Fabrizio Vallelonga internista presso l’IRCC Candiolo ci propone di partecipare a questa Survey sulle cure palliative creata dalla Medicina Interna – Istituto Oncologico di Candiolo, con patrocinio della SIMI”
L’argomento è di grande interesse, anche per il medico d’urgenza, per cui confido possiate partecipare numerosi
Carlo D’Apuzzo
Scelte difficili, voci diverse
Ogni paziente oncologico avanzato porta con sé dilemmi clinici ed emotivi. Dalla terapia attiva allecure palliative, ogni decisione coinvolge non solo il corpo, ma anche le emozioni di chi cura e di chi è curato.

Scenario 1 – Day Hospital (Oncologo)
“Marco ha 55 anni, tumore pancreatico avanzato. Devo comunicargli l’ennesima progressione di malattia: metastasi epatiche, linfonodali, peritoneali e ora anche polmonari. Il quadro clinico peggiora: subocclusione cronica, dispnea crescente. Regge un’altra linea di terapia? Oppure è il momento di aprire la conversazione sulle cure palliative? E se avessi anticipato il discorso? Marco vuole proseguire, sua moglie ancor di più. Ma cosa è giusto fare? Come equilibrare la speranza e la realtà?
Scenario 2 – Reparto di Medicina Interna (Internista)
“Anna, 60 anni, colangiocarcinoma localmente avanzato. La chirurgia è impossibile per invasione vascolare, sono stati eseguiti plurimi interventi di radiologia interventistica sulle vie biliari e ora la chemioterapia ha unicamente intento contenitivo, ma complicata ogni volta da infezioni recidivanti.
Quella attuale è la quarta sepsi biliare in tre mesi. Anna è fragile emotivamente e consumata clinicamente. Continuare a trattare la sepsi con antibiotici è eccesso o cura appropriata? Fermarsi ora sarebbe realismo o rassegnazione? Come comunicare tutto questo senza spaventare o perdere fiducia?
Scenario 3 – Pronto Soccorso, ore 3:00 (Urgentista)
“Luca ha 48 anni, microcitoma polmonare metastatico. Risposta iniziale ottima alla chemio-radioterapia, ora in progressione sistemica. Arriva con grave insufficienza respiratoria acuta.
Ulteriore progressione di malattia? Polmonite? linfangite? Gli steroidi possono aiutare? Devo decidere intensità delle cure in pochi minuti: ventilare, intubare, limitare? La famiglia non era preparata. È giusto che sia io a prendere questa decisione alle 3 di notte? Quanto pesa l’emotività sulle scelte?”

