7
Apr
2015
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Una bevanda energetica può causare un TIA?

Ho intitolato il mio post citando il titolo di un interessante caso clinico pubblicato recentemente su The American Journal of Emergency Medicine che ho deciso di condividere con voi sul blog.
Questo articolo ha colpito la mia attenzione per due motivi:
Innanzi tutto perché viene riportato il caso di un paziente che ha avuto un attacco ischemico transitorio (TIA) dopo l’assunzione di una bevanda energetica analcolica. Il seguente caso è la prima segnalazione di TIA dopo l’assunzione di una bevanda energetica.
Secondo motivo perché il paziente in questione è un giovane medico di pronto soccorso e l’evento è avvenuto mentre si trovava al lavoro.

ENERGY DRINKS
Gli Energy Drinks sono diventati bevande popolari, soprattutto tra i giovani e sono consumati prevalentemente da studenti universitari, atleti e persone di età compresa tra 21 e 35 anni.
Nel nord America più della metà degli studenti universitari dichiara di consumare almeno 1 energy drink al mese. [1]
In Europa, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ha condotto nel 2013 [2][13] un’indagine, che ha evidenziato come il consumo di energy drinks tocchi il 68% degli adolescenti europei ed un 30% di adulti e 18% di bambini.
Un’attrazione trasversale, confermata anche da un’altra recente ricerca condotta in Italia, e pubblicata nel 2014 su “Alcoholism: Clinical and Experimental Research” [3] ha mostrato che il 68% dei 616 intervistati fra i 15 e i 19 anni avevano bevuto almeno una volta una lattina di Energy Drink e il 55% nel mese precedente il questionario.

RedBull

Queste bibite in genere contengono alti livelli di caffeina, zucchero e altri ingredienti, come la taurina, vitamine del complesso B, ginseng e estratto di semi di guaranà [4]. 
L’eccessiva assunzione di caffeina da parte degli adolescenti può produrre una serie di effetti deleteri sulla salute, come irritabilità, sintomi cardiovascolari, insonnia, sensazioni di nausea e nervosismo.
La crescente letteratura mette in luce rischi sulla salute associati a questi prodotti, anche se non è possibile costruire una solida conclusione, basata su evidenze scientifiche, per descrivere i potenziali effetti a lungo termine.

La più grande problematica insita nelle bevande energetiche deriva dalla quantità di caffeina che contengono, che generalmente supera di gran lunga le altre bevande.
Una lattina da 250 ml ne contiene in media 80 mg, cioè quanto una tazzina di caffè, ma alcune marche arrivano a 2-300 mg, dose che può provocare tachicardia, ansia, tremori, insonnia e dipendenza. In aggiunta, ci sono quasi sempre altri stimolanti come il guaranà (che contiene caffeina) e il ginseng; l’aminoacido taurina (1 g circa in una lattina), considerato uno stimolante cardiaco che, se assunto in eccesso, può causare ipertensione; il glucuronolattone, che dovrebbe stimolare memoria e concentrazione; l’inositolo, che migliora l’umore e anche l’utilizzo della serotonina; e, in ogni lattina, troviamo in media circa nove zollette di zucchero.

Pertanto, la quantità di caffeina elencata sull’etichetta può essere inferiore a quello che è effettivamente presente nella bevanda.
Gli effetti procurati dall’assunzione di grandi quantità di caffeina provocano ansia, insonnia e tachicardia oltre a sintomi acuti da astinenza da caffeina o intossicazione [4].
Recenti report dimostrano come queste bevande possano essere associate a vasculopatia cerebrale, disturbi psichici, crisi epilettiche, ictus ischemico, vasospasmo coronarico, trombosi dell’arteria coronarica acuta, arresto cardiaco, infarto del miocardio, ipertensione, e alcuni altri casi gravi [5], [6] , [7] e [8].

