mercoledì 24 Febbraio 2021

Ecografia compressiva: piccoli trucchi

Chi di noi ha a disposizione l’ecografo quando può lo usa.
Una delle situazioni più comuni di utilizzo è sicuramente il sospetto di TVP degli arti inferiori.
La metodica è semplice sia da imparare che da eseguire e non richiede che pochi minuti. Esistono pero alcuni accorgimenti che non vanno trascurati.
Di questo ci parlano nel loro ultimo podcast Matt Dawson e Mike Mallin di Emergency Ultrasound Podcast

La sensibilità di questa metodica è molto alta raggiungendo in alcuni studi il 100% e parte dal semplice presupposto che, se all’interno della vena vi è materiale trombotico, la vena non sarà più completamente comprimibile.
L’esame, come sicuramente saprete, viene eseguito a livello inguinale e del cavo popliteo e va condotto su entrambi gli arti inferiori; sino al 30% dei casi infatti,  la trombosi può coinvolgere l’arto non edematoso.

Uno degli errori che si possono commettere è di non includere nella compressione a livello della vena femorale anche lo sbocco della safena. E’ quindi importante identificare non solo la vena femorale ma anche quest’ultima, al fine di non trascurare trombosi a questo livello .

Esistono poi dei piccoli trucchi per verificare che non vi sia ostruzione  sia al di sotto che al di sopra della vena femorale. Anche in questo caso il presupposto teorico è intuitivo .Se esiste flusso che arriva a tale livello, lo possiamo dimostrare attraverso l’uso del  colore o del  doppler.

In pratica cosa facciamo: dopo aver identificato la vena femorale comune, mettiamo il colore e schiacciamo rapidamente il polpaccio omolaterale (squeezing) con l’altra mano o, ancora meglio, ci facciamo aiutare in questa manovra da un assistente . In assenza di ostruzione vedremo un cospicuo aumento del colore a livello della vena stessa.

prima dello squeezing
durante lo squeezing
 Questo aumento di flusso sarà ancora magnificato in senso acustico se attiveremo il segnale doppler.
In presenza di una trombosi venosa localizzata tra il polpaccio e la vena femorale, o analogamente se l’ostruzione è localizzata superiormente, come ad esempio nella vena iliaca o a livello dell cava inferiore, non sarà più possibile vedere l’intensificazione del flusso appena descritta.

Esiste poi un altro metodo indiretto per verificare se esiste una trombosi a livello iliaco o cavale . In questi casi il flusso modulato con gli atti respiratori, che si ottiene campionando il doppler a livello della vena femorale, non sarà più visibile.

assenza di trombosi iliaca o cavale
presenza di trombosi iliaca o cavale
L’intero video, molto più istruttivo delle mie spiegazioni, è scaricabile su Emergency Ultrasound Podcast.
Sono convinto che la maggior parte di noi già conosceva questi “trucchi” utili per integrare l’ecografia compressiva di base che ricordo, di per sé, ha un altissimo valore diagnostico.
In ogni caso un ripasso non fa mai male…
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Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

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