sabato 15 Giugno 2024

Immagini in medicina d’urgenza: onicogrifosi

Nell’attività di pronto soccorso non sempre ci occupiamo di gravi patologie, anzi più spesso vediamo pazienti con problemi cronici ma cui non hanno trovato soluzioni in altre sedi. Tra questi quelli che interessano le unghie sono di riscontro piuttosto frequente. Le cause più comuni sono rappresentate da paterecci e unghie incarnite; non spesso però ci capita di imbatterci in immagini come questa.

L’onicogrifosi è un’ipertrofia dell’unghia che può essere secondaria a trauma o disturbi vascolari ma più frequentemente è originata da scarsa igiene.
E’ di più frequente riscontro nelle persone avanti con gli anni non più in grado di attendere da sole alla cura della persona.
Esiste anche una forma congenita che puo interessare tutte e 20 le unghie come menzionato in pubblicazioni “storiche” su BMJ nel 1954 e su Proceedings of Royal Society of Medicine.nel 1923.

La gestione e il trattamento di questa patologia è la medesima dell’unghia incarnita.

Esistono metodi meno cruenti come il tentativo di sollevare la parte laterale dell’unghia, ma nella maggior parte dei casi si deve ricorrere all’avulsione della stessa.
Nel caso dell’onicogrifosi le possibilità di una ricrescita anomala dell’unghia rappresenta praticamente una certezza per cui il consiglio di un’accurata igiene risulta fondamentale.

In particolare risulta importante il consiglio di tagliare le unghie non troppo corte e diritte

Non vi è evidenza che l’uso di antibiotici sia di alcun beneficio, mentre talvolta può essere indicato trattare un’infezione micotica sovrapposta.

Nel caso della nostra paziente ci siamo limitati a tagliare l’unghia attraverso l’uso di una trochesina , in modo da evitare il decubito della stesso sulla parte anteriore del I dito e rendere possibile la deambulazione

Una revisione sull’argomento la potete trovare su

Carlo D'Apuzzo
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter

4 Commenti

  1. Spero abbiate fatto pagare un ticket di 12.000 euro…
    Che amarezza, la Medicina d’Urgenza, soldi spesi in corsi di ecografia, defibrillatori…e fare i podologi…mestiere rispettabilissimo, alla pari della Specialità in qualche altra branca medica…ma che con l’Urgenza ha nulla a che fare.
    🙁

  2. Non sono d’accordo pg, nella misura in cui l’igiene personale è parte della presa in carico del paziente. Certo che non deve diventare il PS una specie di bagno pubblico ma certo una prima ” sistemata” bisogna darla a certi pazienti…

  3. concordo più con Pg che con Cristina… i tempi di crescita di un unghia sono tranquillamente compatibili con gli orari di visita del medico di base… 😉
    Vediamo centinaia di pazienti che intasano il pronto soccorso con patologie che son lungi dall’essere minimamente urgenti, datate una settimana o più, con pazienti che puntualmente si giustificano con frasi del tipo “ieri-oggi il mio medico non c’era/ non fa ambulatorio/ è in ferie”…
    e riguardo al ticket… in genere una bella esenzione cancella ogni remora…

  4. Come sempre ringrazio tutti per il loro intervento. Devo ammettere che molti operatori sanitari considerano il paziente che incontrano in pronto soccorso o troppo poco critico, che quindi andrebbe curato da altri o in altra sede, o, all’opposto, troppo grave , quindi da affidare ad altri. Forse a torto, rivendico una visione più olistica del nostro lavoro, in cui sia bello spendersi a 360° per i pazienti che incontriamo nei nostri DEA. Venendo nello specifico un’unghia così non cresce se siamo in grado di badare a noi stessi o abbiamo qualcuno che si occupa di noi. Il mondo è pieno di persone in difficoltà e il pronto soccorso uno dei pochi porti cui attraccare. Nessun ticket del mondo, per fortuna, potrà dissuadere loro dal cercare il nostro aiuto.

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