lunedì 25 Gennaio 2021

Pensieri di fine anno

Irene Sciarrillo

Questo 2020 come medico e come persona mi ha insegnato … 

che non sempre si ha la risposta a tutte le domande, che se neanche l’evidence-based medicine ci aiuta il trovarci senza armi spaventa , ma che anche il “non fare” a volte può risultare la scelta migliore; 

che se non si hanno certezze è meglio tacere, che una corretta informazione è un grande alleato terapeutico  e di prevenzione, ma che una cattiva informazione può diventare il più acerrimo dei nemici;

che il sistema sanitario nazionale ha bisogno di una revisione profonda, ma che il sistema informativo ne ha bisogno ancora di più;

che i nostri ospedali si basano in buona parte sul sacrificio di chi ci lavora e che l’equipe giusta vale più di qualunque terapia antipsicotica;

che essere buoni colleghi significa farsi forza a vicenda, condividere conoscenze e confrontarsi, ma soprattutto sbellicarsi dal ridere nei momenti di peggior sconforto;

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che lavorare durante una pandemia crea un mix di terrorizzante paura ed orgogliosa adrenalina che ti tiene a galla e ti fa abituare ed accettare ritmi che mai avresti immaginato, ma che lavorare a lungo durante una pandemia finisce per farti avere la sensazione di trascinarti giorno per un giorno con agganciato un peso di 100 Kg sulla schiena;

che ho sempre pensato (e lo faccio tuttora) che il pronto soccorso sia il luogo più difficile in cui lavorare e che dovrebbero esserci le condizioni per renderlo più che efficiente, ma che ho sempre sottovalutato l’importanza  dei reparti di medicina e degli internisti  che sono una colonna portante dell’Ospedale e che oggi più che mai andrebbero valorizzati e potenziati  senza indugio;

Che i pazienti , i parenti dei pazienti e le persone comuni “non sanitarie” non sempre sono riconoscenti a te come medico o alla scienza in generale e questo può svilire, ma se tu sai di aver  dato il massimo ed esserti informata correttamente, questo deve bastare a gratificarti e a non farti perdere la motivazione;

Che un tablet può essere molto più che uno strumento di gioco o di lavoro, che è importante essere disponibili con chi ha il giusto bisogno di avere informazioni sui propri cari e poterli vedere almeno in video, ma soprattutto che dall’altra parte di quello schermo  a salutare per l’ultima volta qualcuno a cui tieni un giorno puoi esserci tu stesso purtroppo;

che la vita senza un vaccino può essere atroce per intere famiglie per motivi sia di salute che economici, che finchè non avevo visto come fosse persino io non ne avevo capito così a fondo l’importanza, ma il giorno in cui la scienza inizia la rimonta l’emozione è meravigliosa;

che la scuola è un pilastro essenziale della nostra società, ma che i nonni sono la fonte di affetto e gioia più infinita che esista;

che l’isolamento annoia, ma costringe ad usare la fantasia;

che si può arrivare ad aver paura di entrare nella propria casa ed essere fonte di contagio, ma che con il giusto supporto si possono superare anche gli ostacoli più grandi;

che stare lontano dai propri amici è davvero un sacrificio, ma poter abbracciare la propria famiglia è la cosa più bella che c’è.

 Buon anno a tutti, che sia un anno ricco di vaccini e povero di distanziamento.

Rispondi a Irene @irenesciarrillo

Sossio Serra

Ciao, io sono completamente bloccato, è un pó che non riesco a scrivere più nulla….
Qualsiasi cosa mi sembrerebbe retorica e già detta. In questo momento mi sentirei più rappresentato da una pagina bianca sulla quale sperare di tornare a scrivere presto di giorni migliori, di condizioni di lavoro migliori, di maggiore consapevolezza del nostro ruolo e della bellezza dell’impegno quotidiano
Buon anno a tutti!

soser

Rispondi a Sossio  @SerraSossio

Davide Tizzani

L’ottimismo alla fine di un anno che temevano non sarebbe mai finito risiede in occhi che sanno ancora piangere e gambe che sanno ancora camminare.

Dovrebbe essere vietato per legge morire la notte di Natale. Anche se hai 93 anni, anche se una demenza senile ti ha spento il cervello e non sai più che giorno è oggi. Il colpevole, sempre lui: il SARS-coV-2 che ha infettato il polmone e fatto impazzire la coagulazione, convincendola a creare un processo trombotico tale da indurre una ischemia venosa catastrofica. 

Tutto uguale, tutto già visto, tutto già fatto. Ma ogni volta diverso. Ogni volta un dolore unico ed una tragedia esclusiva. Avviso telefonico alla moglie anziana e inizio di terapia palliativa per lenire una ingravescente sintomatologia dolorosa senza cura.

Da lì a poco una mano che bussa alla tenda della degenza provvisoria Covid-19; la mano di chi per 60 anni ne ha conosciuto solo un’altra e che chiede di stringerla ancora. Un’ultima volta. Appartiene al corpo di una moglie di 93 anni, minuta, fragile ma ferma nel freddo di una notte rigida che non ha impedito alle sue gambe, esili ma forti, di percorre il tragitto più doloroso della sua vita.

La mano incontra gli occhi fieri di chi sa ancora commuoversi ma che, nonostante le lacrime, sa guardare oltre le regole. L’emozione incontra la genialità e l’inventiva crea una stanza degli abbracci provvisoria ed un piccolo miracolo di Natale si compie.

Le vedo vicine. La moglie che non si arrende e l’infermiere angelo. Silenziosamente si avvolgono in un abbraccio rumoroso.

La mia speranza ed il mio ottimismo risiedono nelle mani tremanti della moglie che trovano le lacrime della infermiera da asciugare, nel coraggio di provare a ribellarsi ad un incubo e nell’audacia di saper realizzare questa piccola grande ribellione.

La fiducia in un anno che sospettavamo non sarebbe mai arrivato ed a cui temiamo di affidare i nostri nuovi sogni non poteva nascere da un seme di speranza migliore. 

Con il cuore spettinato e con in tasca un po’ di fiducia, guardo ammirato gli occhi di chi sa ancora guardare e le mani di chi non teme, nonostante tutto, di stringere sogni. A tutti loro va il mio grazie più grande. Gli intrepidi, gli Impavidi e gli Arditi sono molti di più di quello che pensiamo. Per questo non dobbiamo avere paura.

Davide Tizzani

Rispondi a Davide @DavideTizzani

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Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter | @empillsdoc

6 Commenti

  1. Grazie di aver dato voce al mio dolore alla mia rabbia alla mia impotenza e alla mia irriducibile professionalità.
    Buon 2021 cari colleghi, col cuore

    Paola Brasca
    MEU ASST OvestMilanese

  2. Sono medico di famiglia ma seguo sempre com interesse questo blog dai tempi del mio tirocinio in Ps. Grazie per questa tua intensa condivisione. Sicuramente il vaccino é, per noi, un’iniezione di speranza. Buon 2021 Carlo e a tutti voi

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