A volta ci manca. A volte ce ne diamo troppa, o meglio, troppe. A volte la cambiamo o più spesso la somministriamo. A volte la dobbiamo togliere, scoprendola in luoghi a volte più tradizionali, a volte meno frequenti. L’abbiamo trovata nel cavo pleurico, nell’addome, addirittura nel cervello. Fino a quando un giorno Mario mi ha detto che urinava aria, aveva la pneumaturia.

Sono già felice
Mario interrompe una mattina di incontri routinari, sempre per gli stessi motivi: “dolore toracico”, “dolore addominale”, “sono svenuto”. Mario è il brio, il tirare su di nuovo la testa, è un “ma vero?” accompagnato da un “che figata” non detto, è una sfida intellettuale già rivolta a cosa potrebbe avere Mario. Perché Mario, a differenza del 90% dei pazienti che ho visto in quella mattinata, sicuramente ha qualcosa da trovare.
La domanda è la seguente: ma quell’aria da dove arriva?

Riposte Semplici a domande Semplici
Qualsiasi stupido può fare qualcosa di complicato, ma per puntare alla semplicità occorre un genio
WOODY GUTHRIE
La difficoltà sta tutta lì. Non esiste cosa più difficile di una domanda semplice. Trova una risposta semplice ed il mondo sarà tuo. Nella vita, nella nostra ed in quella di Mario.
Perché la pipì di Mario frizza?
Per prima cosa – la definizione

La pneumaturia è la presenza di aria nelle urine, spesso descritta dai pazienti come “bollicine” o “urine frizzanti”. L’aria deve arrivare da qualche parte – la sua presenza è un sintomo patognomonico di comunicazione anomala tra tratto intestinale e vescica (fistola enterovesicale/colovesicale) oppure di infezione da germi gas-produttori (cistite enfisematosa) e richiede sempre una valutazione diagnostica strutturata.
Eziologia


Perle cliniche
I sintomi classici (pneumaturia e fecaluria) possono essere spesso assenti; pertanto, è necessario avere una bassa soglia di tale sospetto diagnostico nei pazienti con infezione delle vie urinarie ricorrenti/refrattarie, soprattutto se da microorganismi inusuali.
La TC addome-pelvi con mdc orale ed endovenoso è il gold standard iniziale per la condizione di pneumaturia e l’eventuale diagnosi eziologica, quindi non pensiamoci troppo e chiediamola. La nostra amata ecografia può esserci utile come sempre, ma è elemento iniziale di screening e dà a noi la forza, il coraggio e l’intuizione per chiedere una tecnica diagnostica “pesante”. La colonscopia e la cistoscopia sono esami complementari per raffinare la diagnosi eziologica. In caso di forte sospetto clinico con CT non conclusivo, il poppy seed test ha una sensibilità del 94–100% ed è superiore al CT (70%) a 1/8 del costo, secondo alcuni dati della letteratura.
Il test dei semi di papavero consiste nell’assunzione orale di 50 mg di semi di papavero mescolati in una bevanda o nello yogurt. Poiché i semi rimangono in gran parte indigeriti attraverso il tratto gastrointestinale, possono comparire nelle urine entro 48 ore dall’assunzione, il che è considerato un test di conferma positivo per la fistola enterovescicale.
La vera pneumaturia è fondamentale da distinguere da gas rilevato incidentalmente alla TC o all’ecografia o da aria introdotta dopo procedure endoscopiche o il cateterismo o altre strumentazioni
La semplicità è l’ultima sofisticazione
Leonardo Da Vinci
E Mario?
Mario ha scoperto che il suo intestino era malato. Era entrato con il sorriso in sala visita. E’ uscito dal pronto soccorso, direzione reparto di chirurgia con il terrore dipinto sul viso.
Bibliografia
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