martedì 10 Febbraio 2026

Pielonefrite enfisematosa…

Dove c’è gas, c’è pericolo: quando il rene fa boom.

Daniele ha 40 anni, è diabetico, un po’ sovrappeso, e come molti della sua età sottovaluta i segnali del proprio corpo. Circa un mese fa è stato ricoverato per la prima volta nella sua vita in Ospedale, in seguito a un esordio diabetico con chetoacidosi. Il quadro si era complicato per un’infezione delle vie urinarie sostenuta da Escherichia coli e Enterococcus faecalis, entrambi risultati polisensibili. Durante il ricovero è stato trattato correttamente con antibiotici secondo antibiogramma, dimesso in buone condizioni, con indicazioni dietetiche e terapia insulinica.

Tutto sembrava sotto controllo, fino a oggi. La sera prima di venirci a trovare in Pronto Soccorso si era presentato da un medico amico per un dolore lombare sordo, irradiato anteriormente e verso il fianco destro. “Sarà la colonna” gli dicono, “un colpo d’aria o magari hai sollevato male qualcosa”. Gli viene praticata una classica puntura di dicloreum e miorilassante. Il sollievo è parziale, ma il dolore non scompare.

Il giorno dopo in Pronto Soccorso

Il giorno dopo, Daniele ci racconta di aver passato la notte malissimo, è inappetente, suda copiosamente da qualche ora. Non ha febbre misurata, ma l’aspetto è sofferente, il viso pallido, la fronte imperlata di sudore freddo.

In attesa della visita, il dolore si modifica: si anteriorizza e si concentra soprattutto al fianco destro. Gli viene somministrato del paracetamolo, ma il miglioramento è minimo. Il sospetto clinico si orienta su una possibile colica renale o su un’infezione urinaria alta.

Una POCUS che non aiuta

Approccio ecografico bedside, come da routine. Ma qui nasce il problema: Daniele ha una grave policistosi renale, lo sapeva ma non ci aveva mai dato troppo peso. I reni sono enormi, deformi, disseminati di cisti anecogene di varie dimensioni. L’ecografia è praticamente inutile: impossibile valutare una eventuale dilatazione delle vie urinarie, la presenza di raccolte, lo spessore parenchimale. L’obesità peggiora la finestra acustica.

La POCUS non consente di valutare né il parenchima renale né le vie urinarie. Non si può escludere né una pielonefrite complicata né un’ostruzione. Serve un imaging più preciso. Serve una TAC.

La diagnosi: Pielonefrite Enfisematosa

Il referto è inequivocabile: pielonefrite enfisematosa stadio IIIA secondo la classificazione di Huang e Tseng.

Il gas si estende nel parenchima renale e nello spazio perirenale. Nessun dubbio: è una delle forme più gravi e temibili di infezione renale in un rene policistico.

pielonefrite enfisematosa-scaled
da archivio personale

Cos’è la Pielonefrite Enfisematosa (PNE)?

Una complicanza infettiva renale rara ma temibile, caratterizzata dalla formazione di gas all’interno del parenchima renale, nei dotti collettori o nei tessuti perirenali. Non è una semplice infezione urinaria: la PNE può rapidamente portare a sepsi severa, shock settico e compromissione multiorgano se non riconosciuta e trattata tempestivamente.

Chi colpisce maggiormente?

  • Pazienti diabetici: rappresentano fino al 90% dei casi
  • Donne più degli uomini, ma non esclusivamente
  • Immunodepressi, nefropatici cronici, portatori di anomalie anatomiche o ostruzioni urinarie
  • Nei giovani? Raro, ma Daniele ha tutti i fattori in regola: diabete non ancora ben compensato, policistosi renale, recente infezione urinaria.

Fisiopatologia: Perché si forma il gas?

Il meccanismo è complesso ma si può riassumere così:

I batteri fermentanti, in un ambiente favorevole (iperglicemia, ischemia, tessuto necrotico), metabolizzano glucosio e substrati cellulari, generando:

  • Idrogeno
  • Anidride carbonica
  • Azoto

Il gas si accumula nel rene e nei tessuti circostanti, determinando:

  • Necrosi parenchimale
  • Estensione della flogosi
  • Compressione ischemica
  • Peggioramento della funzione renale

Il risultato? Un rene devastato, un’infezione difficile da controllare, un paziente critico.

Fattori predisponenti

  • Diabete mellito scompensato
  • Alterazioni anatomiche renali: policistosi, idronefrosi
  • Ostruzioni delle vie urinarie
  • Infezioni urinarie recidivanti
  • Immunodepressione
  • Insufficienza renale cronica
pielonefrite-enfisematosa-rene-policistico-compressed
immagine creata con ChatGPT

Classificazione radiologica secondo Huang e Tseng:

Stadi III e IV si associano a prognosi più grave e indicano spesso necessità chirurgica.

Presentazione clinica

  • Dolore lombare o al fianco, irradiato anteriormente
  • Malessere generale, sudorazione profusa
  • Inappetenza, nausea
  • Febbre non sempre presente, soprattutto nei diabetici
  • Stato confusionale, segni di sepsi nei quadri severi

La difficoltà? La presentazione può essere sfumata, il rischio è sottovalutare il quadro. Il caso di Daniele è paradigmatico: inizialmente sottovalutato, poi peggiora, con sintomi viscerali e sistemici.

