domenica 25 Settembre 2022

Quando il cuore si “infrange”

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E’ un freddo pomeriggio di novembre e la centrale operativa del 118 allerta il pronto soccorso dell’imminente arrivo di un equipaggio medicalizzato con a bordo una paziente di 62 anni con dolore toracico insorto durante il funerale del marito deceduto;

All’arrivo in ps la paziente presenta i seguenti parametri vitali: PA 160/90, FC 92, FR 22, tc 36,7°, SaO2 98%. Viene registrato, inoltre, il seguente elettrocardiogramma:

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Vengono eseguiti prelievi per enzimi cardiaci ed alla paziente vengono somministrati salicilati. All’arrivo degli enzimi la paziente presenta un lieve rialzo della troponina I che induce al ricovero della paziente in UTIC. Qualcosa lascia pero’ perplesso il medico di ps ; il rialzo enzimatico è esiguo rispetto al quadro clinico / elettrocardiografico tenendo conto del tempo trascorso dall’insorgenza dei sintomi.

Qualche giorno dopo, interessato dall’evoluzione del caso ed ancora scettico sul rilievo enzimatico il medico chiama il collega in terapia intensiva coronarica che gli dice: vieni su che ti faccio vedere com’e’ stato l’iter della tua paziente.

Arrivato in UTIC il cardiologo mostra il risultato della coronarografia effettuata alla paziente: non segni di ateromasia coronarica emodinamicamente significativi.

images-46  ma allora ..  è una TAKO TSUBO !!!

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La sindrome di TAKO TSUBO o ” sindrome del cuore infranto ” è una sindrome che mima in tutto il suo decorso una sindrome coronarica acuta (in questo caso STEMI, cioè una sindrome coronarica acuta con presentazione ecgrafica con ST sopraslivellato); solo l’assenza di alterazioni coronariche significative, le alterazioni dei segmenti anteriori medi e apicali del ventricolo sinistro all’esame ecocardiografico, associate alla presentazione clinica (stress emotivo) hanno potuto differenziarla dal reale infarto miocardico acuto.

All’esame ventricolografico il reperto è il seguente:

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La sindrome di Tako-Tsubo non sembra legata a un singolo fattore. La combinazione di flusso rallentato nei tre rami coronarici e l’assenza di stenosi critiche nei vasi epicardici stessi sembrerebbe orientare per una alterazione del microcircolo.

Un’altra ipotesi pare correlata alla liberazione  di catecolamine  dopo un evento stressante.

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“La coronarografia e la ventricolo- grafia rappresentano il “gold standard” per la diagnosi della Tako-Tsubo. Tutti i pazienti non presentano malattia coronarica critica (stenosi >50%). La ventricolografia dimostra grave discinesia antero-apicale e ipercontrattilità dei segmenti basali, con frazione di eiezione del 20-40%. L’ecocardiogramma conferma l’acinesia o la discinesia antero-apicale ed eventuali disfunzioni valvolari correlate (insufficienza mitralica) o la formazione di trombi legata alla acinesia antero-apicale.

Alle stesse conclusioni porta la scintigrafia miocardica.
Tuttavia, dopo settimane o mesi tutti i pazienti sopravvissuti alla fase acuta mostrano un netto miglioramento della cinesi ventricolare con frazione di eiezione del 60-70%.

La prognosi di questi pazienti è generalmente favorevole. La mortalità ospedaliera è dell’1.1%. La complicanza più frequente è lo scompenso cardiaco e l’edema polmonare; solo una piccola percentuale dei pazienti recidiva (17.7%).

La prognosi è generalmente favorevole con una mortalità circa del 1,1-1,7%. Particolare attenzione va tenuta a come la sindrome  si associ ad importanti alterazioni dell’intervallo QT che potrebbero portare ad aritmie pericolose per la vita. La disfunzione ventricolare tende a regredire nel giro di alcune settimane (a differenza dell’IMA). Le complicanze (insufficienca cardiaca sinistra, pericardite acuta, aritmie ventricolari, formazioni di trombi intramurali etc) interessano circa il 20% dei casi. Non esiste una terapia specifica.”

( cit. dal sito www.microscopionline.it )

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Quindi questo è ciò che avviene in una TAKO TSUBO; ma esiste anche una nuova entità patologica conosciuta come REVERSE TAKO TSUBO:

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In caso di reverse Tako Tsubo l’acinesia è infero anteriore e quindi il reperto ( immagine superiore ) eco sarà ben diverso da quello repertato nella normale Tako Tsubo.

SUMMARY:

Takotsubo cardiomyopathy is typified by a transient systolic dysfunction of the apical segments of the left ventricle mimicking myocardial infarction in the absence of obstructive coronary artery disease. The pattern is also described as apical ballooning. It accounts for approximately 1.2% of all troponin proven acute coronary syndrome events. Reverse takotsubo, a variant form of takotsubo cardiomyopathy in which the basal and midventricular segments of the left ventricle are akinetic, occurs in a minority of patients . The majority of takotsubo cardiomyopathy patients recover cardiac function within three to six months. We present the case of two patients who had reversible takotsubo cardiomyopathy and offer a review of the literature regarding mechanism of injury, risk profile and clinic presentation.

Fonti:

http://www.microscopionline.it

( font:jvmedicalcasereports.com ).

 

Felice Arcamone

Emergency Triage Nurse

AOR S. Carlo – Potenza –

Twitter account: @felixarcamone

Felice Arcamone
Felice Arcamone
Emergency Triage Nurse U.O. Pronto Soccorso A.O.R. S. Carlo – Potenza – Appassionato di semeiotica e di cardio aritmologia, @felixarcamone

3 Commenti

  1. Ottimo articolo come sempre. Ti scrivo per segnalare (non so come avvisarti in altro modo) che il tuo feedburner non funziona e non si riesce a iscriversi con i RSS (me ne sono accorto perchè vorrei mettere un link nel mio nuovo sito ma non riuscivo a farlo fnzionare)
    Ciao
    GD

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