sabato 23 Ottobre 2021

Pensieri di fine anno

Ho pensato a lungo se fosse il caso di scrivere un post che, in qualche modo, riassumesse il nostro sentire rispetto a quanto successo in questo anno.

Ero dubbioso, perché scrivere ovvietà e cadere nella retorica era molto facile.

Poi ho pensato a quale , da sempre, è stato lo scopo di questo blog: la condivisione.

Condivisione non solo di dati scientifici e opinioni, ma anche semplicemente di pensieri e stati d’animo inerenti alla nostra professione di infermieri e medici che operano in medicina d’urgenza.

Una bacheca

Quindi questo non sarà un post, ma una bacheca su cui scrivere un pensiero, una riflessione da condividere, un segno di quanto è accaduto e sta accadendo.
Siete quindi tutti invitati a partecipare.

Alla finestra o in panchina

Mio malgrado, ma qualcuno sostiene forse non a torto per mia fortuna, non ho partecipato a questo dramma planetario come medico. Sono rimasto in panchina. I miei pensieri sono meno forti e mitigati dal non essere stato dove maggiore è stata la sofferenza. Ciò detto proverò a dire la mia.

Io,Io,io…

Superata la retorica di quanto siamo stati bravi a seguire le regole nel periodo iniziale dove maggiore è stata la paura, è emersa un’l’Italia tristemente nota dell’interesse personale, della totale assenza di spirito di comunità.

Quel senso di appartenenza che ha fatto privilegiare l’interesse di molti su quello dei singoli e che ha consentito ad altri paesi come Giappone e Corea del sud di affrontare meglio la pandemia.

Noi purtroppo, a fronte di un gruppo sparuto di persone lodevoli che si danno da fare per gli altri, siamo la società di coloro che non pagano le tasse e si lamentano della scarsità dei servizi, che parcheggiano la macchina sulle strisce pedonali impedendo l’attraversamento ai disabili o che non raccolgono gli escrementi dei loro cani perché a quello scopo c’è il servizio rifiuti…

Litigare per apparire

Non voglio perdere molto tempo parlando dei negazionisti, anch’essi una spia di come è cambiato il nostro modo di vivere e pensare.

Dove ognuno dice la sua e pretende che questa sia la verità, indipendentemente da conoscenza e competenze e dove anche i cosiddetti esperti non hanno brillato, talvolta più guidati dal bisogno di apparire che di condividere il loro sapere.

Io non mi vaccino

E’ notizia di questi giorni come in alcune realtà ci sia stato un astensionismo smisurato da parte degli operatori.

Le opinioni ovviamente si dividono tra coloro che sostengono che la scelta vaccinale sia personale e quindi insindacabile e quelli che invece ritengono che il bene della comunità debba prevalere.

Obbligare non è mai bello, ma talvolta necessario. In ogni caso chi opera scelte cosi insensate se ne deve assumere responsabilità in caso di eventi avversi, quali la diffusione del contagio in un ambiente come le RSA.

RSA no al vaccino deciso da operatori- Da la stampa
da La Stampa

Cosa abbiamo imparato

La pandemia ha semplicemente evidenziato i nostri pregi e difetti. Purtroppo questi ultimi sono la maggioranza e, a essere onesto, non sono fiducioso per il futuro.

Possiamo uscirne? Certo educando le nuove generazioni, cambiando mentalità e cercando di essere meno egoisti. Una chimera…

Mauro Cardillo

Di questo anno così strano mi ricorderò per sempre le mie mani.

Continuamente spaccate, arse e sanguinanti.

Queste mani sono un po’ lo specchio di quel che sono stato io quest’anno. “Muzzicato e spardato” ma mai “vinciuto” (morso e lacerato, mai sconfitto). È stato un anno complesso e pieno di contraddizioni. Io in primis. La contraddizione di me stesso. Ho alternato momenti di gioia e di tristezza, momenti di saggezza e di infantilità. È stato un anno di crescita umana e professionale. Ed è stato un anno pieno di sentimenti… c’è stato tutto, proprio tutto ed anche il suo contrario… non è stato un anno perso.

Tutto comincia con …

Perplessità

Un tizio mangia un pipistrello nell’Autunno o nella tarda estate cinese e a Dicembre nella sua città migliaia di persone rimangono senza fiato. All’inizio qualcuno nega, ma poi ci si arrende e si chiude tutto. Wuhan sembra una città fantasma: una città di un lontano futuro apocalittico. Le immagini turbano ma non fanno paura, sono le solite cose che capitano in Oriente, lontano. Non ci riguardano. Gli esperti rassicurano che la Cina non è così vicina. I primi giornali scientifici pubblicano articoli su questo nuovo virus e prima di decidere definitivamente gli cambiano nome un paio di volte. Molti sono scettici. Ma se la Cina, una delle più grandi potenze mondiali, si è fermata e la comunità scientifica dedica intere riviste a questo novella infezione è possibile che la situazione non vada sottovalutata?

Curiosità

Un tizio mangia un pipistrello nell’Autunno cinese ed io mi ritrovo i primi di Febbraio non convinto a studiare virologia. Subentra un sentimento di curiosità prettamente scientifica. Ho voglia di capire. Divoro articoli su articoli e mi accorgo che la situazione non è da prendere sotto gamba. Vi è un lieve timore reverenziale. Mi prendono per pazzo molti. Non è assolutamente la solita “influenza”, non è nemmeno la SARS ma sembra sia stato aperto il vaso di Pandora.