IL CASO CLINICO

L’articolo esaminato, riporta il primo caso di paziente che ha avuto un TIA dopo l’assunzione di una bevanda energetica analcolicaUn TIA (attacco ischemico transitorio) è definito come un episodio di disfunzione neurologica causata da ischemia cerebrale focale con recupero completo entro 24 ore.
Il rischio di TIA è diverso per ogni individuo sulla base dei propri fattori di rischio (ipertensione, diabete, anormale profilo lipidico del sangue, abitudine al fumo, la sedentarietà e l’obesità, età, sesso). Il rischio a breve termine di un ictus ischemico dopo un TIA si stima sia tra 3% e il 10%, circa. 5%, 9% e 17% nei seguenti 2, 7 e 90 giorni, rispettivamente.

Il protagonista di questo case report è un giovane medico di Pronto Soccorso, il quale riferisce un’improvvisa perdita del visus dal suo occhio destro, che scomparve spontaneamente dopo 4 ore.

Si trova già nel pronto soccorso quando i suoi sintomi iniziano; vengono quindi immediatamente rilevati i parametri vitali (PAO, Frequenza cardiaca, ECG), che risultano nella norma. La sua radiografia del torace appare normale, così come l’esame obiettivo polmonare e cardiaco.
Nega assunzione eccessiva di caffeina, nega assunzione di alcool, nega febbre, nega cocaina, cannabis o altre droghe.
Non ha una storia di ictus, trauma cranico, o una storia familiare di malattia cerebrovascolare.
Vengono eseguiti gli esami ematochimici che appaiono nella norma (conta piastrinica, azotemia, glicemia, ormoni tiroidei, la vitamina B12, e livelli di omocisteina)
La TAC e la risonanza magnetica del cervello risultano normali.
I test per fattori che possono giocare un ruolo nella patofisiologia dell’ictus nei pazienti giovani, tra cui fattore V Leiden, la proteina C, proteina S, antitrombina III, metilentetraidrofolato reduttasi (MTHFR), antigene del virus dell’immunodeficienza umana (HIV), RPR (rapid plasma reagin), anticorpi antifosfolipidi, anticorpi antinucleo, Anticorpi Anti Mitocondrio (AMA), Ab anti- dsDNA (anticorpi contro il DNA a doppia elica, IgG e IgM anticardiolipina: tutti normali.
Vengono eseguite eco Transtoracica e transesofagea ma non viene rilevata alcuna anomalia cardiaca strutturale; anche l’ ecografia addominale e dei tronchi sovraortici risultavano normali.

Stressful medical jobs

Al paziente veniva diagnosticato un TIA ma nessun fattore eziologico che potesse causare tale condizione clinica è stato trovato dai dettagliati test eseguiti. Il paziente non aveva mai fumato o assunto alcol e altre droghe illecite.

L’anamnesi era negativa per l’ictus e eventuali fattori di rischio di ictus.
Aveva bevuto due bevande energetiche (250 ml) a stomaco vuoto, mentre stava lavorando in Pronto Soccorso.
Essendo il paziente un medico, egli era pienamente consapevole dei suoi sintomi e la loro durata.
Inoltre, dal momento in cui i suoi sintomi iniziarono fino a quando scomparvero, in paziente rimase in Pronto Soccorso.
Dopo una valutazione dettagliata di tutti i possibili fattori eziologici, gli autori hanno indicato la bevanda energetica come la responsabile dei suoi sintomi.

Il consumo di bevande energetiche ad alta caffeina è aumentata notevolmente negli ultimi anni. Le bevande energetiche sono pubblicizzate per i loro effetti stimolanti e promettono di offrire una serie di vantaggi, tra cui la perdita di peso, maggiore attenzione, aumento della resistenza e delle prestazioni.
La maggior parte di queste affermazioni, tuttavia, restano infondate.
Inoltre, è molto facile accedere a bevande energetiche, e tale condizione comporta un pericolo che cresce di giorno in giorno.
L’ uso comune di bevande energetiche ed in particolare l’associazione tra alcool e bevande energetiche tra i giovani e gli adolescenti è un problema veramente pericoloso.

