giovedì 2 Dicembre 2021

L’ecografo anche in ambulanza?

Mi sembra già di sentire qualche infermiere dire: “Adesso vi metterete a giocare con l’ecografo anche in ambulanza?”….
Sappiamo tutti che l’uso dell’ecografia applicata al letto del paziente, come vera e propria integrazione dell’esame fisico, ha cambiato, ed in meglio, il nostro modo di lavorare in pronto soccorso; ma possiamo estendere questo discorso anche ai sevizi di emergenza pre-ospedaliera? E’ stato recentemente pubblicato on line su Emergency Medicine Journal uno studio che ha messo a confronto l’uso dell’ecografo in ambulanza ed in pronto soccorso.

Come era prevedibile lo studio ha evidenziato che, per quanto riguarda l’ E-FAST (Extended Focused Assessment with Sonography in Trauma) e l’aneurisma dell’aorta addominale non vi sono differenze tra quelle eseguite nei dipartimenti di emergenza e quella eseguita sia su ambulanze ferme che in movimento in un gruppo di servizi extra ospedalieri inglesi. Che l’ecografia fosse un affidabile strumento diagnostico era già stato sottolineato da uno studio tedesco pubblicato l’anno scorso su European Journal of Emergency Medicine che aveva preso in esame l’uso dell’ecografia sia in elicottero che in ambulanza. Su 971 “servizi” in cui l’ecografo era risultato disponibile, l’esame venne condotto in 144 con una sensibilità dell’85% ed una specificità del 100%. Il valore predittivo positivo e negativo erano rispettivamente del 100% e del 95,5% mentre l’accuratezza del 96,4%.. Non solo, ma  lo studio metteva in risalto due altri elementi di grande interesse: la capacità di aggiungere informazioni utili rispetto al solo esame obiettivo nel 90% dei casi con trauma addominale e la possibilità che l’ecografia possa venire utilizzata come strumento di triage nei casi in cui siano coinvolte più persone, ma su questo gli stessi autori sottolineano che sono necessari ulteriori studi.
Ma i vantaggi non si fermerebbero qui. L’uso dell’ecografo permetterebbe infatti:

  • di scegliere la strategia migliore da adottare tra “stay and play” e “scoop and run”
  • individuare ed eseguire procedure salvavita come la pericardiocentesi ed il drenaggio toracico
  • la possibilità di inviare le immagini per via telematica al dipartimento di emergenza in modo da approntare le opportune e migliori risorse per il trattamento definitivo.
La più grossa critica che viene mossa dai detrattori dell’uso di questo strumento diagnostico è rappresentata dall’idea che eseguire l’esame possa comportare una perdita di tempo.
Questa la risposta degli autori dell’articolo: se l’esame viene focalizzato sul problema clinico il tempo richiesto è inferiore ai 2 minuti e talvolta ad 1 minuto.
Allora tutto risolto? Non credo.
Chi pratica l’ecografia in emergenza sa che le cose non sono così semplici, ma anche che questa è uno strumento prodigioso che ci consente di capire ed agire.. L’idea di poter estendere questa pratica anche al di fuori dell’ospedale è una naturale conseguenza, non dimenticandoci che il suo uso è stato definitivamente accettato anche nelle ultime linee guida della rianimazione cardiopolmonare e chi più di medici ed infermieri che operano nei servizi di emergenza territoriale può metterle in pratica?
Per chi volesse approfondire:
– Use of  ultrasound byemergecy medical services: a review pubblicata nel dicembre 2008 su  International Journal of Emergency Medicine
Aspetto i vostri commenti…
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

4 Commenti

  1. …complimenti per la “buona” luce in cui ha messo la figura infermieristica. Ovviamente non ha preso in considerazione l’ipotesi che l’infermiere che lei menziona possa non solo essere d’accordo nell’utilizzo di tale strumento ma che lo sappia anche usare in autonomia….bah….

  2. Andrea,
    grazie del contributo. Non vi è nessun ostacolo perché quello che fa il medico con l’ecografo lo possa fare anche l’infermiere. Già adesso viene utilizzato per il reperimento di accessi venosi in paziente con vene difficili sia da medici che infermieri. In alcune situazioni poi sull’ambulanza vi è solo l’infermiere quindi nulla osta che lo usi. E’ altrettanto vero che molti infermieri non lo amano considerandolo un inutile perdita di tempo, almeno questa è la mia esperienza;felice di ricredermi.

  3. Buongiorno doc.
    Sono quegli infermieri che lei dice considerano l’ecografo un inutile perdita di tempo che, con il loro atteggiamento, rovinano la “reputazione” della figura professionale “Infermiere”.
    Per andrea…purtroppo credo che dovresti prendertela di più con i tuoi colleghi…

    Marco
    (Infermiere)

  4. Marco,
    ribadisco quanto già espresso in precedenza. Non c’è stata e non c’è nessuna intenzione di stigmatizzare in senso negativo la figura professionale dell’infermiere. Di fronte all’introduzione di nuove metodiche, in qualsiasi campo, vi possono essere atteggiamenti diversi tra cui una certa diffidenza. Il “io ho sempre fatto così sino ad adesso ” non è peculiarità degli infermieri ma si estende a tutte le figure professionali. Quando scrivo un post poi, in genere cerco comunque di partire dalla mia esperienza di tutti i giorni e quello che ho scritto fa parte di questa esperienza.

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