22
Nov
2013
6

Vento a Tindari

PICCOLO POST CHE ANELA A GRANDI RISVOLTI INTROSPETTIVI

  tindari - Quasimodo

Smontando da un turno di notte, al termine di una settimana di lavoro pesante, in cui avevo incrinato (spero non per sempre) i miei rapporti di lavoro con il 25% degli specialisti consultati, mi ritrovai per la salita al Santuario di Tindari…

Non si ha idea, se non la si vive, della bellezza di questo luogo fra larghi colli pensile sull’acque, adorna di specchi d’acqua all’ombra dell’eremo stesso. È un posto come non ce ne sono altri, ed al tempo stesso un posto come un altro per pensare e per parlare, soprattutto se si è in buona compagnia ed in particolare se si è reduci da una settimana di notti in PS …

Quando giungi in Area di Emergenza, dopo aver fatto per anni l’internista, il cardiologo, lo pneumologo, il gastroenterologo, quello con cui ti schianti con impatto a dinamica maggiore è il politrauma ed i traumatismi in generale. Non li capisci, non li comprendi, non hai idea dei tempi, non hai idea che ciò che è stabile ora, precipita nell’arco di minuti poche ore dopo, settimane dopo.

Mentre salgo, passo dopo passo, sotto il tiepido sole siciliano di Novembre ripenso alla settimana appena trascorsa e a quella paziente, una paziente che avevo visto appena 15 giorni 7addietro…

Tindari

Le fratture costali non sono mai fini a se stesse, anche se il trauma sembra banale, possono essere spie, spie di qualcosa di più profondo; meritano quanto meno la considerazione di problematiche più importanti.

L’avrete sentito più volte da amici o colleghi, o da amici di colleghi:

– Sai quel paziente caduto in bici con la frattura costale? È tornato due giorni dopo in area di emergenza: rottura di milza in due tempi.

Penso al mio algoritmo decisionale per una banale caduta accidentale a terra con trauma all’emi-costato in grande anziana, neoplasia metastatizzata, insufficienza renale cronica terminale complicata da anemia cronica. Tutto nei limiti eccetto una frattura della decima costa. Emocromo a 24 h dal trauma stabile rispetto ai precedenti controlli ed ecografia addome negativa eccettuata la presenza di una lesione parenchimatosa compatibile con eteroplasia.

Cosa poteva far sospettare che la paziente sarebbe ritornata alla nostra osservazione per anemizzazione severa nell’arco di 10 giorni?

Mi sono risposto molte volte: nulla… ma a volte non basta, ci vuole fiuto.

Riflettendo e rimuginando, superando il curvone di ponente e quello di levante, giungiamo alle porte dell’eremo…

Ripenso al collega reperibile consultato che giunge in piena notte ad ali spiegate, urlando e sbraiatando … cercando giustizia… o vendetta. Non è il primo e non sarà l’ultimo.

L’anticamera dell’eremo è qualcosa di speciale, ti ferma il cuore… la luce filtra attraverso i mosaici ricreando un’atmosfera surreale. I mosaici presentano raffigurazioni di quattro donne, rappresentazioni antropomorfe delle quattro virtù cardinali.

Sono qui per caso, mi chiedo, o ne avevo inconsciamente bisogno?

Le quattro virtù cardinali, fonte d’ispirazione per l’aspetto etico del nostro lavoro?

Tindari- mosaico

La Fortezza, adorna di uno scudo, è la capacità di resistere alle avversità, di non scoraggiarsi dinanzi ai contrattempi, di perseverare nel cammino di perfezione, cioè di andare avanti ad ogni costo, senza lasciarsi vincere dalla pigrizia, dalla viltà, dalla paura.

La forza di non rispondere ad un collega che si è mostrato duro con te…

La forza di esprimere le tue perplessità e di essere umili…

La forza di esprimere le tue opinioni e di seguir il tuo pensiero…

La forza di dire “basta” qui si fa come dico io…

La fortezza, che si oppone alla pusillanimità… il difetto di chi non raggiunge l’altezza delle proprie possibilità… di chi non si esprime nella pienezza delle sue potenzialità, accontentandosi di condurre un’esistenza mediocre…

Tindari - mosaico2

La prudenza, adorna di un compasso, ci invita a discernere, in ogni circostanza, ciò che può essere bene per noi e a scegliere i mezzi adeguati per attuarlo… è la capacità di distinguere il vero dal falso e il bene dal male, smascherando false verità.

