14
Feb
2019
25

This beautiful fantastic

Questa volta non citerò studi, non scaverò alla ricerca di risposte , ma semplicemente , se vi andrà di leggere, condividerò un momento, uno di quelli che ti fanno capire che , in fondo in fondo, anche tra tutte le difficoltà della professione che svolgiamo, le ruvidità della burocrazia e della vita quotidiana, siamo dei privilegiati.

Veniamo a contatto con persone, famiglie, emozioni, con vite, con momenti di vera disperazione e momenti di vera gioia.

Sono una privilegiata, anche se, per quanto siano ormai alcuni anni che sono circondata da tutto questa Vita e Non più vita, ancora gioisco e soffro come fosse il primo giorno..

In tutto questo si inserisce lui, il signor F., uomo brillante, deciso, sicuro, ma riservato e poco incline a mostrare sentimenti ed emozioni, uomo dinamico, pratico, sempre in movimento, abile oratore e persona di una intelligenza fine e curiosa.

Il signor F. e’ circondato ad ogni visita dalle donne della sua vita, una moglie ed una figlia che non lo lasciano un secondo, sempre presenti passo a passo nel suo percorso di malattia e di cura, attente e scrupolose, guidate da un amore famigliare davvero intenso e manifesto in ogni parola ed ogni gesto.

Un giorno un evento cerebrale acuto, il sanguinamento di una subdola metastasi, deruba F. della sua capacita’ di muoversi in autonomia, a causa di una completa emiplegia brachio-crurale dx, ma cosa più drammatica per lui, lo depriva della capacita’ di articolare la parola ed esprimersi verbalmente.

Immaginiamo noi come potremmo reagire se ci capitasse di non poterci più alzare dalla sedia sulla quale siamo magari seduti ora a leggere questo pezzo, se non potessimo più articolare parola , se anche il semplice gesto di sorridere ci fosse reso ostico e complesso…

Questo pezzo non vuole essere triste, davvero…anzi, vuole essere un inno alla vita, a questo fantastico corpo che abbiamo (e che spesso trascuriamo) , alla capacita’ che e’ nella natura umana di ricominciare, di adattarsi, di modificarsi per continuare a vivere, e sottolineo vivere , non sopravvivere.

Il signor F. benché abbia sfiorato la morte il giorno dell’emorragia, ha intrapreso un percorso di lotta, di convalescenza, di fisioterapia intensa, logopedia …sempre supportato dalla sua famiglia, sempre con una speranza accesa negli occhi di poter continuare a vivere, e sottolineo vivere, non sopravvivere.

Questo percorso e’ stato pieno di fatica, rabbia, frustrazione, ricco pero’ di successi e vittorie, lenti e graduali passi avanti che lo hanno portato, circa 1 mese dopo l’evento, a venire in Day Hospital per proseguire le cure.

Quel giorno l’ho in mente come fosse accaduto ieri, quegli occhi pieni di lacrime di gioia, quel sorriso e quella voglia di far uscire fiumi di parole, di voler raccontare e mostrare i suoi successi a me, proprio a me.

Non potete immaginare quale gioia porto nel cuore per quel giorno, di quanto mi ha insegnato quello sguardo, quel sorriso, quelle lacrime cosi sincere da farle uscire di riflesso anche a me quel giorno.

Il corpo umano e’ una macchina speciale…F. ha imparato nuovamente ad usare il suo corpo. La moglie mi ha detto “ ha imparato a farsi la barba con la sinistra, e scrive pure da mancino, mangia da solo e guai a chi lo vuole aiutare, e’ cosi cocciuto!” Ha reimparato a parlare, ad articolare la parola, perché lui zitto non ci vuole stare, preche’ non vuole che altri parlino per lui!

Il nostro corpo e’ davvero incredibile, this beautiful fantastic, ed a questo aggiungiamo una forza di volontà incredibile.
Ha festeggiato il suo compleanno, anche il Natale tra l’affetto della sua splendida famiglia.

Ci ha lasciato da poco purtroppo, con un vuoto enorme nel cuore, ma con un esempio che porterò in me finché vivrò, che continuerò a raccontare come simbolo della forza della vita e della volontà umana.

Grazie F., hai lasciato un segno indelebile, un insegnamento a non provare solo a “sopravvivere” ma a vivere con tutto te stesso anche in una situazione cosi drammatica, e che non importa la quantita’ di vita che vivi, ma l’intensita’ con cui la conduci.

Sono e continuo ad essere una privilegiata, a volte provata dalla intensità delle emozioni che vivo e che porto con me. Ma in fondo in fondo, siamo tutti noi dei privilegiati, poiché, quando riusciamo a rallentare un attimo il ritmo delle nostre frenetiche giornate e guardarci intorno, di signori F. sulle nostre strade ce ne sono dietro ogni angolo.

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4 Commenti

  1. Andrea Sarlo

    Grazie per aver condiviso la storia di F. Chi come noi lavora accanto alla sofferenza ha molto da imparare mettendosi in ascolto, non è facile per i ritmi che seguiamo nelle nostre giornate, ma ciascuno di noi sa che quello che ci portiamo dietro, quello che rimane in noi sono le storie delle persone che incontriamo. Sono loro che danno un volto emozionato ai nostri ricordi.

    1. Susanna Gallo

      Grazie Andrea , non posso che concordare con te..questo e’ il potere magico e straordinario del nostro lavoro, e del privilegio che abbiamo nel viverlo ogni giorno non solamente come un semplice lavoro, ma come parte di quello che siamo ..grazie ancora

    1. Susanna Gallo

      grazie a te per il feedback positivo..raccontare queste storie per me e’ anche un modo per ringraziare i miei pazienti di tutto quello che riescono a regalarmi ogni giorno con esempi di forza, coraggio e tenacia. Grazie ancora a te ed al blog per permettermi di condividerle con chi ha tempo per ascoltare:)

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