lunedì 23 Maggio 2022

Lavorare in pronto soccorso

Oggi niente studi, articoli o metanalisi. Voglio parlarvi di quello che ormai faccio da anni e che immagino molti di voi condividano ogni giorno, partendo da quanto qualche mese fa una giovane collega mi disse a proposito di chi lavora in pronto soccorso: ” chi fa questo lavoro non è normale…”

Ovviamente per normale intendeva sano di mente. Nei dipartimenti di emergenza infatti, si trovano persone di ogni tipo non solo tra i pazienti.

C’è Nico soprannominato l’intubatore , un grande urgentista, quello che vorrei che si prendesse cura di me se avessi un arresto, ma non fategli vedere un paziente con mal di pancia o una otalgia, si annoierebbe troppo. Di lui si narra che un giorno che la sua vicina di casa venne colta da un ictus, la intubò direttamente dove si trovava , lasciando a bocca aperta l’anestesista dell’elisoccorso che si trovò di fronte alla scena di un contadino in pantaloncini corti che ventilava un’ anziana donna in un campo di mais. Un medico d’urgenza che si rispetti ha sempre tutto l’occorrente per le emergenze!!!

C’è Luciana, infermiera dal carattere difficile, ma che ha già fatto le cose giuste prima che tu le abbia ancora pensate; prima e meglio di molti medici.

C’è Gian soprannominato “lo splendido” non solo per il l’aspetto, ma per la sua voglia di fare e sperimentare.Non proprio di buon carattere, ma serio e rigoroso tanto da intimorire quando devi dargli la consegna.

C’è Luisa, un sorriso che rinfranca tutti, pazienti ed operatori e tanta buona pratica clinica. Tutto al momento giusto, senza esagerare.

C’è Daniela “la smazzatrice”: ha già dimesso 3 pazienti mentre tu hai incominciato a visitarne uno.

C’è Leo, ombroso infermiere che quasi intimorisce con la sua presenza, ma così delicato con i pazienti.

Se vuoi sapere dell’ultimo studio pubblicato allora ti devi rivolgere a Paolo, una fonte inesauribile di dati.

Annalisa invece è un fiume in piena, nessun vecchietto può resistere alle sue parole ed alle sue mani risolute.

C’è Angela che fa l’OSS, ma che ha salvato almeno un paio di pazienti con il suo occhio attento.

C’è chi borbotta e si lamenta, ed io sono tra questi più  per abitudine che per necessità.
Infine c’è Aldo che deve sopportare tutti, che dice sempre che domani andrà in pensione e non ci va mai.

Pare che da una recente indagine sul burnout in pronto soccorso i medici abbiano risposto che il lavoro è molto, molto stressante ma ciò detto non si muoverebbero da lì per niente al mondo.
Torniamo  di nuovo al punto di partenza: chi fa questo lavoro non può essere normale. 🙂

Carlo D'Apuzzo
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

3 Commenti

  1. Non può essere normale fare turni massacranti..visitare 30/40 pazienti in un turno di 6 ore..lavorare 365 giorni all’anno 24 ore si 24..per uno stipendio ridicolo..stretto fra inefficienze non due e paura di denunce..
    No..non è normale..ma è il nostro lavoro..

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