Diagnosi: non basta il sospetto

  • Laboratorio:
    • Leucocitosi, PCR elevata, PCT spesso alta
    • Funzione renale compromessa (aumentata creatinina)
    • Glicosuria e Ketonuria possibili nei diabetici
  • Ecografia: utile, ma limitata in presenza di policistosi o obesità
  • TC addome con contrasto: gold standard diagnostico, evidenzia:
    • Presenza e distribuzione del gas
    • Estensione delle raccolte
    • Eventuali complicanze (ascessi, necrosi)
pielonefrite-enfisematosa-ematici-compressed
pielonefrite enfisematosa-scaled
da archivio personale

Terapia: corsa contro il tempo

La gestione è aggressiva e multistrato:

  1. Antibiotici ad ampio spettro:
    • Copertura per Gram negativi fermentanti (Meropenem ± aminoglicosidi o altri in base ai colturali)
  2. Controllo glicemico rigoroso
  3. Supporto emodinamico e monitoraggio intensivo
  4. Drenaggio percutaneo:
    • Fondamentale in presenza di raccolte o gas esteso
    • Ma può essere tecnicamente difficile, come nel caso di Daniele
  5. Chirurgia (nefrectomia):
    • Indispensabile nei casi avanzati, fallimento del trattamento conservativo o peggioramento clinico

e Daniele?

La TC mostra accumulo di gas e raccolta purulenta nello spazio peri-renale destro. Gli urologi sono combattuti: drenaggio percutaneo difficile per via della policistosi e della conformazione anatomica alterata. Si valuta il rischio, si discute tra noi, urologi e rianimatori. Alla fine, la decisione: Daniele viene portato in sala operatoria, in copertura antibiotica con meropenem adeguato alla funzione renale. L’intervento permette la bonifica dell’infezione. Il decorso post-operatorio è lungo, ma lui migliora.

Conclusioni: cosa ci insegna questa storia?

  • Mai sottovalutare un dolore lombare “strano” in un paziente diabetico, soprattutto se si accompagna a policistosi renale
  • Il sospetto clinico è fondamentale, ma serve l’imaging (TC) per la diagnosi definitiva
  • Le infezioni renali gravi possono avere presentazioni subdole, soprattutto nei diabetici
  • La pielonefrite enfisematosa è un’emergenza infettiva a tutti gli effetti
  • La gestione richiede:
    • Antibiotici potenti e mirati
    • Approccio multidisciplinare
    • Decisioni rapide tra drenaggio percutaneo e chirurgia
  • Intervento precoce può salvare la vita

Daniele ce l’ha fatta, grazie a una diagnosi tempestiva e a una collaborazione efficace tra i team. La sua esperienza ci insegna che dietro un’apparente lombalgia può nascondersi un quadro ben più pericoloso. La PNE è subdola, rapida e letale se trascurata. Meglio pensarci prima.

Bibliografia

  1. Huang JJ, Tseng CC. Emphysematous pyelonephritis: Clinicoradiological classification, management, prognosis, and pathogenesis. Arch Intern Med. 2000;160(6):797-805.

🔗 https://doi.org/10.1001/archinte.160.6.797

  1. Pontin AR, Barnes RD. Current management of emphysematous pyelonephritis. Nat Rev Urol. 2009;6(5):272-279.

🔗 https://doi.org/10.1038/nrurol.2009.55

  1. Kapoor R, Muruganandham K, Gulia AK, et al. Emphysematous pyelonephritis: A single-center experience. Indian J Urol. 2010;26(1):46-50.

🔗 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2886387/

  1. Falagas ME, Alexiou VG, Giannopoulou KP, Siempos II. Risk factors for mortality in patients with emphysematous pyelonephritis: A meta-analysis. J Urol. 2007;178(3):880-885.

🔗 https://doi.org/10.1016/j.juro.2007.05.017

  1. Somani BK, Nabi G, Thorpe P, Hussey J, Cook J, N’Dow J. Is percutaneous drainage the new gold standard in the management of emphysematous pyelonephritis? Evidence from a systematic review. J Urol. 2008;179(5):1844-1849.

🔗 https://doi.org/10.1016/j.juro.2008.01.019

  1. Ubee SS, McGlynn L, Fordham M. Emphysematous pyelonephritis. BJU Int. 2011;107(9):1474-1478.

🔗 https://doi.org/10.1111/j.1464-410X.2010.09828.x

  1. Khaira A, Gupta A, Rana DS, et al. Emphysematous pyelonephritis: A 10-year experience with 26 cases. Indian J Nephrol. 2010;20(3):128-134.

🔗 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2940182/

Autore

  • Veronica_Bandera

    "medica d'urgenza" con base all' ASST Valle Olona, cresciuta tra barelle, casi strani e simulazioni ad alta fedeltà. Appassionata di ecografia, formazione, comunicazione scientifica e tutto cio' che rende l'emergenza meno "emergente" e piu' ragionata. Tra un turno e l'altro mi dedico alla scrittura per condividere, imparare e perchè no, sbagliare insieme.

Articolo precedente
Articolo successivo

1 commento

  1. Molto interessante. Circa 7 mesi fa ho eseguito una nefrectomia destra in una paziente giunta con shock settico per pielonefrite enfisematosa con retropneumoperitoneo ed enfisema che risaliva sino al mediastino

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

dal nostro archivio

I più letti