30
Apr
2018
8

Paziente tecnologico, anamnesi tecnologica

Giallo. Sincope e trauma cranico. 

Queste sono le note in triage.

Nel giro di pochi minuti Francesco, un signore di 60 anni, arriva accompagnato dai volontari dell’ambulanza in Area Rossa del Pronto Soccorso.

Viene spostato dalla barella dell’ambulanza a quella del PS ed inizia a raccontare cosa l’ha spinto a chiamare il 118. Dopo pranzo ha iniziato a sentirsi debole, stordito e ad avere vertigini perdendo poi conoscenza per qualche secondo. Scocciato racconta che è la seconda volta che gli capita ma questa volta era in piedi e si è procurato un bel trauma cranico. Un bel guaio, non ho potuto non venire dice.

Nel frattempo, dopo l’accesso venoso ed esami ematochimici di rito, l’infermiere esegue un ECG a 12 derivazioni, ritmo sinusale. In anamnesi solo un’ipertensione ben controllata per cui è in terapia, stranamente non ha le carte del work-up diagnostico del precedente episodio.

Dopo i “ti avevo detto di prendere su tutto” della moglie arrivata nel frattempo e il brontolamento tra i due, Francesco chiede se all’elettrocardiogramma c’era qualcosa che non andava. ECG normale viene spiegato.

Con un po’ di sconforto borbotta un “come l’altra volta”.

Dopo qualche secondo di silenzio, alternato al rumore dei tasti della tastiera, si ricorda che ha da qualche mese al polso sinistro un Apple Watch che registra costantemente la frequenza cardiaca.

Francesco si sposta all’orario dell’episodio ed inizia a scorrere tra le varie registrazioni delle frequenze cardiache.

12.52 FC 38 bpm

Bingo! Bradicardia sinusale, blocco seno-atriale o pause sinusali?

Ho voluto introdurre il post di oggi con questa storia per fornire un primo chiaro esempio delle possibili utilità dei dispositivi indossabili (wearables) nel campo medico.

Gli smartwatch sono sempre più diffusi nel nostro paese, un italiano su 10 ne possiede uno, siamo i primi nell’Unione Europea.

I cosiddetti “indossabili” collegati allo smartphone portano con sé, oltre innumerevoli funzioni, anche il monitoraggio della frequenza cardiaca e importanti informazioni sanitarie.

Vediamo come poter ottenere e sfruttare queste informazioni per eseguire un’anamnesi tecnologica.

Il battito cardiaco: come leggerlo e dove trovarlo

I dati completi vengono memorizzati nello smartphone associato allo smartwatch, quindi è lì dove andremo a cercare le informazioni che ci servono.

L’Apple Watch misura il battito cardiaco nelle ventiquattro ore quando l’utente è a riposo e periodicamente quando sta camminando. Le misurazioni sono effettuate in background in base all’attività svolta e perciò i tempi tra una misurazione e l’altra possono variare. Il sensore del battito cardiaco supporta un intervallo da 30 a 210 battiti al minuto. Se indossato correttamente (aderente alla pelle) l’orologio permette di avere misurazioni precise e affidabili.

L’iPhone ha un’app di sistema chiamata “Salute” (“Health” se impostato in lingua inglese) con cui è possibile accedere a tutti i dati relativi alla salute e attività fisica registrati dall’Apple Watch. Le interfacce che potete vedere in Figura 1 sono molto semplici ed intuitive, con poco impegno possiamo visualizzare tutti i dati. Sempre in Figura 1 sono illustrati i passaggi per visualizzare le frequenze cardiache registrate. 

Purtroppo l’app nativa Salute permette solo di visualizzare e non di esportare questi dati magari con lo scopo di analizzarli. Nel caso si presentasse questa necessità personalmente utilizzo QS Access, un’app gratuita che svolge egregiamente questo compito.

Dati sanitari su iPhone

Figura 1. Il battito cardiaco: come leggerlo e dove trovarlo.

 

Kardia Mobile e Kardia Band

Questi due dispositivi invece si connettono all’iPhone o all’Apple Watch e permettono di registrare una singola derivazione ECG ovunque e in qualsiasi momento. Clinicamente testato, approvato dalla FDA e Dispositivo medico certificato in Italia, attraverso un algoritmo rileva se si tratta di fibrillazione atriale. L’utente ha la possibilità di esportare il tracciato per condividerlo con il medico.

Cartella clinica sull’iPhone: come visualizzare informazioni sanitarie importanti

L’iPhone permette di visualizzare, se inserite dall’utente, alcune informazioni di base sullo stato di salute del paziente anche se bloccato da un codice di accesso. Le informazioni che l’utente può inserire sono i dati personali (nome, cognome, data di nascita, foto), allergie, terapia in corso, gruppo sanguigno, peso, altezza e contatti utili in caso di emergenza.

Si può accedere alla cartella clinica dall’app Salute (Figura 1, ultima icona in basso a dx) o dalla schermata di blocco (vedi Figura 2).

Attraverso altri dispositivi collegabili agli smartphone o smartwatch è possibile immagazzinare numerose informazioni cliniche come la pressione arteriosa e la saturazione di ossigeno. Tutti i dati relativi alla salute sono consultabili all’interno dell’app Salute per iOS e nell’app Google Fit su Android se correttamente configurate dall’utente.

Cartella clinica sull’iPhone

Figura 2. Cartella clinica sull’iPhone.

E gli altri dispositivi?

Considerato l’enorme numero di dispositivi Android e di dispositivi indossabili sul mercato e le loro differenze è impossibile trattare tutti i casi specifici. Vediamo una guida generale. Ogni dispositivo specifico ha a seguito un’app installata sullo smartphone che colleziona tutte le registrazioni, in alcuni casi la sincronizzazione dispositivo/smartphone non avviene in tempo reale e quindi è richiesta un’azione manuale prima di ricercare i dati.

Android ha un’app chiamata Google Fit che traccia tutti i dati dell’attività fisica compresa la frequenza cardiaca. Nello specifico nei dispositivi Samsung è presente l’app Samsung Health. 

L’idea di base è che ogni dispositivo indossabile ha la sua app. L’utente normalmente sarà in grado di aiutarci, l’importante è che siamo noi a pensarci.

L’accuratezza delle informazioni e dei dati forniti da questi dispositivi e il relativo software, comprese le letture della frequenza cardiaca, possono essere influenzate da fattori quali condizioni ambientali, condizione della pelle, attività specifica svolta durante l’uso del dispositivo, impostazioni del dispositivo, configurazione utente, posizionamento del sensore e altre interazioni dell’utente. 

Nonostante ciò sono dell’idea che in caso di emergenza o comunque di accesso ai servizi di PS o 118 l’equipe sanitaria dovrebbe essere in grado di integrare nel work-up diagnostico le misurazioni che questi dispostivi tecnologici effettuano, previa una valutazione dell’integrità e correttezza. Sicuramente molto stimolante per il medico d’emergenza rimanere al passo con il crescente numero di dispositivi che i pazienti potranno acquistare e che spetterà a noi interpretare.

Buona anamnesi tecnologica a tutti!

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2 Commenti

    1. Tommaso Scquizzato

      Grazie mille Mauro! Secondo me nei prossimi anni i pazienti si aspetteranno di avere risposte anche riguardo questi dati.

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