Mi hanno sempre definita “fortunata”: da bambina trovavo spesso soldi per strada, a Natale ero la vincitrice indiscussa della tombola. Mi hanno definita fortunata anche quando vincevo un concorso, quando passavo un esame.
Posso ammettere di avere una dote nel ritrovare banconote smarrite, per il resto la fortuna può essere il vento a favore, ma sono io a remare.
Tra il 18 e il 19 ottobre sono sbarcate a Lampedusa 188 persone provenienti dalla Libia:
7 bambini.16 donne.
28 non riuscivano a respirare. 2 intubati sul posto. 2 morti.

Ho conosciuto 4 dei 186 superstiti una notte in terapia semintensiva, trasportati a Palermo in elisoccorso.
Erano Adnan, Mohammed, Hassan e Ayan. Hanno un’età compresa tra i 17 e i 27 anni.
Sono riuscita a parlare con uno solo di loro: tramite Adnan ed il suo inglese maccheronico ho avuto la fortuna di conoscere la loro storia, conquistare la loro fiducia e provare ad aiutarli.
Adnan
Adnan è un ingegnere informatico siriano; due anni fa ha raccolto tutti i soldi che aveva ed è partito: destinazione il domani, domani che sapeva non poteva più essere quella Siria in cui non poteva andare avanti con gli studi per via della guerra, dove le milizie avevano spento qualsiasi sogno e dove lui e la sua famiglia potevano sopravvivere e non più vivere.
Lui ha vinto la sua di tombola, il “fortunato”, l’eletto dalla famiglia per partire e cercare fortuna.

Il viaggio di fortuna lo ha condotto in Libia dove ha conosciuto le prigioni di un regime diverso ma simile a quello da cui scappava. In prigione ha sognato la libertà ed ha conosciuto la sete ed un liquido incolore che spacciavano per acqua ma che odorava di benzina, che avrà un ruolo nella sua e nella nostra storia.
Un giorno, senza preavviso, la libertà da sogno diventa realtà.
Adnan parte.
La meta questa volta la conosce: Lampedusa. Un viaggio lungo 48 ore. In 188 anime su una barca forse troppo leggera per tutti quei sogni.
Non siamo sicuri che a Lampedusa i sogni arrivino interi. Sicuramente interrotto, rotto e dispnoico arriva Adnan. Ma lui è fortunato. Mani possenti lo prendono e lo portano a riva.
Sulla terraferma Adnan diventa il letto 10: PAO 100/50 mmhg, FC 60, FR 25 e satO 75%.
Il colleghi del punto di primo soccorso a Lampedusa somministrano ossigeno e fanno subito un EGA:

MetHb 65%. Lac 4.
Ma il letto 10 è fortunato, i medici e gli infermieri di Lampedusa hanno già visto questi quadri, quindi possono riconoscerli a prima vista: intossicazione da idrocarburi.
Intossicazione da idrocarburi
E’ una sindrome tossicologica acuta (Toxidrome) secondaria all’esposizione a composti organici derivati dal petrolio o da gas naturali (benzina, cherosene, oli). L’esposizione più comune è quella da inalazione seguita da ingestione e contatto cutaneo; ognuna di queste determina effetti e sintomi diversi. Nelle intossicazioni comunque si verificano spesso: ottundimento del sensorio, vomito e insufficienza respiratoria con ipossia.
Gli idrocarburi risultano tossici praticamente in tutti i sistemi corporei, ma sono il cuore, i polmoni ed il cervello a dover affrontare le conseguenze più dure.
Nel dettaglio:
| Organo | Fisiopatologia | Segni e sintomi |
| Polmoni | polmonite chimica con risposta infiammatoria sistemica e febbre. | polmonite chimica con risposta infiamamtoria sistemica e febbre. |
| SNC | danno diretto + ipossia secondaria alle lesioni polmonari | Depressione del SNC |
| Cuore | Con maggiore prevalenza degli alogenati e degli aromatici (quindi composti organici presenti ad esempio in alcuni smacchiatori, diluenti per la pittura, nafta, vernici ecc) agiscono aumentando la sensibilità dei recettori cardiaci alle catecolamine + danno diretto | Aritmie maligne e miocarditi |
| Altro | Cute Fegato Sangue Sistema gastro intestinale | Ustioni fino alla necrosi cutanea, vomito e diarrea, emolisi, epatiti |
La metaemoglobina
Tra gli effetti tossici degli idrocarburi, soprattutto quelli aromatici (nitrobenzene, benzina, cherosene), vi è l’interazione diretta con il ferro ferroso (Fe 2+) del gruppo eme dell’emoglobina che ne determina l’ossidazione quindi la trasformazione in ferro ferrico (Fe 3+).
Tutto ciò culmina in un’impossibilità dell’emoglobina di legare ossigeno e, in ultimo, in ipossia tissutale.
I livelli normali di metaHb sono inferiori al 1,5 %.