L’uso della miscela Energy Drinks + alcool nasce dalla voglia, da parte di chi la consuma, di una bevanda che abbia gli effetti euforizzanti dell’alcool, ma che contemporaneamente non stordisca.
Gli Energy Drinks possono in effetti dare l’illusione di combattere efficacemente gli effetti sedativi dell’alcool. Ma lo stato di ebbrezza viene piuttosto mascherato, mentre segnali coma la fatica e la sonnolenza sono solo attenuati e restano in agguato, poiché la concentrazione ematica di alcool non viene modificata. Una volta terminati gli effimeri effetti della bevanda energetica, la sbornia si può materializzare con il suo sgradevole corteo di sintomi: vomito, cefalea, disequilibrio, sonno. Infine la disidratazione, che è una condizione aggravata sia dalla caffeina che dall’alcool ed eventualmente anche dall’esercizio fisico praticato dai giovani in discoteca. [9]

Esistono molti report che attestano che un’ assunzione eccessiva di Energy Drinks, può causare gravi deficit neurologici, tossicità cardiaca, presentando allucinazioni, convulsioni, ictus ischemico, ipertensione, trombosi, e persino infarto miocardico [4], [5], [6] e [10] .
E’ stato ipotizzato che il consumo eccessivo di caffeina in particolare in combinazione con taurina possa innescare importanti eventi cardiovascolari e indurre TIA provocando dell’arteria retinica vasospasmo soprattutto in individui fisiologicamente predisposti [10].

Gli effetti cardiovascolari della caffeina sono forse la migliore risposta. Il suo effetto farmacologico primario è l’inibizione competitiva dei recettori dell’adenosina. La molecola della caffeina è strutturalmente simile all’adenina (la base azotata dell’adenosina) e si lega ai recettori del nucleoside sulle membrane cellulari. Si ha quindi un’inibizione competitiva; la caffeina influisce cioè con un processo di regolazione dei nervi mediante scarica del potenziale post sinaptico. Si ha come risultato un aumento dei livelli di adrenalina e noradrenalina.
La caffeina stimola quindi indirettamente il sistema nervoso simpatico e porta ad un aumento del battito cardiaco e dell’afflusso di sangue ai muscoli, ad una diminuzione dell’afflusso di sangue alla pelle ed agli organi interni ed al rilascio di glucosio del fegato. In secondo luogo poiché la caffeina è anche un inibitore della fosfodiesterasi che converte il cAMP (secondo messaggero per l’azione dell’adrenalina) nella sua forma aciclica AMP, prolunga l’effetto di queste sostanze e altre simili come anfetamina, metanfetamina e metilfenidato.
La caffeina ha anche un effetto fisiologico sulla concentrazione intracellulare di calcio, può potenzialmente indurre vasospasmo dell’arteria retinica. [7].
Il consumo di bevande energetiche può aumentare il rischio di overdose di caffeina in astemi di caffeina così come i consumatori abituali di caffeina dal caffè, bibite e tè.
In paziente in questione non era abituato ad assumere caffeina regolarmente, quindi, questa condizione potrebbe causare effetti più pronunciati.
Gli effetti cardiovascolari della taurina sono meno conosciuti, anche se ci sono prove in vitro che ha dimostrano come abbia effetti inotropi ed effetti vascolari simili a quelli di caffeina.
Si pensa che la taurina possa anche potenziare gli effetti fisiologici della caffeina [7].

Questo studio non ha distinto quale componente della bevanda energetica sia stata responsabile di questi cambiamenti.
 Di conseguenza, tutti i risultati dei test associati a possibili fattori eziologici di ictus ischemico in pazienti giovani sono risultati negativi nel paziente in questione.
Pertanto, gli autori pensano che che l’assunzione di energy drinks a stomaco vuoto possa causare TIA.
In letteratura è presente solo 1 report che può essere correlato ad ictus ischemico causato da bevande energetiche [5]. Questo è un caso unico di un paziente con TIA relativo al consumo di una bevanda energetica.

CONCLUSIONI
Le bevande energetiche sono molto popolari, soprattutto tra i giovani.
Pertanto, è importante richiamare l’attenzione sugli effetti negativi degli energy drinks.
Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per valutare gli accurati effetti sul sistema nervoso centrale, i meccanismi di azione di questi stimolanti e come il patrimonio genetico può contribuire alla suscettibilità a TIA e ictus ischemico.

