ci sono elementi che ci fanno dubitare di ciò che ci viene detto e il nostro sesto senso, unito alla nostra esperienza, ci spingono ad indagare di più.legbruise

Voi sapete datare un’ecchimosi?
Sapete dopo quanto tempo vira dal colore scuro e comincia a fare l’alone giallo-verdastro?
Sapete quindi riconoscere un’ecchimosi recente da una inveterata?

Approfondiamo qualche elemento di medicina legale che può esserci utile nel caso ci si trovi di fronte a casi sospetti.

L’ecchimosi è un’infiltrazione ematica tissutale circoscritta molto ben apprezzabile a livello della cute, delle membrane sierose e delle mucose.
E’ l’esito dell’azione meccanica di una forza esercitata su queste porzioni anatomiche rappresentata da tre diverse azioni: pressione, trazione e decompressione.
L’aspetto dell’ecchimosi varia in funzione della forza esercitata, dalle caratteristiche dell’azione lesiva, dalla sede anatomica contusa e da eventuali situazioni fisiopatologiche della persona.

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L’ecchimosi va distinta dall’ematoma del quale condivide il meccanismo d’azione, ma da cui si differisce, perché quest’ultimo è una raccolta di sangue in una cavità neoformata provocata dal grande stravaso ematico conseguente di un forte urto che genera una consistente emorragia.

La trasformazione del colore delle ecchimosi è dovuta alla progressiva degradazione del pigmento emoglobinico che porta ad un viraggio della colorazione dapprima blu violacea, al verde e successivamente al giallo.
Sul tempo di tale viraggio, possono influire numerosi fattori fra cui l’entità e l’estensione dello stravaso e la sede in cui è avvenuto.

ecchimosi

A scopo orientativo si possono definire questi stadi di evoluzione delle ecchimosi:
– fino al 4° giorno blu-violaceo
– dal 5° all’8° la colorazione tende al verde
– dall’8° al 12° vira al giallo
– dal 15° tende a sbiadire fino ad assumere colorazione normale della cute dal 15° al 25° giorno.

Questo tipo di tassonomia è però considerata dalla medicina legale un po’ obsoleta perché in alcuni casi, le ecchimosi, possono mantenere il colore blu-violaceo per quasi tutta la durata del riassorbimento e tendere a sbiadire solo verso la fine.
C’è quindi un diffuso consenso a considerare il colore come un elemento non attendibile per la datazione delle ecchimosi se non dare come assunto il concetto che un’ecchimosi con un contorno a “coccarda” di colore giallo sia da considerare non inferiore a 18 ore di età.

Questo tipo di evoluzione cromatica, è da considerare solo ed esclusivamente per le ecchimosi “in vivo”, da non confondere con le macchie ipostatiche cadaveriche.

In virtù degli obblighi di segnalazione all’autorità giudiziaria che un pubblico ufficiale deve osservare, è opportuno non trascurare nessun elemento e nel caso di dubbio consultare eventuali specialisti e/o superiori.

Quali sono gli obblighi a cui il professionista sanitario dell’emergenza deve sottostare?

La legge 26 aprile 1990 n.86 e la successiva modifica del 7 febbraio 1992 n.181, hanno innovato la disciplina giuridica dei delitti dei Pubblici Ufficiali e degli Incaricati di Pubblico Servizio modificando in primo luogo le nozioni delle due figure di cui sopra, che fanno riferimento agli articoli 357 e 358 del CP.

La giurisprudenza attuale tende a considerare Pubblico Ufficiale, oltre al medico, anche l’infermiere triagista e l’infermiere dell’emergenza, in quanto essendo professionisti sanitari che redigono una scheda sanitaria propria (la scheda dell’intervento nel 118 e la scheda di triage in accettazione PS), esercitano i poteri certificativi delegati dalla pubblica amministrazione (l’asl di appartenenza) come espresso nell’art. 357 del CP.

Per questo motivo, sia il medico 118/PS che l’infermiere 118/PS rispondono a determinati obblighi sanciti dall’art. 365 del CP.
Sono gli obblighi di “Referto all’autorità giudiziaria”:
“Chiunque, avendo nell’esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto per il quale si debba procedere di ufficio, omette o ritarda di riferire all’autorità indicata nell’art. 361, è punito con la multa fino a lire un milione (€ 516,46). Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale”.

Se il professionista sanitario ha esercitato la sua opera (soccorso in strada o in PS) e si trova di fronte ad un reato punibile d’ufficio, va fatta la segnalazione all’Autorità Giudiziaria (i reati “punibili di ufficio” sono tutti i reati contro la persona: lesioni volontarie, percosse, violenza, stupri, rapine con lesioni, rapimenti, ecc.).
In conclusione, indipendentemente dalla possibilità di “datare” un’ecchimosi, resta prudente il concetto di considerare con molta attenzione ogni lesione cutanea, ogni contusione, ogni ecchimosi sospetta che, in relazione alla dinamica che osserviamo ed all’anamnesi che raccogliamo, non trova corrispondenza o solleva dubbi, e nel caso, segnalare il sospetto all’autorità giudiziaria competente.

Bibliografia:
– Guida pratica ed illustrata di patologia forense – P Girolami
– Compendio di medicina legale – L. Macchiarelli
– Atlante di medicina legale – O. Prokop
– Aspetti legali della professione infermieristica – L. Benci
– Aspetti medico legali nell’attività di soccorso extraospedaliero – L. Cimino

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2 Commenti

  1. Alessandro Riccardi

    Bellissimo post, complimenti! Tratti un argomento comunissimo ma assolutamente negletto, e che dovremmo conoscere bene, ma invece diamo per scontato. E in più smonti le mie certezze imparate con il mio primo maestro, un fine semiologo, sulla datazione delle ecchimosi.

    1. Paolo Pasini

      Ciao Alessandro, sei molto gentile.
      Anche per me l’argomento è poco trattato e forse preso troppo alla leggera.
      Ho cercato di fornire a chi legge gli spunti necessari per capire quanto possa essere datata un’ecchimosi, l’idea mi è venuta dopo essere venuto a conoscenza di un episodio lavorativo occorso ad una collega nel quale i racconti dei parenti in merito alle lesioni sul corpo dell’anziana signora da soccorrere, non corrispondeva alla morfologia delle stesse.
      Spero che vi sia utile nella vostra pratica quotidiana.

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