Quando lo shock settico è refrattario…

È stato recentemente raggiunto un consenso sulla definizione di shock settico refrattario tra due importanti società scientifiche: Society of Critical Care Medicine (SCCM) and European Society of Intensive Care Medicine (ESICM), vediamo di cosa si tratta.

I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati su Crit Care Med

Obiettivo

La definizione di shock settico refrattario basata sulla Joint Commission di queste due società scientifiche : the Society of Critical Care Medicine and the European Society of Intensive Care Medicine con scopo di guidare la diagnosi, il trattamento,la prognosi e le future linee guida della forma più severa di shock settico

Disegno

immagine generata con ChatGPT

È stata condotta una revisione della letteratura e expert panel position statements, and Delphi rounds with an international expert group da parte delle due società scientifiche sopra menzionate di cui 57 sono stati invitati e 56 hanno partecipato.

Setting

Il consenso è stato definito come il raggiungimento di almeno il 75% dei membri del panel in accordo o in disaccordo sui tre livelli più alti o più bassi di una scala Likert a 7 punti, oppure sulla base delle risposte a domande a scelta singola o multipla, rispettivamente.

È stato condotto un processo Delphi in cinque round per ottenere consenso e stabilità. Il comitato direttivo ha proposto 34 affermazioni, e cinque di esse sono state respinte dagli esperti del panel dopo il secondo round. Tra le 29 affermazioni selezionate da otto domini, è stato raggiunto il consenso per 13.

Criteri clinici di shock refrattario

Il panel ha concordato sulla necessità di un insieme completo di criteri clinici condivisi per lo shock settico refrattario. Sono stati selezionati come criteri clinici dello shock settico refrattario:

  • i marker di disfunzione d’organo (75%, 2 round)
  • la perfusione tissutale (91,1%, 2 round) inclusi il lattato (94,6%, 2 round)
  • il tempo di riempimento capillare (76,8%, 2 round)
  • la valutazione della risposta ai fluidi dopo la rianimazione iniziale (92,9%, 5 round)
  • l’uso di farmaci vasoattivi a dosi equivalenti di noradrenalina superiori a 0,5 µg/kg/min (75,0%, 3 round).

Gemini_shock_settico_refrattario
immagine generata con Gemini

Lo shock settico refrattario è stato definito come:

  • uno shock settico con concentrazione di lattato persistentemente elevata (>2 mmol/L [18 mg/dL]) e/o
  • tempo di riempimento capillare prolungato in pazienti che
    • non rispondono ai fluidi
    • che richiedono una dose equivalente basale di norepinefrina >0,5 microgrammi/kg/minuto e
    • che sono stati sottoposti a valutazione ecografica in terapia intensiva quando si sospetta uno shock misto (per confermare la mancata risposta ai fluidi e la probabile assenza di altre eziologie dello shock).

La durata dello shock non è stata definita dal gruppo e l’impatto di questa definizione sugli esiti, come la sopravvivenza, rimane ancora indeterminato.

Considerazioni personali

Sappiamo bene quanto sia importante, soprattutto in medicina, parlare la stessa lingua e questo consenso di esperti per la definizione dello shock refrattario va sicuramente in questa direzione.

Come auspicato dagli stessi autori, credo sia altrettanto importante che questo linguaggio condiviso venga integrato nelle linee guida e nella quotidiana pratica clinica, una volta accettato da tutti gli operatori sanitari.

Per chi volesse comunque rivedere l’argomento shock settico vi segnalo questo seminar : sulla sepsi recentemente pubblicato su Lancet e suggeritomi dal nostro maestro Rodolfo Sbrojavacca, sempre fonte di insegnamento e ispirazione.

Autore

  • Carlo D'Apuzzo

    Ideatore e coordinatore di questo blog | Medico d'urgenza in quiescenza | Former consultant in Acute Medicine |
    Specialista in medicina interna indirizzo medicina d’urgenza e in malattie dell’apparato respiratorio | #FOAMed supporter

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