20
Apr
2020
13

EFFETTO COVID

Da mesi si parla di COVID ma è anche bene ricordare l‘EFFETTO COVID! Ovvero tutti quei pazienti che stanno sviluppando patologie diverse da COVID e quindi per paura del contagio non arrivano o arrivano tardi in PS.

L‘EFFETTO COVID non coinvolge solo i pazienti ma anche noi sanitari, che concentrati a scovare il paziente infetto, crea un BIAS nelle diagnosi di patologie che abbiamo sempre visto e trattato in PS nell’era pre-COVID.

Questo sarà un post snello, nessuna review, nessuna novità di ricerca, solo un “repetita iuvant” della mia quotidianità lavorativa.

Inizierò adesso una breve carellata di casi clinici ad “Effetto COVID” ed i protagonisti avranno i nomi delle divinità mitologiche greche, perchè questa pandemia sarà ricordata a posteri per centinaia e centinai di anni.

Dionisio, febbricola e dispnea…

Febbre e dispnea sono i sintomi protagonisti che tutti ricerchiamo per identificare il paziente infetto, sono sintomi che abbiamo sempre visto in PS ma adesso sembrano essere esclusivi per diagnosi COVID.

Vi presento il caso di Dionisio che dopo aver festeggiato la sua monotona vita domiciliare bevendo un bicchiere di vino di troppo, chiama il suo medico per malessere e difficoltà a respirare, al triage telefonico appare “affannato” viene chiesto di misurare la temperatura ed il termometro misura 37.3C ! con queste informazioni scatta il protocollo COVID ed il 118 lo porta in PS “percorso sporco” (brutta definizione, in realtà è il percorso più pulito e protetto del PS!).

Dionisio ha una saturazione di 94% e facendo il walking test arriva a 89%, classica presentazione COVID, pronti ad iniziare CPAP , quando poggio la sonda cercando white lung , consolidamenti subpleurici etc ed invece ricevo uno schiaffone morale da EFFETTO COVID…

sul monitor dell’ecografo la linea pleurica è IMMOBILE nessun sliding , il nostro Dionisio ha uno Pneumotorace! non voglio crederci ausculto con fonendo e il murmure mi sembra di sentirlo, viene fatta anche un Rx torace , non era un COVID ma un PNX. (il tampone già effettuato era negativo, la temperatura misurata più volte non andava oltre il 37.1°C).

PNX

Apollo ed il suo home workout

Apollo è un giovane paziente che adora la musica e la palestra ma in questa ERA COVID è costretto ad allenarsi a casa.

Nel pomeriggio accusa un fastidio al testicolo, nessuno sforzo fisico , aveva allenato gli addominali di mattina, nessun trauma. Il dolore diventa insistente dopo cena e compare anche la nausea ed il vomito, su consiglio del suo amico farmacista assume un ibuprofene e suggerito di farsi vedere da un medico.

Apollo non vuole andare in PS perchè qualche giorno prima la zia era stata ricoverata per una polmonite da COVID. Il dolore diventa lancinante durante la notte , continua a vomitare, il padre disperato chiama il 118 e finalmente giunge in PS.

Prima di visitarlo faccio terapia analgesica, è sofferente , oppositivo alla visita, riesco però ad appoggiare la sonda per pochi secondi e la diagnosi è IMMEDIATA , nessun flusso al color doppler si tratta di una torsione del testicolo , maledetto EFFETTO COVID! sono trascorse 7 lunghe ore contattato il collega urologo il paziente viene immediatamente operato. La prognosi fortunatamente è stata buona .

Atena non riesce a digerire

Atena è una paziente anziana, abita da sola e chiama il 118 con molti dubbi e tanta paura di quel virus perchè da un paio di giorni è sofferente: dopo una brutta notte di tosse e raucedine, compariva una fastidiosa diarrea, vomito con dolori addominali e forse una febbricola ma non vede bene per leggere la temperatura.

Giunge in PS con la sua bottiglietta di cocacola (è il suo rimedio per digerire!). Visti i sintomi tosse, diarrea e la sospetta febbre la mia prima ipotesi diagnostica è un rule in COVID e quindi inizio scansione immediata del torace, ma i campi posteriori sono indenni da artefatti sospetti, quindi valuto l’addome che appare modicamente globoso , diffusamente dolente in particolare quadranti inferiori, senza segni di peritonismo. Cosa si fa adesso?

Ovviamente procedo con POCUS dell’addome e quindi basta poggiare la sonda ed in 3 secondi la diagnosi è CHIARA !!!!! Si tratta di un quadro di occlusione intestinale, e sonograficamente possiamo individuare tutti i segni da manuale .

