martedì 26 Settembre 2023

Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto da un’infermiera?

Negli Stati Uniti la settimana appena finita è stata la settimana nazionale dell’infermiere, iniziata il 6 maggio e terminata il 12 , anniversario della nascita di Florence Nightingale, pioniera e fondatrice delle moderne scienze infermieristiche e che spese la vita intera, durata oltre novantanni, per l’assistenza ai malati.
Now@NEJM ,il blog del New England Journal of Medicine, ha deciso di pagare un tributo alle infermiere e agli infermieri di tutto il mondo chiedendo ai suoi lettori medici: qual è il miglior consiglio che hai ricevuto da un’infermiera?

Non vi è dubbio che tantissimo è cambiato nel rapporto tra infermiere e medico nell’arco di questi ultimi anni, ma anche quando il rapporto era più ancillare il medico saggio e non presuntuoso ha sempre saputo giovarsi dei preziosi consigli forniti in modo discreto dall’infermiere.
Anzi forse questo accadeva più un tempo di oggi, che le due professioni vengono vissute, da entrambe le parti, con maggiore competizione.
Se questo è vero in generale, lo è ancora di più per chi opera nel campo dell’emergenza dove, per forza di cose, il rapporto tra le diverse figure professionali siano esse infermieri , medici , operatori dell’assistenza , soccorritori, è necessariamente molto stretto.
Credo che ognuno di noi abbia un suo personale ricordo, un episodio che ci ha insegnato qualcosa, che ci ha fatto gioire oppure, ricordandolo a distanza di tempo, semplicemente sorridere. Quello che vi voglio raccontare oggi mi è capitato diversi anni fa ed appartiene a quest’ultima categoria.

Questo lo scenario: sono le 5 del mattino di una notte invernale abbastanza anonima ma comunque piuttosto intensa.
Una ragazza di circa 16 anni viene accompagnata dalla madre in pronto soccorso a causa di intensi dolori addominali.
Ha l’aria smarrita e preoccupata. Abbigliamento e atteggiamento sono molto dimessi ed è in evidente sovrappeso.
Inizio con le domande di rito: quando è iniziato il dolore , quali le caratteristiche, la data dell’ultima mestruazione.
La ragazza comincia a rispondere ma viene immediatamente interrotta da un intenso dolore che la fa quasi urlare.
Inizio a visitarla e, dopo averla aiutata a liberarsi di diversi starti di maglie, mi accorgo della presenza di un addome enormemente disteso. Alla palpazione ha una consistenza dura quasi lignea. Di li a poco i dolori cessano . Le ripeto la domanda: “Quando ha avuto le ultime mestruazioni?”. ” Gliel’ho già detto, sono appena terminate e sono regolari”. Guardo la madre, presente alla visita, annuisce.
Dopo un po’ i dolori riprendono, la pancia sempre più dura. Sembrerebbero quasi delle contrazioni…
E’ in quel momento, dopo che nella mia mente si erano affacciate le ipotesi diagnostiche  più assurde, che ho incrociato lo sguardo di uno degli infermieri presenti in turno che sulla porta della sala visita che, con un sorriso benevolo sulla faccia e un gesto semicircolare molto eloquente della mano, mi ha dato la soluzione del caso.
Di li a mezz’ora la ragazza avrebbe partorito una bella bambina. Il suo habitus costituzionale e una madre un po’ credulona l’avevano aiutata a celare la gravidanza.
Ricordo spesso questo episodio sorridendo della mia ingenuità; all’infermiere era bastato uno sguardo per capire.

A lui e a tutti quelli che in questi anni mi hanno aiutato e sopportato dedico questo ricordo.

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Carlo D'Apuzzo
Carlo D'Apuzzo
Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine | Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter

5 Commenti

  1. Ho una mamma Infermiera. Una delle prime professionali.
    Ho una moglie Infermiera. Una grande professionista.
    Ho delle Infermiere che lavorano con me tutti il giorni.
    I consigli e gli insegnamenti ricevuti da loro sono tali e tanti da non poterli neanche conteggiare idealmente.
    Gli Infermieri (quelli con la “I” maiuscola, e sono tanti/e) sono come i Sergenti dei film di guerra in Vietnam: assistono e insegnano al tenentino, coadiuvano il capitano (e se gli ufficiali hanno la stima dei loro sergenti, allora vuol dire che vanno bene, altrimenti…è triste)…
    Tutti noi siamo stati tenentini, ma anche da capitani, maggiori o colonnelli, ascoltiamo sempre i nostri sergenti, che possono ancora insegnarci qualcosa.

  2. concordo con pg63 (a proposito…pure io mamma infermiera), usare il singolare è improprio, forse appropriato a ciascun turno di servizio e colcolando che la mia prima guardia in PS è datata 1 Agosto 1987……fate un po voi i conti.
    Piccolo inciso : forse, ora che sono Direttore di struttura complessa, ne prendo anche più di 1 al giorno

  3. Grazie a nome della categoria… Prima urgenza in rianimazione, quando i dipartimenti di emergenza non esistevano, nel 1981…, ultima, in cardiologia, questa notte… Senza generalizzare e senza competizioni, è tutta una questione di fiducia e rispetto reciproco, personale e di ruolo. Tutti i grandi medici che ho incontrato hanno condiviso ed ascoltato i miei dubbi, spesso immotivati. Altri no, ma come esistono infermieri poco affidabili, esistono medici che grandi non sono. Senza offesa, e grazie per le splendide pillole!

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