sabato 6 Marzo 2021

Ossigeno per tutti i tipi di cefalea acuta?

Sappiamo che l’ossigeno funziona molto bene nel trattamento della cefalea a grappolo. Il meccanismo  ipotizzato che sta alla base di questa terapia è la vasocostrizione. La terapia farmacologica di questa, come di altre forme di mal di testa d’altronde,  è piuttosto composita e non specifica. Partendo da questi presupposti un gruppo di medici d’urgenza, in parte turchi e in parte americani, ha deciso di verificare se l’erogazione di ossigeno ad alti flussi fosse di beneficio non solo nella “cluster headache”, ma in ogni forma di cefalea primaria. Vediamo cosa hanno scoperto.


L’articolo dal titolo Efficacy of high-flow oxygen therapy in all types of headache: a prospective, randomized, placebo-controlled trial  sta per essere pubblicato su: The American Journal of Emergency Medicine;

Lo studio
Nel periodo compreso tra settembre 2009 e ottobre 2010 sono stati randomizzati in doppio cieco, presso il dipartimento di emergenza di  un ospedale accademico militare di Ankara, 204 pazienti di età compresa tra 18 e 55 anni, presentatisi in pronto soccorso a causa di una cefalea diagnosticata come primaria.

Criteri di esclusione sono stati:
– cefalea di sospetta natura secondaria
– un’anamnesi di precedente accidente cerebrovascolare o BPCO
– una gravidanza certa o presunta

Ai pazienti è stato somministrato ossigeno attraverso una maschera non rebreathing al flusso di 15 l/min  o aria ambiente per un periodo di 15 min.

Ai pazienti veniva chiesto di  graduare la sintomatologia dolorosa secondo la scala VAS al tempo  0 e a 15, 30 e 60 minuti dall’inizio della somministrazione di ossigeno o aria.
A 30 minuti poi veniva chiesto loro da parte dei medici curanti se fosse necessaria una dose di analgesico per controllare il dolore.
I vari tipi di cefalea venivano infine catalogati secondo i criteri diagnostici della International Headache Society.

Obiettivo
Outcome primario dello studio era verificare se l’ossigenoterapia fosse in grado di ridurre la sintomatologia dolorosa misurata attraverso la scala di VAS. Obiettivo secondario quello di vedere come fosse la richiesta di farmaci antidolorifici a 30 minuti nei due gruppi studiati. Ultimo parametro considerato è stata la durata della permanenza in DEA.

Risultati
Sono stati identificati tra i 204 pazienti studiati ( 102 per ogni gruppo), 4 tipi di cefalea: tensiva (47%), emicrania (27%, ) indifferenziata (25%), a grappolo (1%)
I pazienti trattati con ossigeno hanno riportato un miglioramento della sintomatologia dolorosa  in ognuno dei momenti considerati. A 30 minuti il 72% dei pazienti che avevano ricevuto ossigeno e 86% di quelli trattati con placebo avevano chiesto un trattamento antidolorifico (P=.005).

Conclusioni
Gli autori dello studio concludono che l’ossigenoterapia ad alti flussi attraverso una maschera non rebreathing  effettuata in pronto soccorso può rappresentare un trattamento efficace non solo nella forma a grappolo, ma  di ogni tipo di cefalea primaria.

Limitazioni
Gli stessi autori sottolineano la presenza di alcune limitazioni del loro studio. In primis lo studio è monocentrico. La decisione di trattare tutti i pazienti con alti flussi di ossigeno e per un breve periodo di tempo (15 minuti)  deriva da esperienze sui pazienti affetti da cefalea a grappolo, altre forme di mal di testa come la tensiva o l’emicrania potrebbero richiedere periodi più prolungati con flussi di ossigeno più bassi. Infine il follow up limitato ad un’ora potrebbe in realtà essere un periodo di tempo troppo breve per una corretta valutazione dell’efficacia terapeutica.

Come sempre alcune considerazioni personali
Ho sempre avuto qualche difficoltà ad accettare come veritiere le scale analogiche del dolore soprattutto alle nostre latitudini. Sarà solo una mia forma di preconcetto, ma per ognuno di noi credo sia estremamente difficile essere precisi in certe circostanze.So che non abbiamo di meglio, ma un qualche dubbio mi rimane sempre. Nello specifico se è vero che i pazienti trattati con ossigeno hanno avuto score migliori , nel 72% dei casi hanno comunque richiesto un trattamento analgesico aggiuntivo. Detto questo l’ossigeno costa relativamente poco ed è  largamente disponibile, allora un tentativo in questa classe di pazienti cosi sofferenti credo vada fatto.

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Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

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