30
Ago
2011
1

Immobilizzazione mediante collare cervicale: quali evidenze?

E’ prassi consolidata da parte dei sistemi di emergenza territoriale praticamente di tutto il mondo, applicare collari cervicali semi-rigidi in caso di traumatismo con cinematica di discreta entità; ma quali sono le evidenze che supportano questa strategia?
In un recente editoriale pubblicato su Injury, Conor Deasy e Peter Cameron , due medici d’urgenza che lavorano in un trauma center a Melbourne, affrontano il problema.

In primis,  gli autori mettono in risalto la difficoltà di effettuare studi randomizzati in ambito pre-ospedaliero e questo è un elemento fortemente condizionante l’analisi della letteratura scientifica.
Gli studi che hanno portato a considerare l’immobilizzazione cervicale come una raccomandazione forte da parte dell’ATLS,  si fondano più su opinioni di esperti che operavano nelle unità spinali che su studi consolidati. Inoltre alcuni studi hanno evidenziato che la percentuale di pazienti che subiscono una lesione spinale “significativa” rappresenta l’ 1-2% di coloro che arrivano in DEA  a seguito di un trauma chiuso, che letta al contrario significherebbe che immobilizziamo 98 pazienti su cento che probabilmente non ne hanno bisogno.
Nel registro dei traumi dello stato di Vittoria  in Australia la percentuale non superava poi lo 0,5%.

Un problema non secondario sono gli effetti collaterali legati all’immobilizzazione e non ultimo una aumentata difficoltà nella gestione delle vie aeree. Ovviamente la domanda cruciale è : l’uso del collare cervicale è in grado di prevenire le lesioni spinali? In uno  studio retrospettivo del 1998 ottenuto comparando il comportamento di due ospedali,  Hauswald non evidenziò alcun vantaggio,  mentre una revisione Cochrane del 2001 concludeva che pur in assenza di studi randomizzati il beneficio fornito dalla immobilizzazione cervicale era quantomeno incerto.
Ed allora quale comportamento dobbiamo tenere ? In attesa degli auspicati studi randomizzati che facciamo un po’ di chiarezza, uno dei suggerimenti degli autori è quello di applicare all’uso della immobilizzazione cervicale in ambito pre-ospedaliero gli stessi criteri Nexus e Canadian Spine Rule che in ospedale servono a non eseguire radiografie inutili . Un suggerimento assolutamente condivisibile.

1

Potresti anche essere interessato a

Immobilizzazione nel trauma: yes we change !
Il triage del paziente con emofilia
E se non esistesse l'emergency ultrasound?
Ortho POCUS
ORTHO POCUS parte 2

2 Commenti

  1. Ciao Carlo. Concordo che probabilmente si potrebbe utilizzare meno l’immobilizzazione cervicale in sede pre-ospedaliera.
    Ho qualche dubbio solo riguardo il messaggio di impiegare il Nexus o il CSR per questo fine. In primo luogo, non sono stati validati nel setting pre-ospedaliero. In più il NEXUS richiede una valutazione neurologica completa che non mi sembra facilmente eseguibile in tutti i pazeinti sulla strada. LA CSR sarebbe più semplice, anche se nei suoi criteri fa’ esplicitamente riferimento all’emergency Department.
    Per altro comunque entrambe suggerirebbero l’impiego nella maggior parte dei pazienti nei quali potrebbe essere necessaria una gestione successiva delle vie aeree e quindi non penso possano essere utili in questo senso.

  2. Paolo,
    grazie per le precisazioni. Certamente non si possono estrapolare dati senza aver prima condotto studi adeguati.Devi però considerare la mole di pazienti che arrivano in PS con un collare di cui quasi sempre non hanno bisogno e che magari aspettano ore prima di essere visitati.Così come i soccorritori hanno imparato ad eseguire IL GCS, potrebbero imparare ad usare il CCSR od almeno questo potrebbe essere eseguito in triage all’arrivo del paziente in DEA

Lascia un commento

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

EMPills newsletter
Leggi gli ultimi post pubblicati sul blog
Rispettiamo la tua privacy