14
Mar
2014

Triage e codice rosa

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Durante il turbinio di casi clinici che si presentano quotidianamente al triage capita di imbattersi in situazioni che, spesso, non sono valutabili con uno score o con un esame obiettivo; Sono situazioni che hanno “ferite” dell’anima , oltre che purtroppo del corpo, e che richiedono una preparazione nell’affrontarle non seconda a nessuna urgenza clinica in senso stretto. Sono i CODICI ROSA.

Il codice rosa identifica una particolare tipologia di pazienti che a causa della loro condizione di fragilità sono vittime di violenze od abusi. Tale condizione include donne, uomini, bambini, anziani, immigrati, omosessuali, che in maniera dichiarata o per il riconoscimento di particolari condizioni vengano ritenuti abbisognevoli di particolare assistenza.

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La risposta del pronto soccorso e dell’intero sistema del DEA a questo tipo di emergenza prevede la stipula di protocolli operativi che possano integrarsi con la realtà quotidiana. Dopo l’assegnazione del codice , infatti, è necessario prevedere percorsi e locali dedicati alla gestione della problematica garantendo la massima tranquillità e privacy dei pazienti.

Il piano di risposta prevede l’attuazione di un team polivalente composto da diverse figure professionali e non che integrandosi tra di loro riescano a dare risposte alla multifattorialità di richiesta della problematica.

I dati ANSA, rispetto all’importanza del fenomeno, parlano chiaro: nei tre trimestri del 2013 in dieci aziende ospedaliere prese a riferimento sono stati registrati 2259 codici rosa ripartiti in 2139 casi di maltrattamento, 108 casi di abuso e 12 casi di stalking.

httpvh://youtu.be/EGDLF8AGxCk

Il ministro Lorenzin ha tenuto particolarmente alla diffusione e realizzazione del progetto codice rosa

httpvh://youtu.be/Uzg2mEwCwQ8

Oramai in quasi tutti i pronto soccorsi nazionali sono avviati o si stanno avviando processi organizzativi che facciano fronte a queste problematiche.

L’importanza del triagista in questo processo è fondamentale; anche , infatti, qualora non vi sia una palese richiesta di aiuto da parte di un paziente,  ma se ne riconoscano le caratteristiche per poter attivare il codice rosa , è a lui che spetta il compito di dare l’incipit . Il team di risposta è composto da diverse figure professionali che si intersecano tra di loro  garantendo al paziente un percorso che:

  1. tutela.
  2. assiste.
  3. sostiene.

non solo dal punto di vista morale e psico-fisico , ma anche giurisprudenziale.

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FACCIAMO SBOCCIARE LA SPERANZA !! 

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