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Gen
2018
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Ecografia Water Bath… Ritorno al Passato!

Salve amici, in questo articolo curioseremo insieme sulle interessanti potenzialità di fare ecografia a “bagnomaria”; in effetti tradotto in italiano è poco professionale meglio quindi chiamarla con il nome originale ” Water Bath! Pur essendo una tecnica ecografica “preistorica”, per molti è misconosciuta.

 

Un po’ di storia…

Era il 1950 quando i pionieri della ecografia 2D B-Mode, HowryBlissPosakony and Cushman , iniziarono a creare delle macchine per fare ecografia ad immersione. Nel 1954 venne presentato Somascope (primo scanner B-mode ad immersione in acqua) in una pubblicazione sperimentale “Soundwave Portrait in the Flesh.” LIFE, 20 Sept. 1954, pp. 71–72.

Primo ecografo 2D B-Mode

 

Life magazine 1954

 

Nostalgia ed emozioni nel vedere queste ingombranti macchine che rappresentano la nascita dell’ecografia. Oggi abbiamo la fortuna di avere macchine tascabili e con ottima qualità d’immagine che ci permettono di fare POCUS (Point of Care Ultrasound) in maniera veloce efficace.

POCUS Water Bath

Questa è una metodica ecografica utile per valutare, velocemente e con accuratezza, patologie delle estremità. E’ sufficiente avere un contenitore con acqua ed una sonda lineare. Riempi una bacinella con acqua tiepida e chiedi al paziente di posizionare la sua mano/piede all’ interno. Si utilizza l’acqua come mezzo di contrasto per amplificare la qualità dell’ immagine. La sonda lineare non viene a contatto con la cute del paziente. É necessario assicurarsi di correggere la profondità dello schermo poiché l’acqua occuperà la parte superficiale dell’immagine. Quando si valutano le dita, bisogna iniziare con una scansione in asse lungo per visualizzare meglio gli strati: cute, tessuto sottocutaneo, tendine, osso. Nella scansione trasversale, la visualizzazione simultanea di più dita, può aiutare a distinguere facilmente un’ immagine normale da una patologica. 

 

Tecnica tradizionale vs Water Bath

Nelle immagini sopra si evidenzia il miglioramento dei dettagli e quindi una possibile qualità diagnostica superiore quando si utilizza il Water Bath come mezzo per la trasmissione del suono. In questi ultimi 10 anni c’è stato un particolare interesse per l’utilizzo dell’ecografia nella traumatologia, ricordiamo un articoletto del nostro Carlo D’Apuzzo  Frattura dello scafoide: una diagnosi difficile

 

Indicazioni e vantaggi

Immergendo le estremità del paziente nella bacinella con acqua, non è necessario l’utilizzo di gel, si evita il contatto tra la sonda ecografica e la cute del paziente, eliminando così il disagio. L’uso dell’acqua evita anche la compressione di queste strutture superficiali. Inoltre, questa tecnica può assumere particolare importanza nei pazienti pediatrici, in cui si cerca sempre di evitare l’esposizione a radiazioni. 

Le indicazioni sono per lo più la ricerca di corpi estranei (vedi legno non radiopaco) mani/piedi ma anche:

I vantaggi:

  • riduce la necessità di contatto diretto con l’area di interesse, FREE-PAIN, immagini di qualità superiore e minore disagio per il paziente.

 

Variante Water Bath: approccio laterale

La variante è la Lateral Water Bath presentata alla V edizione del  WCUME del 2017 The lateral approach water bath: a novel and superior method of imaging distal upper extremities di Cotton J., Prats M. e Bahner D.. Questa tecnica permette di sfruttare i vantaggi della qualità di immagine della Water Bath tradizionale ma senza mettere la sonda a contatto con l’acqua e con l’eccezionale visone a 360°. In questa variante di Water Bath la mano è all’interno di un contenitore di plastica (ad esempio una fisiologica opportunamente ritagliata) e la sonda lineare viene poggiata all’esterno, sulla parete del contenitore, ponendo un sottile strato di gel.

E’ una tecnica che può entrare a far parte del nostro bagaglio POCUS, da provare sicuramente, ne rimarrete facilmente entusiasti ma ricordate il ” Ritorno al Passato”!

 

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