Trattamento
Come in tutte le intossicazioni le parole chiave sono: Stabilizzazione – Decontaminazione – Antidoto.
Stabilizzazione:
- Protezione delle vie aeree se necessario
- Trattamento delle eventuali crisi epilettiche
- Contattare il CAV
- Gestione dell’insufficienza respiratoria
Decontaminazione:
- Rimozione degli abiti potenzialmente contaminati
- Lavaggio del corpo
- Lavanda gastrica se ingestione da meno di 60 minuti con eventuale intubazione endotracheale così da escludere ogni possibile contaminazione polmonare
- Carbone attivo (se l’ingestione è avvenuta da più di un’ora.)
Antidoto:
Nel caso di rialzo severo di metaemogobina (MetHb >30% o <30% ma sintomatico) la terapia si basa su:
- Blu di metilene: Dosaggi 1-2 mg/kg ev secondo la gravità del quadro. Risposta prevista: entro 60 minuti riduzione del 10% della metHb. Controindicazioni: deficit G6PD in quanto l’effetto del farmaco è dato dal consumo di NADPH così da ridurre l’ossidazione data dall’idrocarburo. Nel paziente con deficit di G6PD il NADPH è già in basse quantità per cui potrebbe determinare uno sbilanciamento ossidativo e emolisi acuta. Se si ha il dubbio, iniziare con bassi dosaggi quindi eseguire il prelievo per accertarsi dei casi ed eventualmente rimodulare la terapia.

2. Acido ascorbico: fino a 10 gr in dose singola o divisa nelle 24 ore. Determina una risposta più lenta ma rimane un’alternativa soprattutto nei casi di deficit di G6PD.
3. Trasfusione di e.c. e ossigeno iperbarico : nei casi di refrattarietà nonostante terapia medica ottimizzata
Tutti i nostri nuovi amici avevano un’intossicazione acuta severa da idrocarburi.
La fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo
In tutto il trattamento con Blu di Metilene è stato iniziato già a Lampedusa, il che ci fa riflettere sulla verosimile incidenza e sul fatto che stiamo assistendo ignari ad un’epidemia di malattia uomo mediata.
Ma Adnan rimane il fortunato del gruppo. L’intossicazione severa da idrocarburi trattata con blu di metilene si è trasformata in un emolisi da carenza di G6PD. Dopo i polmoni, il cuore, i cervello anche il sangue si ribella. Servono altri giorni di TSI e 2 sacche di EC per ridare vigore a tutti i suoi organi e per non fare sgonfiare i suoi sogni.
Perché Adnan mi ha insegnato questo: che non si tratta di fortuna, si tratta di voglia di remare.

Bibliografia
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- Camus, A. (1942). Il mito di Sisifo. Gallimard
Grazie a Francesca Carduccio, per la condivisione dei casi, e grazie anche a tutti i colleghi di Lampedusa per ciò che fanno tutti i giorni per i migranti.
Grazie a Davide, grazie sempre.


Grazie per avere condiviso la tua esperienza e il caso davvero interessante!