14
Apr
2020
48
sfida

Ho visto cose che voi babbani…

PECCATO NON ESSERE MAGHI (Preparativi internistici al Coronavirus)

Per giorni ho atteso.

Le mattine passavano al sicuro nel mio tanto agognato reparto di Medicina e le sere sul divano guardando Harry Potter con la mia famiglia.

Eppure ormai ovunque parlano di questo “coronavirus”, ma non staranno esagerando?

I GIORNI PASSANO…

Ho visto arrivare quel momento: un’amica del Pronto Soccorso mi avverte  “abbiamo avuto il primo paziente risultato positivo…è stato intubato”.

Ci siamo…penso, è qui.

Harry Potter

Decido allora insieme a mio marito di licenziare le nonne e sarà lui, come tanti altri “ fortunati” coniugi di sanitari, a tentare di gestire lavoro da casa e bimbi in solitaria.

Nel mio reparto, invece, inizio timidamente a mettere una mascherina chirurgica sul viso (sfottendo la mia collega che si è già munita di foulard casalingo in testa e visor da saldatore comprato in ferramenta) e continuo il giro visite tra il paziente con la demenza di cui fatico a controllare l’agitazione e la sepsi in corso di stabilizzazione…

I GIORNI PASSANO…

Ho visto le chat di amici urgentisti, rianimatori ed infettivologi impazzare: “è un disastro, sono troppi, peggiorano improvvisamente, non abbiamo posto per tutti, come faremo?”.

Con un po’ di imbarazzo aggiungo al mio outfit quotidiano anche il visor ed inizio ad avere i primi crolli emotivi (ancora devo cominciare!), alterno paura e voglia di scappare alla necessità, invece, di essere presente ed in qualunque modo partecipare.

Ron Weasley

LE ORE PASSANO…

Ho visto video di vestizione e svestizione, ho partecipato ad improbabili corsi di formazione, ho imparato come pronare e spronare le persone e, come MacGyver,  ho tentato di capire come connettere tubi e caschi a quel tipo di uscita per l’ossigeno e cercato in ogni angolo i ventilatori.

Continuo a pensare “Mi tremano le gambe, ma voglio iniziare, ora ho BISOGNO di iniziare”

LE ORE PASSANO

Ho visto spuntare il primo caso tra i pazienti del nostro Reparto “pulito”, poi il secondo, il terzo, il quarto…ci siamo sentiti disarmati e non più al sicuro. Ho visto preziosissimi medici, infermieri ed oss contagiati.

Ho così drizzato le antenne del visor e creato meticolosi percorsi in casa per cercare, nei limiti del possibile, di non mettere in pericolo le persone che amo e che, purtroppo per loro e per fortuna per me, mi circondano.

Il peso di  dover vivere questo periodo lontano da loro non lo voglio prendere in considerazione, ma poter recare loro danno, seppur involontariamente, è proprio l’ultima delle cose che voglio provare.

hugs

I MINUTI PASSANO

Ho visto i posti non bastare più. Il Pronto scoppia…la decisione è presa: “Dimetti! Trasferisci! Organizza ambulanze! Recupera farmaci! Avvisa i parenti!”.

L’obiettivo è chiaro, liberare una parte del nostro reparto “pulito”, permettere l’inizio dei lavori e creare, nel minor tempo possibile, i posti letto per chi ne ha estremo bisogno: il famigerato “Reparto Covid”.

(con la triste sensazione che sia, nonostante gli sforzi, una goccia in mezzo al mare…)

Hagrid

I MINUTI PASSANO

Ho visto videoconferenze in cui si condividono esperienze con chi già da qualche settimana sta affrontando questa situazione, ho letto linee guida cinesi, lombarde e locali, ho visto turni ed indicazioni terapeutiche mutare pressoché quotidianamente, ho imparato nomi di pozioni, più o meno magiche, sconosciute: tocilizumab, lopinavir, ritonavir, abracadabra…!

Harry e Ron

I SECONDI PASSANO…

Ho visto iniziare un lavoro caotico (a tratti psicotico) per fronteggiare questo virus così ostinato: si ergono muri, si creano citofoni, zona bianca, zona grigia, zona rossa “ domani iniziamo forza!”.

Tempo scaduto,  il momento è arrivato, ma io sono pronta: sono infettivologa, idraulico, elettricista ed esperta di ventilazione da campo provetta, ce la farò!

Harry Potter

I SECONDI PASSANO…

Ho visto arrivare in Reparto il primo paziente, con il naso appiccicato al vetro (Pulito) che ci separava l’ho scrutato.

Mi sono vestita con cura e sono entrata nella paralizzante ”area rossa”.

Mentre fuori ci sono tensione ed una costante confusione, supero il vetro e regna il silenzio.

Il cuore batte forte, respiro profondamente ed inizio l’apnea che non so quanto durerà.

Conosco quel primo paziente e dopo di lui altri e chissà quanti ancora ne verranno.

Ho così scoperto che pensavo di essermi preparata a tutto, ma non avevo capito niente. Non avevo previsto che più di qualunque altra cosa questi pazienti hanno bisogno di noi in quanto persone.

Sono uomini e donne che fanno spesso parte di intere famiglie contagiate che stanno vivendo questo dramma.. chi purtroppo ha perso il marito, chi ha la sorella intubata, chi il suocero ricoverato in un altro ospedale e così via. Hanno molta più paura di me perché conoscono già questo incubo e, come se non bastasse, sono soli ed isolati e non esiste farmaco nè magia che possa guarire tutto ciò.

Dobby

Pensavo scioccamente come medico “internista” che la mia scelta più difficile in questa pandemia sarebbe stata decifrare quale terapia fosse migliore per quello specifico paziente e/o “aggiustare” la dose di quel farmaco per la funzionalità epatica e/o renale, non che mi sarei trovata a prender decisioni così drammatiche e definitive.

Per fortuna però, almeno io, in questo non sono sola.

Nei momenti di sconforto cerco di ricordare a me stessa che sono, paradossalmente, una privilegiata: posso uscire di casa, svolgo il lavoro che ho da sempre scelto di fare e condivido momenti di meravigliosa “normalità” con i miei colleghi.

Remus Lupin

Chi scrive “siete eroi”, chi risponde “ eroi un ca**o”.

Chi scrive “ andrà tutto bene” chi risponde “ sta andando tutto male”.

La frase corretta non so quale sia e credo sia giusto che ognuno di noi affronti questo momento e trovi sfogo nel modo che più ritiene opportuno. Stiamo vivendo un’esperienza umana e professionale incredibile e (speriamo) irripetibile e, come sembra ormai ovvio, non saremo mai più quelli di prima.

Per me l’apnea continua, con la maschera piena di lacrime, ma il cuore pieno di coraggio.

andrà tutto bene
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