Sebbene, nessuno abbia mai dimostrato scientificamente l’esistenza di un legame tra Energy Drinks ed effetti dannosi, non si possono ignorare una serie di lavori scientifici che dimostrano una correlazione fra bevande contenenti caffeina e consumo di alcool e che mettono in guardia dai potenziali rischi che si possono correre in seguito all’assunzione di bevande contenenti caffeina. [9]
Anche sul “Journal of American Medical Association” (JAMA) è stato pubblicato nel 2011 un editoriale “The “High” Risk of Energy Drinks” [12] che evidenzia i rischi per la salute che può portare il consumo di bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina.
Gli autori affermano che il consumo delle bevande a base di caffeina è potenzialmente dannoso per 3 motivi in particolare. In primo luogo, la caffeina è associata a effetti avversi sulla salute in individui suscettibili, “perciò la continua sensibilizzazione per evitare elevati livelli di consumo di caffeina è certamente giustificata”.
Tra gli adolescenti, per esempio, il consumo di caffeina è associato a pressione sanguigna elevata e a disturbi del sonno, mentre tra le donne in gravidanza un’elevata assunzione può provocare un maggior rischio di aborto tardivo e ridotto peso alla nascita.
In secondo luogo, spiegano gli autori, bisogna mantenere alta l’attenzione sul mix bevande a base di caffeina e alcol: “La pratica di miscelare le bevande energetiche con l’alcol è più diffusa di quanto si crede – scrivono – ed è legata al consumo di grandi quantità di alcolici, con le conseguenze che questo comporta, come comportamenti sessuali violenti e guida in stato di ebbrezza”. In terzo luogo, concludono gli autori, l’uso di bevande a base di caffeina sembra essere associato con una maggiore dipendenza dall’alcol e da altre sostanze che danno dipendenza: su quest’ultimo punto, concludono gli autori, dovranno essere condotte ulteriori ricerche. [13]

BIBLIOGRAFIA

[1] Malinauskas BM, Aeby VG, Overton RF, Carpenter-Aeby T, Barber-Heidal K. A survey of energy drink consumption patterns among college students. Nutr J 2007;6:35–41.

[2] External Scientific Report: Gathering consumption data on specific consumer groups of energy drinks . 2013 http://www.efsa.europa.eu/it/supporting/pub/394e.htm

[3] Flotta D. et al, “Consumption of Energy Drinks, Alcohol, and Alcohol-Mixed Energy Drinks Among Italian Adolescents”. Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 2014 38: 1654–1661

[4] Seifert SM, Schaechter JL, Hershorin ER, Lipshultz SE. Health effects of energy drinks on children, adolescents, and young adults. Pediatrics 2011;127(3):511–28.

[5] Dikici S, Saritas A, Besir FH, Tasci AH, Kandis H. Do energy drinks cause epileptic seizure and ischemic stroke? Am J Emerg Med 2013;31(1):274.e1–4.

[6] Benjo AM, Pineda AM, Nascimento FO, Zamora C, Lamas GA, Escolar E. Left main coronary artery acute thrombosis related to energy drink intake. Circulation 2012;125(11):1447–8.

[7] Scott MJ, El-Hassan M, Khan AA. Myocardial infarction in a young adult following the consumption of a caffeinated energy drink. BMJ Case Rep 2011:1–3.

[8] Usman A, Jawaid A. Hypertension in a young boy: an energy drink effect. BMC Res Notes 2012;5:591–3.

[9] “Energy drink: una preoccupazione per i consumatori ed una proposta per il Ministero della Salute” Documento della Società Italiana di Farmacologia. 2007

[10] Sanaei-Zadeh H. Overuse of energy drinks: why death? Am J Emerg Med 2013;31 (12):1713–4.

[11] Breda J, et al. Energy drink consumption in Europe: a review of the risks, adverse health effects, and policy options to respond. Frontiers in public health, 2014

[12] Arria AM, O’Brien M. The “High” Risk of Energy Drinks. JAMA. 2011;305(6):600-601

[13] Energy Drink – Salute24 – Il Sole 24 Ore “Energy drink alla caffeina? Uno studio avverte: «Maneggiare con cura». È la moda del momento, ma potrebbe nascondere qualche insidia” 2012 (http://salute24.ilsole24ore.com/articles/12620-energy-drink-alla-caffeina-uno-studio-avverte-maneggiare-con-cura?refresh_ce)

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