19
Giu
2019
24

Piastrine Reticolate

Ematomi e macchie

Paola ha settanta anni, ma solo da pochi giorni ha iniziato a vedere il suo corpo violato e ricoperto da grosse macchie violacee. Sono stati, però, le piccole macchie cutanee rosse comparse sulle gambe il giorno prima a convincerla a venire in Pronto Soccorso a chiedere se qualcuno, in quel posto dove millantano di risolvere i problemi, ne sapeva il motivo.

Perche?

Con tono gentile Paola me lo chiede. Sono felice perché penso di saperla. “E’ facile” mi dico. “Posso fare bella figura”.

La so

Di buon umore e con un entusiasmo palpabile inizio a visitare Paola. Ematomi e petecchie sono diffuso su tutto il corpo, maggiormente nelle zone declive. A domanda specifica nega ulteriore diatesi emorragica nell’ultimo periodo. Nega febbre o assunzione di nuovi farmaci. Mi dice di aver avuto una sindrome influenzale circa 10 giorni prima dell’inizio della comparsa della sintomatologia cutanea. E Nega anche, a specifica domanda, di essere stata picchiata dal marito. “Che medico simpatico” aggiunge.

Lode All’emocromo

Sarà Ovviamente l’esame più semplice ed antico del mondo, molto spesso il più sottovalutato, a dare una spiegazione oggettiva dei disturbi “misteriosi” di Paola.

Lode all’ematologo

Avendo la ricchezza di averla in ospedale ed avendo la fortuna di averla davvero brava, preallerto l’ematologo. Voglio farle conoscere Paola, concordare la terapia e poi appoggiarla al loro servizio. La sua richiesta mi imbarazza un pò e incrina le mie certezze in quel turno fino a quel momento perfetto: “Chiama il laboratorio e chiedi le piastrine reticolate”.

Questa non la so

PubMed aiutami tu!

Cosa sono?

Le piastrine reticolate (RPs) sono piastrine immature circolanti non completamente sviluppate rilasciate dal midollo osseo nella circolazione sistemica con presenza di grandi quantità di mRNA citoplasmatico. Le RPs sono di solito grandi, dense e più reattive nel processo di formazione dei trombi rispetto alle piastrine maturate completamente. La loro identificazione risale al 1969, grazie agli studi del Dr. Ingram e del Dr Coopersmith su modelli canini. Tuttavia per molti anni non sono entrati nella pratica clinica usuale.

Perché possono esser utili?

Tuttavia la loro importanza consiste nella possibilità di valutare il processo della trombopoiesi. Essi rappresentano un marcatore non invasivo della attività megacariopoietica del midollo osseo. Le piastrine reticolate per le piastrine sono pertanto assimilabili ai più noti reticolociti per i globuli rossi.

Le RPs aumentano quando la produzione di piastrine aumenta, diminuiscono quando questa diminuisce. Ecco pertanto che la loro misurazione può risultare utile, in primis, nella valutazione delle piastrinopenie, permettendo di dirimere fra una alterata produzione da una verosimile distruzione periferica.

Si possono contare?

Esistono analizzatori che permettono una loro conta automatica. Tuttavia Il valore normale è difficile da stabilire dato la mancata standardizzazione dei vari metodi analitici. Tale dato può essere espresso come valore assoluto o come percentuale (IPF – immature platelet fraction) in relazione alla conta piastrina totale. Studi recenti hanno proposto e validato come normalità il range 0.4-6.0% – in numero assoluto 1.25-7.02 x 10^9/L.

In assenza di tale dato, un aumento delle RPs può essere sospettato per la presenza di un incremento del valore del MPV (Volume piastrinico medio) e della PDW (Ampiezza della distribuzione del volume piastrinico). Tuttavia tale dato non ha una validità completa ed alcuni studi recenti stanno contestando tale assunto.

Does it work?

Due studi clinici prospettici osservazioni hanno valutato la conta delle piastrine reticolate nella valutazione della piastrinopenia, dimostrando una sensibilità ed una specificità rispettivamente del 93% e del 85%. Tale capacità di discrimine diventa ancora più importante in situazione cliniche in cui possono coesistere cause di trombocitopenie multifattoriali (esempio le epatopatie).

Ed effettivamente le piastrine reticolate di Paola prima e dopo la terapia hanno fatto il loro dovere.

Altri utilizzi?

Tuttavia la letteratura è ricca di possibile nuove indicazioni diagnostiche e prognostiche a carico delle piastrine reticolate, tutte meritevole di essere valutate attentamente tramite studi ad hoc.

Conclusioni

Qualcuno potrà dire ovvio. Qualcuno che non necessitava di un post. Qualcuno che lo conosceva già. Per me è stata una nuova scoperta. E come tutte le scoperte penso meritino di essere celebrate. Sapendo che per il momento sono necessari metodi di standardizzazione analitica condivisi e larghi studi clinici randomizzati e controllati per stabilire il vero e proprio significato clinico delle piastrine reticolate.

Bibliografia

  1. Dusse LM, Freitas LG. “Clinical applicability of reticulated platelets”. Clin Chim Acta. 2015 Jan 15;439:143-7.
  2. Hoffmann JJ. “Reticulated platelets: analytical aspects and clinical utility”. Clin Chem Lab Med. 2014 Aug;52(8):1107-1.
  3. Mazurov AV, Khaspekova SG. “Diagnostics of thrombocytopenias”. Ter Arkh. 2018 Aug 17;90(7):4-13.
  4. Hannawi B, Hannawi Y et al.”Reticulated Platelets: Changing Focus from Basics to Outcomes”. Thromb Haemost. 2018 Sep;118(9):1517-1527

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4 Commenti

  1. Marco

    Interessante
    Non ero a conoscenza della cosa: mi viene in mente il loro uso nel follow up delle piastrinopenie in LES
    Grazie

  2. MDG

    Quindi era una piastrinopenia da verosimile distruzione periferica? La diagnosi quale era? E la terapia?
    Bello comunque, grazie!

    1. Davide Tizzani

      La diagnosi era di piastrinopenia autoimmune. Paola è stata sottoposta ad un ciclo di terapia steroidea ed immunoglobuline endovena con riposta immediata sia per il numero per delle piastrine, sia, ancora più precocemente rispetto al semplice valore assoluto di piastrine, in termini di piastrine reticolate.

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