giovedì 18 Aprile 2024

Il libro è veramente morto?

Quando andiamo a un congresso ci sono solitamente molte cose interessanti da sentire che, purtroppo, a volte si sovrappongono e a cui non riusciamo a partecipare. Ho pensato così di rendere disponibile la presentazione che insieme a Ciro Paolillo di A Life at Risk abbiamo fatto al congresso nazionale SIMEU appena concluso per tutti coloro che non sono riusciti a venire a Rimini o a presenziare al nostro intervento, in modo da stimolare il dibattito su un tema cosi importante come la comunicazione, l’informazione e la formazione in medicina d’urgenza.

Nella prima parte abbiamo cercato di analizzare i pro e i contro dell’uso del libro di testo. A me è toccata la parte più difficile, almeno per me: difendere il libro. 

I libri

I libri sono la nostra storia, attraverso di essi abbiamo imparato quello che sappiamo.

Leggere e apprendere sono procedimenti che coinvolgono diversi sensi, oltre la vista. tatto e olfatto certamente aiutano nella memorizzazione. Possiamo dire lo stesso di computer, tablet e smartphone?

Per quanto riguarda l’apprendimento poi, un modo frammentario e superficiale come può essere quello derivato dall’utilizzo dei moderni strumenti di comunicazione, non ci renderà incapaci di veri approfondimenti e minerà la capacità dei docenti di formare in modo adeguato i medici e gli infermieri di domani?

Come poi selezionare le innumerevoli fonti di informazioni quando cerchiamo di avere un aiuto dal web?E infine internet sta realmente cambiando il nostro modo di pensare senza che ce ne accorgiamo?

Asyncronous learning

La replica di Ciro è stata semplice. L’asyncronous learning, ovvero la possibilità di ottenere informazioni in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, è un cambiamento epocale.

Delle fonti di internet ci si può fidare? Sembrerebbe di si, così ci dice studio pubblicato su Nature dove è stato affermato che gli errori trovati su wikipedia non si discostano molto da quelli riscontrati sull’enciclopedia britannica.

Quali sono i canali multimediali  e le risorse che possiamo utilizzare in medicina d’emergenza ?

Social media e FOAM

Abbiamo fatto una breve panoramica limitata a Twitter, Facebook e Google+ ma soprattutto focalizzata sulla FOAM – Free Open Access Meducation – che rappresenta una vera rivoluzione per quanto riguarda la comunicazione e l’apprendimento in medicina d’urgenza, dove i cardini centrali sono rappresentati dalla gratuità, dall’accesso libero ma soprattutto dalla possibilità di condividere con altri, in tempo reale, le proprie idee ed esperienze.

Infine quali strumenti utilizzare per selezionare le informazioni? 

Certamente le review che possiamo trovare su LITFL o su casesblog sono un prezioso aiuto, ma come suggerito da qualcuno, farsi una propria idea girando qua e la sul web non è sbagliato, anzi aiuta a scoprire cose magari non molto conosciute ma enormemente interessanti.  

Il workshop si è concluso con una breve discussione. I più hanno affermato di essere ancora molto legati al libro come strumento di aggiornamento professionale.

Siamo stati contenti di aver lanciato un sassolino nello stagno, un momento di riflessione e mi auguro di discussione, anche su questo blog.

E’ probabile che in un futuro non so quanto lontano si dirà :”quella sera in un pub di Dublino davanti ad una boccale di birra Mike Cadogan invento la FOAM”. Sono certo che questo non verrà scritto su un libro.

Adesso tocca a voi dire la vostra.

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Carlo D'Apuzzo
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter

6 Commenti

  1. Credo che per l’aggiornamento e il confronto con altri medici internet e il digitale siano decisamente più adeguati.

    Da studente, però, devo dire che le rare materie che si possono studiare su un unico libro (in genere bisogna unire slide, appunti, vari testi eccetera) sono quelle che ho affrontato con maggiore piacere.

    Ritengo cioè che studiare da un unico testo che si può sottolineare e sul quale prendere anche appunti eccetera sia molto più naturale che un digitale magari più aggiornato ma che non dà (almeno per ora) una fisicità e una interazione analoghe. Studiare su uno schermo è più difficile e stanca anche più in fretta, secondo me.

    Simone

  2. Per prima cosa mi devo scusare con voi per non aver assistito alla vostra presentazione. Era nelle mie intenzioni, ma poi sono stato “rapito” dalla sedoanalgesia di Fabio De Iaco.
    Poi volevo ringraziarvi per il vostro lavoro che, insieme con quello di Gemma, ha rivoluzionato il modo di aggiornarci. Facile, veloce, piacevole e di qualità.
    Ovviamente i libri avranno sempre una posizione di privilegio, e concordo con quanto scritto da Simone perché soprattutto all’università non potranno essere mai sostituiti.
    Ma dopo? La voglia di aprire un libro viene sempre meno. Ed ecco che il vostro lavoro aiuta tutti noi a rimanere al passo con i tempi.
    Quindi grazie infinite a Gemma, Carlo e Ciro.
    Buon lavoro a tutti

  3. Simone, Emanuele, grazie dei vostri commenti. E’stato un piacere poter incontrare a Rimini alcuni di voi e non importa se non avete potuto partecipare alla presentazione. In qualche modo avete potuto vederla sul blog grazie all’asyncronous learning.
    Non sono così convinto che il libro possa resistere come mezzo di formazione in un futuro lontano ma ovviamente nessuno può fare previsioni serie. Bisognerebbe ricordare però che Geronimo Squarciafico , umanista ai tempi della scoperta della stampa sosteneva che questa avrebbe impigrito le menti delle persone e per questo era da bandire e che Platone nel Fedro fa dire a Socrate che la scrittura rappresentava un pericolo perché portava all’esterno qualcosa che era bene rimanesse all’interno della mente.
    Vedremo.. o meglio vedranno i nostri posteri 😉

  4. no, mi auguro che il libro non sia morto, spero piuttosto che stia evolvendo, che stia diventando “sapiens sapiens”. Al di là degli e-book, credo che anche pagine come questa si possano definire a pieno diritto “libro”… il modo di studiare, di informarsi e formarsi è cambiato e continua a cambiare. La grande mole di materiale disponibile e facilmente accessibile in rete rende solo apparentemente più semplice il compito di chi vuole mantenersi aggiornato, perchè spesso è dura riuscire a barcamenarsi e fare filtro, ma questo va comunque salutato come una vittoria dell’informazione e della cultura. Credo che al momento sia ancora più importante il ruolo di siti come questo ed in generale dei blog che possano diventare un mezzo essenziale nel fornire indirizzi e fungere da guida.
    PS Mi è dispiaciuto non essere riuscito a salutarti di persona a Rimini, ero impegnato con il gruppo giovani

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