La mia esperienza
Ho vissuto scelte difficili in Pronto Soccorso, spesso senza conoscere il paziente e con familiari non preparati alla potenziale prognosi infausta. Ricordo la rabbia e il senso di impotenza per l’assenza di pianificazione delle cure.
Oggi, da quasi due anni in Medicina Interna ad indirizzo oncologico, vivo quotidianamente il dilemma tra cure attive e percorso palliativo. I pazienti oncologici, anche quando apparentemente stabili, possono precipitare rapidamente per complicanze acute (sepsi, polmonite, embolia polmonare…). È giusto che il discorso sulle cure palliative emerga durante un’acuzie?
Perché è così difficile parlare di Cure Palliative?
Perché non parlarne? Forse per proteggere il paziente? O per proteggere noi stessi dal peso emotivodella decisione?
Eppure, affrontare queste conversazioni è fondamentale: ci aiuta a capire cosa viviamo, come cisentiamo, e a rendere visibile che il “lutto” di comunicare le cure palliative riguarda non solo pazienti e famiglie, ma anche noi medici — soprattutto quando il paziente è seguito da tempo, come nei reparti oncologici.
👉 Secondo l’OMS, le cure palliative nascono per prevenire e alleviare la sofferenza, attraverso il riconoscimento precoce e il trattamento del dolore e di altre sfide fisiche, psicologiche e spirituali (Sepúlveda et al., 2002).
Nonostante il loro valore riconosciuto, il ruolo e il “quando” avviarle restano ancora poco chiari, con differenze tra sistemi sanitari, culture e specialità (Milazzo et al.,2020).
📌 Inoltre, sebbene la maggior parte dei pazienti oncologici presenti una malattia in stadio avanzato e necessiti di cure palliative (Bray et al., 2018), e nonostante le evidenze indichino che l’integrazione precoce delle cure palliative migliori la qualità della vita, favorisca una gestione più efficace dei sintomi, supporti decisioni terapeutiche informate, faciliti la pianificazione delle cure future, garantisca cure di fine vita di maggiore qualità e riduca i costi sanitari (Brumley et al.,2007), i riferimenti alle cure palliative restano comunque poco frequenti o avvengono troppo tardivamente (Gu et al., 2016; Michael et al., 2019; Vanbutsele et al., 2019).
💡 Una survey per dare voce a ciò che viviamo
Per capire meglio queste dinamiche, abbiamo creato una survey anonima (6–7 min) rivolta a medici specialisti e specializzandi in Medicina Interna, Oncologia, Ematologia, Radioterapia, Emergenza-Urgenza e Anestesia-Rianimazione.
Include anche un modulo opzionale per scoprire il tuo profilo di empatia con risultato immediato (Jefferson Scale of Empathy).
Perché partecipare?
Ogni voce conta. Nei reparti di Medicina Interna, spesso avvengono scelte cruciali sull’avvio delle cure palliative. Anche in Pronto Soccorso sappiamo che queste conversazioni, purtroppo, sono inevitabili, per cui il parere di intensivisti (urgentisti e rianimatori) è fondamentale.
Compilare la survey ci aiuta a capire come collaboriamo, come sentiamo e come possiamo migliorare l’assistenza dei pazienti più fragili. Se la diffondi a colleghi e amici di altre specialità, ancora meglio: più voci raccogliamo, più completa sarà la fotografia della realtà clinica ed emotiva.
Vuoi far parte anche tu di questa fotografia condivisa?

Bibliografia
Bray, F., Ferlay, J., Soerjomataram, I., Siegel, R. L., Torre, L. A., & Jemal, A. (2018). Global cancer statistics 2018: GLOBOCAN estimates of incidence and mortality worldwide for 36 cancers in 185countries. CA: A Cancer Journal for Clinicians, 68(6), 394–424. https://doi.org/10.3322/caac.21492
Brumley, R., Enguidanos, S., Jamison, P., Seitz, R., Morgenstern, N., Saito, S., McIlwane, J.,Hillary, K., & Gonzalez, J. (2007). Increased satisfaction with care and lower costs: Results of a randomized trial of in-home palliative care. Journal of the American Geriatrics Society, 55(7), 993–1000. https://doi.org/10.1111/j.1532-5415.2007.01234.x
Gu, X., Cheng, W., Chen, M., Liu, M., & Zhang, Z. (2016). Timing of referral to inpatient palliative care services for advanced cancer patients and earlier referral predictors in mainland China. Palliative and Supportive Care, 14(5), 503–509. https://doi.org/DOI: 10.1017/S1478951515001212
Michael, N., Beale, G., O’Callaghan, C., Melia, A., Desilva, W., Costa, D., Kissane, D., Shapiro, J.,& Hiscock, R. (2019). Timing of palliative care referral and aggressive cancer care toward the end-of-life in pancreatic cancer: A retrospective, single-center observational study. BMC PalliativeCare, 18(1). https://doi.org/10.1186/s12904-019-0399-4
Milazzo, S., Hansen, E., Carozza, D., & Case, A. A. (2020). How Effective Is Palliative Care in Improving Patient Outcomes? Current Treatment Options in Oncology, 21(2). https://doi.org/10.1007/s11864-020-0702-x
Sepúlveda, C., Marlin, A., Yoshida, T., & Ullrich, A. (2002). Palliative Care: The World HealthOrganization’s Global Perspective. In Journal of Pain and Symptom Management (Vol. 24, Issue 2).
Vanbutsele, G., Deliens, L., Cocquyt, V., Cohen, J., Pardon, K., & Chambaere, K. (2019). Use andtiming of referral to specialized palliative care services for people with cancer: A mortality follow-back study among treating physicians in Belgium. PLoS ONE, 14(1). https://doi.org/10.1371/journal.pone.0210056



Grazie Carlo per questa possibilità!
Grazie Davide per lo stimolo a scrivere il post!