giovedì 2 Dicembre 2021

L’identità dello specializzando MEU

Quante volte a noi specializzandi in medicina d’emergenza e urgenza viene chiesto di spiegare in cosa consiste la nostra specializzazione, quali sono i nostri sbocchi professionali, se saremo solo i “medici di pronto soccorso” o qualcosa di più.

Il post dell’angolo dello specializzando di questo mese vuole essere un benvenuto per tutti i neospecializzandi MEU che inizieranno il loro percorso a novembre, e allo stesso tempo un manifesto di tutto ciò che ci identifica, di ciò che sappiamo e vogliamo fare.

Ma innanzitutto, cosa è la medicina d’emergenza e urgenza?

Il MIUR ci dice che “Lo Specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza deve avere maturato conoscenze teoriche, scientifiche e professionali nei campi del primo inquadramento diagnostico (sia intra che extraospedaliero) e il PRIMO trattamento delle urgenze mediche, chirurgiche e traumatologiche; onde poter operare con piena autonomia, nel rispetto dei principi etici, nel SISTEMA INTEGRATO DELL’EMERGENZA-URGENZA”.

Per parlare in termini più pratici, come a noi urgentisti piace, “Emergency Medicine is the most interesting 15 minutes of every other specialty”  ha detto una volta Joe Lex, conosciutissimo medico di medicina d’emergenza americano ormai in pensione da qualche anno.

E se ci dovessero chiedere quale è il nostro ruolo, di cosa ci occupiamo, potremmo invece utilizzare le parole di un altro grande della medicina d’emergenza americana, Scott Weingard: “We don’t have to justify our profession, we only take care of sick patients!”

Siamo gli specialisti del paziente indifferenziato, per cui in quei 15 minuti, sebbene i più belli e interessanti di ogni specialità, dobbiamo cercare di stabilizzare, inquadrare e aiutare il paziente che abbiamo di fronte a noi, senza aver ancora idea della diagnosi.

Siamo pertanto gli specialisti degli scores, degli algoritmi, degli acronimi e delle sigle.

E lo specializzando?

Lo specializzando MEU, in particolare, può attraversare fasi in cui la propria identità non è ancora ben delineata.

Questo perché ogni anno, o ad ogni nuovo periodo formativo, ci troviamo a bussare ad una porta sempre diversa, dietro la quale troviamo spesso persone e specialisti che apprezzano la nostra scuola di specialità, ma dove altre volte ci sentiamo OSPITI.

“Prendi l’arte e mettila da parte”

Spetta quindi a noi specializzandi prendere il meglio da ogni esperienza nei reparti che ci “ospitano” e anche dai consulenti che ci vengono a “fare visita” quando siamo invece in pronto soccorso.

L’identità

Ma di fatto, cosa è questa “identità”? Cercando sulla Treccani, l’identità è:

Di persona, l’essere appunto quello e non un altro

-Fig, complesso di caratteri che distinguono una persona o una cosa da tutte le altre

Il concetto d’identità riguarda la concezione che un individuo ha di se stesso nell’individuale e nella società, quindi l’identità è l’insieme di caratteristiche uniche che rendono l’individuo unico e inconfondibile, e quindi ciò che ci rende diverso dall’altro. L’identità non è immutabile, ma si trasforma con la crescita e i cambiamenti sociali.

L’identità ha un processo di formazione che si può distinguere in quattro componenti, e che nello stesso modo è previsto per noi specializzandi MEU nell’arco di 5 anni:

-Una prima fase di IDENTIFICAZIONE: il soggetto si rifà alle figure rispetto alle quali si sente uguale e con le quali condivide alcuni caratteri; produce il senso di appartenenza a un'entità collettiva definita come "noi".  Ci identifichiamo quindi in un gruppo, quello degli specializzandi per l'appunto
-Una fase di INDIVIDUAZIONE:  il soggetto fa riferimento alle caratteristiche che lo distinguono dagli altri, dagli altri gruppi a cui non appartiene. In questo senso, ogni identificazione/inclusione implica un'individuazione/esclusione, per cui iniziamo a sentirci specializzandi MEU
-Attraverso l'IMITAZIONE poi, che è intesa come attività di riproduzione di modelli e di "mentori" nel nostro caso, l'individuo inizia a muoversi in maniera differente, più autonoma, nel contesto sociale/lavorativo. Per cui iniziamo a sentirci sempre più futuri specialisti MEUgrazie alle competenze acquisite
-Infine, l'INTERIORIZZAZIONE permette al soggetto di creare un'immagine ben precisa di sé grazie alla rielaborazione e all'adattamento dei modelli in maniera conforme alla propria identità. Ci sentiamo e siamo finalmentespecialisti MEU