1)Abbiamo anse distese ripiene di materiale enterico con diametro maggiore di 2.5cm;

2) tale distensione rende visibile la presenza di pliche circolari che determinano effetto del “keyboard sign”

3) il contenuto enterico essendoci uno stop ha una peristalsi anomala con un effetto che “va e viene” con segno del “to and fro”

4) tra le anse che mostrano segni di sofferenza troviamo tracce di liquido libero ed il free fluid extra luminale appare come triangolino che rappresenta il nostro segno sexy del “tanga sign”.

Insomma pochi secondi per una diagnosi accurata, inoltre sono stato rimproverato dal mio cucciolo ecografo perchè mi faceva notare che il motivo dell’occlusione era una tumefazione dura in regione inguinale dx che mi era sfuggita visitando il paziente…

Comunque grazie a POCUS ho evitato ulteriori figuracce e diagnosi errate (il dolore addominale è la tomba del medico!).

Ricapitolando: la paziente in seguito ad accessi tussigeni aveva incarcerato un ernia crurale, compariva il dolore e successiva diarrea paradossa e vomito, vomito che la paziente riferiva essere la coca cola che cercava di bere per digerire, ma in attesa di fare la TC e quindi visto che aveva una gastrectasia posizionavo sondino nasogastrico e drenavo circa 2300cc di materiale enterico altro che cocacola!!!!!!

Anche qui l’EFFETTO COVID ha coinvolto la paziente che ha ritardato la sua visita (intervento di resezione intestinale) e stava ingannando anche me perchè in pandemia COVID la mia ossessione è trovare ed isolare tali pazienti e la diarrea con la tosse erano sintomi compatibili con questa maledetto virus (la paziente eseguiva tampone COVID che risultava negativo).

Afrodite e la sua ansia per la nonna

Afrodite è una giovane paziente ha appena saputo che la sua amata nonna è in gravi condizioni è intubata positiva COVID. Si sente molto triste , non può andare a trovare la nonna ed inizia a piangere, poi singhiozzando telefona al cugino per avere ulteriori notizie ma non riesce a parlare, balbetta e parla male, è così nervosa che gli cade il telefono a terra cerca di riprenderlo ma ricade nuovamente.

E’ triste, è sola, decide di prendere 8 gocce di diazepam che utilizzava nei momenti di stress e decide di andare a dormire. Afrodite si risveglia la mattina sono trascorse già 24 ore, prepara per fare colazione ma stranamente non ha la forza a trattenere gli oggetti con la mano dx eppure si sente tranquilla , inizia ad avere paura compone il 118 e con difficoltà riesce a indicare il suo domicilio.

In PS Afrodite è terrorizzata perchè tutti siamo con le maschere i guanti, crede di essere infetta e piange, inizio a parlarle, cerco di consolarla capisco che la sua difficoltà a parlare è AFASIA e il perchè cadono gli oggetti dalla sua mano è un Mingazzini positivo…la TC cerebrale confermerà lo stroke con già evidenti aree di ipodensità; il maledetto EFFETTO COVID ha compromesso la possibilità di fare una diagnosi precoce e quindi una trombolisi.

Considerazioni

Stiamo vivendo tutti un momento difficile, COVID continua a fare male anche con i suoi danni collaterali.

C’è stato un notevole calo di accessi in PS e questo ci fa pensare parecchio, ma adesso i nostri pazienti che stanno veramente male hanno paura, ritardano le visite e ciò comporta di trovarci di fronte a quadri clinici gravi.

Noi continueremo a seguire i nostri percorsi come già suggerito da Mauro Cardillo, lavoreremo emozionandoci come nel toccante post di Davide Tizzani, ci ricorderemo dell’etica ai tempi di COVID come scritto da Alessandro Riccardi.

Adesso come sempre non dobbiamo dimenticarci che in PS oltre al COVID abbiamo gli stessi pazienti con le stesse patologie a noi note che sono state oscurate da effetto COVID ma che non eluderanno la nostra attenzione!

Non vi annoio più perchè devo indossare la mia divisa anticovid da plague doctor , armato ovviamente di sonda e pronto a continuare la battaglia!

plague doctor COVID-19 sonda ecografica
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2 Commenti

  1. Giuseppe, grazie per questo bellissimo post. Non solo umano ma anche molto professionale.
    Ci riporti con i piedi per terra, a quello che facevamo fare, magari non benissimo ma in cui certamente mettevamo il cuore.

    1. Giuseppe Sfuncia

      Grazie Mauro sempre gentilissimo. Un post scritto semplicemente raccontando la nostra quotidianità lavorativa che questa pandemia cerca di sconvolgere. Continuiamo a combattere per sopravvivere ed aiutare a vivere!

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