giovedì 18 Aprile 2024

Emoglobina bassa all’arrivo nel paziente traumatizzato: credici!

In medicina, lo sapete, non ci sono molte certezze ma al contrario molti dogmi; concetti che sono entrati nella pratica clinica riportati su testi di riferimento e mai messi in dubbio. Facciamo così perché da sempre si fa così,semplicemente lo diamo per scontato. Scontato è infatti il concetto che nel paziente traumatizzato che sta sanguinando i valori di ematocrito o emoglobina non rappresentino la situazione reale del paziente. Ma è proprio vero?

Il presupposto teorico di questo assunto ha un suo razionale. Il paziente che sanguina perde sia emoglobina che plasma e ci vuole un certo tempo perché i liquidi passino dall’interstizio all’interno dei vasi riequilibrando la situazione. E’ stato recentemente pubblicato uno studio su The Journal of Trauma and Acute Care Surgery che contesta questo dogma: Initial hematocrit in trauma: A paradigm shift?
Sono stati studiati retrospettivamente 198 pazienti traumatizzati (83% di sesso maschile di età media 35 anni con il 71% di lesioni penetranti) che sono stati sottoposti ad un intervento chirurgico di emergenza presso un trauma center di I livello americano dal luglio 2009 all’aprile 2010.
L’emocromo iniziale è stato eseguito entro 10 minuti dall’arrivo

I valori più bassi di ematocrito correlavano con:

    • ipotensione
    • acidosi
    • stato mentale alterato
    • Injury Severity Score
    • Revised Trauma Score
    • Uso di

– unita di emazie concentrate
– unità di plasma
– cristalloidi
– vasopressori

Le conclusioni degli autori sono state che i valori di ematocrito misurati all’ingesso in ospedale nei pazienti traumatizzati che richiedono un intervento chirurgico correlano con lo shock e l’emorragia poiché in realtà il passaggio di liquido dall’interstizio ai vasi avviene rapidamente contraddicendo quanto ritenuto valido e insegnato sinora.

Personalmente credo che questi dati siano abbastanza sorprendenti ma se ci pensate un attimo, in più di un occasione credo che tutti noi abbiamo avuto la stessa sensazione.Saranno ovviamente necessari ulteriori studi per confermare quanto assunto dai chrurghi di Miami, ma potremmo dire che questo concetto , se confermato, cambierà il nostro modo di pensare all’emorragia acuta e non solo nel trauma.

Ringrazio Michael McGonigal di The Trauma professional’s blog che mi ha fatto scoprire questo lavoro e la cui recensione consiglio tutti di leggere.
Curioso di sentire i vostri commenti ed esperienze.

Carlo D'Apuzzo
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter

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