Processo in via di formazione

Ercole, possibile copia romana del II-III secolo d.C. da un originale del IV secolo a.C. attribuito a Skopas. Los Angeles County Museum of Art 

La specializzazione in medicina d’emergenza e urgenza in Italia è una specializzazione relativamente “nuova”. I primi specialisti MEU infatti sono stati proclamati nel 2014 ed erano 84.

E’ una specialità che dobbiamo modellare, come da un blocco di marmo i grandi maestri dell’arte scolpivano sculture, così anche noi dobbiamo sfruttare questa bellissima specialità e definirla al meglio.

Dai dati preliminari della survey di CoSMEU di quest’anno vediamo come per il 65% degli attuali specializzandi MEU questa specialità era la prima scelta, e con grande piacere che due terzi dei restanti ora sono MEU convinti e appassionati.

Alla domanda “Quanto ti identifichi nella figura di MEU da 1 a 10?” il punteggio dato dagli specializzandi è in media un bell’8!

Ma cosa sappiamo fare?

Un semaforo che indica le nostre competenze

Parliamo di FUTURO

Veniamo poi alla realtà dei fatti, a quello che effettivamente noi specializzandi MEU vogliamo e possiamo fare nel futuro.

Di seguito le risposte della nostra survey 2021, da cui emerge con piacere che la maggior parte degli specializzandi MEU vorrebbe la vorare anche in ambito extraospedaliero, ambito che ci compete insieme ai nostri colleghi rianimatori.

Ma quanti siamo?

Noi specializzandi MEU, rappresentati a livello nazionale da CoSMEU, rispondiamo alle critiche e ai commenti negativi sul fatto che nessun neolaureato voglia più intraprendere la specializzazione in medicina d’emergenza, non solo con comunicati stampa, ma soprattutto con i nostri numeri!

Questi numeri dimostrano che attualmente siamo ben 1663 specializzandi MEU sul territorio italiano (dati aggiornati all’anno accademico 2019/2020), un numero che tenderà ad aumentare ogni anno di più.

Numero di specializzandi attualmente iscritti, suddivisi per anno (ultimo anno accademico considerato 2019/2020). Fonte: censimento CoSMEU ottobre 2021
Numero di specializzandi attualmente iscritti, suddivisi per regione (ultimo anno accademico considerato 2019/2020). Fonte: censimento CoSMEU ottobre 2021

Un consiglio…da un grande maestro

Per cui se a volte dietro quelle porte che avete aperto non avrete trovato ancora tutto ciò che vi serve per sentirvi realmente pronti, non abbiate paura, tornate indietro e riapritele. Non dobbiamo mai avere timore di tornare sui nostri passi, su argomenti o materie che non abbiamo appreso bene, solo per paura di non sembrare preparati.

La nostra è una specialità che prevede skills e competenze a 360°, per cui avere dubbi è lecito, anzi d’obbligo!

E non ci resta che augurare un grande in bocca al lupo per questo fantastico percorso che stanno per intraprendere i nuovi specializzandi MEU, e rinnovare i complimenti a tutti quegli specializzandi MEU che ogni giorno portano avanti e fanno crescere questo bellissimo GRUPPO!

Un saluto e un grande in bocca al lupo a tutti i (neo)specializzandi MEU a nome del direttivo CoSMEU 2021-2023

“Siate come l’uccello posato per un attimo su rami troppo fragili, che sente la fronda piegarsi e canta, tuttavia, sapendo di avere le ali”. Victor Hugo

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Isabelle Piazza
Specializzanda in Medicina d'emergenza e urgenza | Università degli studi di Milano | Ospedale Papa Giovanni XXIII-Bergamo | Attuale segretario CoSMEU, biennio 2021-2023 @isabelle_isii

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