lunedì 22 Aprile 2024

Paralisi di Bell: niente è meglio di un po’ di cortisone

In medicina, come credo in molte altre attività umane, ci sono i corsi e i ricorsi storici. Trattamenti che sino a ieri sembravano sorpassati o quantomeno ridimensionati nella loro importanza, tornano prepotentemente in auge. Questo di solito avviene per patologie di cui, in genere , non sappiamo molto della eziologia e per cui il trattamento diventa per forza empirico. Oggi parliamo della paralisi di Bell e della sua terapia.

Su Annals of Emergency Medicine nella sezione Systematic Review Snapshot, tra gli articoli “in press”, verrà pubblicata una revisione sistematica proprio sull’efficacia della terapia steroidea nei pazienti con paralisi del settimo nervo cranico: Are Steroids Effective for Treating Bell’s Palsy?

Gli autori hanno cercato nelle principali banche dati biomediche tra cui Cochrane, Pubmed, ,Embase ,studi randomizzati o quasirandomizzati che mettessero a confronto il trattamento con steroidi ed il placebo.

Sono stati identificati 13 lavori, ma alla fine ne sono stati presi in esame solo 7.
Quali sono stati i risultati?
Nei pazienti con paralisi incompleta e se il trattamento è iniziato entro 48 ore dall’inizio dei sintomi, la terapia steroidea è efficace nell’alleviare i sintomi.
Nei casi in cui invece la paralisi del faciale sia completa, il cortisone non è superiore rispetto al placebo.
Negli studi esaminati inoltre,  non vi sono stati importanti eventi avversi correlati al trattamento.
Alle stesse conclusioni giungeva una Cochrane pubblicata nel marzo 2010

E la terapia antivirale? Come molti ricorderanno per un certo periodo associavamo alla terapia cortisonica anche gli antivirali, in particolare l’acyclovir.
Una Cochrane del giugno dell’anno scorso, ha tentato di dare una risposta a questo quesito: Antiviral treatment for Bell’s palsy (idiopathic facial paralysis). Vennero inclusi 7 studi per complessivi 1987 pazienti da cui emerse che l’uso della terapia antivirale non mostrava significativi benefici rispetto al placebo.

Vi era poi una moderata evidenza che la terapia antivirale fosse in grado di determinare una risoluzione dei sintomi  con minore efficacia rispetto al cortisone.A differenza di quelli della precedente Cochrane, gli autori della revisione concludevano che non vi erano evidenze che supportassero questo tipo di trattamento.

Che dire poi delle terapie cosiddette alternative?
Molti credo che si stupiranno nel considerare l’agopuntura , ormai in uso anche nel SSN, come una terapia alternativa. Proprio grazie alla sua diffusione è stata quindi studiata proprio in questi pazienti. Gli studi condotti purtroppo non sono stati sufficientemente affidabili dal punto vista della medicina basata sull’evidenza per giungere a conclusioni definitive, almeno questa è stato il verdetto della Cochrane pubblicata nell’agosto 2010:  Acupuncture for Bell’s palsy

E’ la fisioterapia? Purtroppo neppure la fisioterapia sembra in grado di incidere in modo significativo sull’esito della malattia  Physical therapy for Bell’s palsy (idiopathic facial paralysis), almeno queste sono le conclusioni dell’ennesima Cochrane.

Concludendo possiamo dire che quello che facciamo adesso non è molto diverso da quello che facevano i nostri padri, almeno sino all’introduzione di qualche nuovo antivirale e della conseguente Cochrane.
Chi si contenta…

Carlo D'Apuzzo
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter

2 Commenti

  1. La medicina basata su prove di efficacia serve appunto a questo: rivedere ciò che viene fatto routinariamente e in maniera “scientifica” confermarlo o bocciarlo. Con lo stesso sistema è stato bocciato l’uso routinario del cortisone nell’ictus con il quale siamo cresciuti all’Università.
    Un piccolo appunto sul “pò” di cortisone. Quale e quanto cortisone diamo nella paralisi periferica del faciale è legato alla nostra esperienza e, spesso, ad una consuetudine ormai cristallizzata.
    I 7 studi (in realtà sono poi 8) citati dalla Cochrane usavano tutti tipi e dosaggi di cortisone diversi: 1) cortisone acetato 200 mg per 3 gg poi 100 mg per 3 gg poi 50 mg x 2 gg (dose totale di 1 g), 2) prednisone con dose totale di 410 mg a scalare per 10 gg, 3) prednisone ev 1 g per 3 gg poi 0,5 g per 3 gg, 4) (solo bambini) metilprednisolone 1 mg/die per 10 gg poi scalare, 5)prednisolone 25 mg x 2 per 10 gg (2 trials), 6)prednisolone 60 mg per 5 gg poi scalare di 10 mg al giorno per un totale di 10 gg (2 trials).
    Come si vede le posologie non sono basse…
    I protocolli più utilizzati attualmente prevedono il prednisolone con posologia minima di 50 mg per almeno 5-6 gg poi scalare progressivamente.
    Ciao

  2. Carmelo,
    grazie per le precisazioni.
    Il dosaggio che usiamo nella paralisi del VII è , come hai giustamente sottolineato, quello abituale dello steroide quando usato a scopo antinfiammatorio: prednisone 1 mg/kg.
    Del resto il titolo di un post, si dice, ne determini parte del suo successo in termini di stimolo al dibattito ed ai commenti . In questo caso “il po’ di cortisone” credo abbia ottenuto lo scopo.

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