mercoledì 3 Marzo 2021

FOAM: is all that glitters gold?

La FOAM 

FOAM è qualcosa che ha sicuramente cambiato il nostro modo di imparare, condividere, insegnare, direi “vivere”la medicina d’urgenza. Uno strumento affascinante e potentissimo, ma nella nostra vita, a parte pochi e rari momenti, niente è perfetto e ovviamente la FOAM non è un eccezione.

Questo post vuole essere una riflessione sui punti deboli della FOAM, sulle sue imperfezioni e quelli che secondo me, ne sono i limiti

Qui di seguito potete vedere le slide della mia presentazione su questo tema all’EUSEM2016 di Vienna.

In buona sostanza, FOAM: is all that glitters gold? E’ tutto oro quello che luccica?

 

 

Penso che il modo migliore sia quello di porsi delle domande, che poi, potrebbero essere spunto per una discussione attraverso i commenti

Quando alcuni anni fa ho pensato di iniziare a pubblicare un blog, non sapevo certo cosa fosse la FOAM, né tantomeno le mie intenzioni erano quelle di offrire uno strumento di apprendimento, piuttosto invece il web dava l’opportunità unica di condividere con molte persone la mia passione, i miei pensieri e le mie esperienze riguardo alla medicina d’urgenza.
Penso che il modo migliore sia quello di porsi delle domande, che poi, potrebbero essere spunto per una discussione attraverso i commenti

 

La lingua è un ostacolo?

In Italia esistono diverse realtà come EMpills, blog e siti web focalizzati sulla medicina d’emergenza.

La prima considerazione da fare è che, essendo la maggior parte di essi scritti in Italiano, e pur essendo menzionati nella lista della FOAM, assai raramente sono stati in grado di superare i confini di casa.

La domanda che potremmo porci quindi è: la lingua rappresenta una barriera per una vera condivisione ai tempi della FOAM?

 

EM-Italian-blogs

 

Andiamo per ordine. Per rendere le cose semplici analizziamo l’acronimo FOAM, cominciando dalla prima parola: free

 

FREE

E’ difficile non essere d’accordo sul fatto di potere fruire gratuitamente di risorse utili al nostro aggiornamento.

Potrei osare anche di più, dicendo che in certe circostanze anche l’uso di un sito pirata come SHI-HUB che mette a disposizione migliaia di articoli, rappresenta un’opzione.

Certo consultarla e scaricarne il materiale reso disponibile sul sito è un reato, e di certo non ne sto incorraggiando l’uso, ma possiamo biasimare il medico o l’infermiere che dovendo gestire un paziente in una situazione critica affetto da una patologia rara di cui non sa molto e non avendo a disposizione altri mezzi, decide di utilizzare SHI-HUB per il bene del loro paziente?

Se qualcosa è gratuito è senso comune ritenere che sia di poco valore Questa regola non è però un assioma. Ad esempio possimo considerare la piattaforma open source Linux di poco valore. Una piattaforma utilizzati dagli smartphone android a dalla maggior parte dei sever che ospitano siti web?

Purtroppo niente a questo mondo è veramente gratis, qualcuno paga sempre, come ha scritto in un memorabile post Mike Cadogan il padre della FOAM.

Always-someone- pays

Non stiamo parlando ovviamente solo dei costi della gestione di un sito web, per questo diverse sono le soluzioni che possono essere utilizzate:

  • ospitare pubblicità
  • vendere gadget
  • chiedere per donazioni
  • diventare provider ECM

 

wepsite-sponsorship

 

Il costo maggiore che dobbiamo pagare è il tempo!

Tempo sottratto ai nostri affetti e ai nostri interessi.

Pubblicare un blog è una grossa opportunità di aggiornamento soprattutto per chi lo redige, ma è di fatto un altro lavoro.

La domanda che ne consegue è: per quanto tempo potremmo permetterci di fornire il nostro servizio liberamente e gratuitamente?

In altre parole per quanto tempo la FOAM potrà permettersi di essere una risorsa completamente gratuita?

 

Chi nasce e chi muore…

Alcune conseguenze già sono sotto gli occhi di tutti

I blog in medicina d’urgenza legati alla FOAM sono in aumento anno dopo anno e la maggior parte dei blogger con giusta enfasi sottolineano questo aspetto, ma esiste l’altro lato della medaglia su cui, in genere pochi si soffermano:

  • su 356 blog identificati nell’ultima rilevazione del 2016 da parte di LITFL ben 81 non sono più attivi
  • la “vita” media dei blog non più attivi è di 52 mesi – poco più di 4 anni
  • l’età media di quelli operativi inclusi i podcast è di 62 mesi – poco più di 5 anni

 

Open Access

La possibilità di accedere liberamente e gratuitamente alle risorse della  FOAM rappresenta senza dubbio una forte attrativa. Al di la delle critiche che posso derivare sulla selezione da parte degli editori di questo tipo di pubblicazioni, la realtà attuale è che nella FOAM non vengono pubblicati studi originali.

La FOAM non  rappresenta un alternativa all’editoria scientifica, ma piuttosto, una sorta di revisione post-pubblicazione.

Nel futuro le cose cambieranno? Gli studi verrano pubblicati sui blog anziché che sulle riviste scientifiche?

post-pubblishing-only

 

Il post si sta facendo lungo, passa alla pagina successiva per continuare a leggere

Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

1 commento

  1. Carlo complimenti per il post. Molto bello e molto sentito. La FOAM è una manna dal cielo per chi la legge (che bello tante informazioni EBM filtrate e concentrate a titolo gratuito) ma una guerra per chi la scrive (convogliare tante energie nella ricerca e nella scrittura è difficile per lungo tempo).
    E’ vero che a lungo tempo sarà difficile continuare a farlo e che ci sono stati momenti di crisi (come ora in cui abbiamo ridotto il numero di post anche per causa mia) e momenti di abbondanza (penso al periodo SIMEU 2014 in cui eravamo tantissimi autori). A modo nostro siamo anche noi ricercatori con voglia di scoprire e condividere, quindi credo che si possa fare FOAM per sempre!
    Stay FOAM!

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