Paura, incertezza ed insicurezza

Un tizio mangia un pipistrello nell’Autunno cinese ed in pieno Inverno in Italia una moltitudine di persone resta senza fiato. Questa moltitudine senza fiato si riversa negli ospedali: una moltitudine spaventata, disperata e bisognosa. Semplici ed umili lavoratori vengono proclamati eroi, innalzati ed osannati. Dopo anni ed anni di vessazioni, da un lato la cosa fa davvero piacere, ma sappiamo non durerà a lungo. Il tempo ci darà ragione. Paura ed incertezze prevalgono in questo momento. Il futuro, sempre ipotizzabile e tracciabile, ora diventa contorto e confuso, buio. L’insicurezza e l’incertezza di non essere all’altezza quando arriverà il momento, fanno paura.

Solitudine

Un tizio mangia un pipistrello dall’altra parte del mondo ed io mi ritrovo chiuso a casa. Solo. La mia famiglia è stata trasferita in un altro appartamento. Li isolo da me perché sono un soggetto a rischio, possibile contatto di contatto. Parliamo da marciapiede a balcone come in un moderno “Romeo and Juliet”. Riuscire ad ottenere un tampone molecolare è quasi impossibile. Tutelo la mia famiglia e restando solo quasi un mese. Cerco di mantenere la mente allenata: studio, mi rifugio nella musica e studio ancora, cerco di organizzare i percorsi ospedalieri, cerco di scrivere protocolli. Faccio la spesa. Sistemo continuamente la casa, metto in ordine. Mi do degli orari. Resto concentrato.

Comunione

Un tizio mangia un pipistrello in autunno ed io mi ritrovo a condividere le mie esperienze con tanti colleghi da tutta Italia che non ho mai visto in faccia. Cerco di capire cosa stanno facendo, che approccio, che terapia, che percorsi. Sento un senso di appartenenza, sento condivisione, sento un senso di fratellanza. Lottiamo contro un nemico comune. Sono in comunione con loro.

Fede e fiducia

Un tizio mangia un pipistrello infetto in Cina ed io mi ritrovo a dover cercare chi, dopo una infinità (milioni di passaggi) si è contagiato da quel singolo animale. Assurdo ma assolutamente vero.

Ancora non vi sono strumenti. Non c’è sierologia, non abbiamo tamponi antigenici, i molecolari arrivano dopo 4-5 giorni. Ho fede e fiducia nei pochi mezzi che ho. Ho fede e fiducia nella vecchia e cara ecografia toracica e nel buon Dio.

Felicità e speranza

Un tizio mangia un pipistrello in Autunno ed è già Primavera quando la città è chiusa, c’è il coprifuoco, nessuno esce di casa e se lo fa, lo fa solo per cose importanti. Alice viene al mondo perché “felicità” e “speranza” sono cose molto importanti., rare perle da custodire gelosamente.

Serenità

Un tizio mangia un pipistrello in Cina ma il sole estivo continua a splendere. Il periodo estivo è sereno e tranquillo. Il COVID sembra andato via per tornare chissà quando. Serenità è ormai la nuova felicità.

Depressione, paura e coraggio

Un tizio mangia un pipistrello in Cina e ad un anno di distanza i contagi ripartono. La mareggiata raggiunge pure la mia terra, risparmiata dalla prima ondata. Ci scontriamo contro tutte le nefandezze di un sistema sanitario regionale che fa acqua da tutti i pori. Non c’è niente di organizzato e pronto, quelle poche cose pronte sembra non funzionino davvero. Il sistema è al collasso. I nostri protocolli funzionano, siamo ben organizzati, ma il tempo di “boarding” per i COVID supera quasi sempre le 24h con tutte le difficoltà di logistica e di rischio infettivo legate al continuo vestirsi e svestirsi. È difficile non soccombere alla depressione. L’umore del personale è sotto le scarpe e la paura genera malumore. Ci sono spesso conflitti, alcune vote motivati ma nella maggior parte dei casi stupidi e futili. Però quando montiamo un casco e quel singolo paziente va bene o migliora solo per un piccolo lasso di tempo, ci sentiamo dei piccoli eroi come i colleghi del Nord.

Stanchezza e sconforto

In Cina qualcuno mangia un pipistrello e noi abbiamo un inverno davanti da affrontare. Un mese di seconda ondata mi ha già devastato e pensare che di dover affrontare tutto l’inverno sembra una situazione senza via d’uscita. Il boarding è sempre più lungo e i pazienti sempre più gravi. Lo sconforto prende il sopravvento. Come dovremo affrontare i prossimi mesi? Non faccio la spesa. Non sistemo continuamente la casa, non metto in ordine. Non mi do degli orari e non resto concentrato.

Speranza

Un tizio mangia un pipistrello nella tarda estate cinese ed io mi inietto un RNA messaggero nella spalla destra.

Sono in OBI che aggiorno le cartelle cliniche quando mi dicono che sono arrivati i vaccini e potrei essere tra i primi fortunati. “Saresti interessato?”. Ho le lacrime agli occhi e vorrei gridare di gioia. Mi volto a guardare cosa ho lasciato dietro e vedo un lungo tunnel buio lungo quasi un anno.

Ora innanzi a me c’è una piccola luce.

Rispondi a Mauro  @mausebass

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Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

6 Commenti

  1. Grazie di aver dato voce al mio dolore alla mia rabbia alla mia impotenza e alla mia irriducibile professionalità.
    Buon 2021 cari colleghi, col cuore

    Paola Brasca
    MEU ASST OvestMilanese

  2. Sono medico di famiglia ma seguo sempre com interesse questo blog dai tempi del mio tirocinio in Ps. Grazie per questa tua intensa condivisione. Sicuramente il vaccino é, per noi, un’iniezione di speranza. Buon 2021 Carlo e a tutti voi

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