La prudenza che ti dice di non dimettere quella paziente perché qualcosa ti sfugge…

La prudenza che ti dice di non dimettere quella paziente quando hai due referti eco discordanti…

La prudenza che ti dice di non guardare neanche la consulenza specialistica, sarebbe solo fuorviante…

La prudenza che ti dice di continuare l’osservazione…

La prudenza che si oppone alla scelleratezza e all’impulsività.

Tindari - mosaico3

 

Adorna di una bilancia poi vi è la giustizia… la costante e perpetua volontà di riconoscere al prossimo ciò che gli è dovuto… la capacità di trattare il prossimo senza parzialità, sia esso ricco, povero, debole o potente.

Il senso di giustizia che ti dice che hai fatto il tuo dovere ed ora la paziente è specialistica…

Il senso di giustizia che ti dice che se hai taciuto prima ora puoi dire una parola in più.. non di troppo, ma in più…

Tindari - mosaico4

Poi c’è la temperanza… dal greco mediocritas che sta ad indicare il giusto mezzo, la virtù della pratica della moderazione… non è adorna di nulla, tiene in mano un umile laccio con dei nodi… un antico segna-passi…

È importante essere forti, ma mai troppo forti, si diventa ottusi o violenti o ancora incauti.

È importante essere prudenti, ma mai troppo prudenti, dato che il confine con la codardia e la paura di fare o agire è sottilissimo.

…ed è importante essere giusti, ma mai troppo giusti, perché crescendo capisci che giustizia ed equità non sono la stessa cosa e che troppo giustizia può sfociare nella vendetta…

La temperanza che ti dice… che il paziente non si usa per farsi giustizia e per vendicarsi sul collega…

È quindi la temperanza il collante delle altre tre virtù, alle quali dà il giusto senso e la giusta misura, e senza le quali non sarebbero realmente complete. Subito dopo entrando ritrovo la madonna nera, in legno, descritta secondo la leggenda come “più brutta di me”, sotto la quale hanno inciso quasi a sbeffeggiare l’osservatore o l’incauto pellegrino, le parole della Regina di Saba alla corte del Re Salomone:

NIGRA SUM SED FORMOSA…

finale

purgatorio

P.S.: Se questo post ha preso vita devo ringraziare una collega, che per privacy indicheremo con un nome immaginario, non so… Elena R. Una mattina smontando da un turno di notte ci ritrovammo di fronte un paio di cappuccini a chiacchierare… una parola dopo l’altra, le racconto della gita ed esce fuori l’idea di “Vento a Tindari” (dalla celebre poesia di Quasimodo) e le mie titubanze sulla possibile stesura… lei mi dice che il lavoro di PS purtroppo abbrutisce, ha un rischio di burn-out elevatissimo, e che è indispensabile, parallelamente agli studi di medicina, mantenere gli studi umanistici al fine di nutrire il proprio animo. Mi convince dicendo che si lamenta dei compiti di greco che fa fare alla figlia, ma che alla fine ne esce arricchita. Il post nasce così…

…che la lotta tra il bene ed il male abbia inizio…

https://www.youtube.com/watch?v=9wHW1FnEOjU

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15 Commenti

  1. Mauro, si rimane talmente attoniti e stupefatti dalla bellezza delle tue parole che commentare un post come questo, a mio modo di vedere il più toccante ed emozionante pubblicato sul blog, diventa un’impresa insuperabile.
    Mi limito a ringraziarti per aver reso poetico il nostro sentimento quotidiano e averci fatto ricordare quanto importanti siano poesia e letteratura e di come esse non siano affatto lontane dalla medicina, almeno di quella che tutti noi vorremmo praticare.

  2. Nicola Sergio Morabito

    Leggero e gradevole, a tratti una sfumatura di amaro…Quante volte in Pronto Soccorso la strada è buia, oppure sono così tante le possibili soluzioni dell’enigma che alla fine ti smarrisci… magari ti incammini per la strada che credi più facile perchè ha senso unico ed è priva di curve ma sai benissimo che per un guasto al motore o un improvviso malessere puoi rovesciarti in un fosso che aveva una innocua apparenza…Ed allora, come tu sostieni, è la sommatoria della virtù che indica la stella polare…oppure altre volte semplicemente il caso. In Pronto Soccorso. Così come nella vita. Un abbraccio

    1. Mauro Cardillo

      Caro Alessandro voglio ringraziarti per le belle parole che hai speso per me su Facebook… Assolutamente immeritate! È mio il piacere di poter lavorare e collaborare con te!

  3. Mauro Cardillo

    Cari redattori capo (Carlo, il padrone di casa, e Sergio per Lited) sono solo io che devo ringraziarvi per avermi coinvolto in questa fantastica avventura… Grazie grazie e grazie… La vita di PS è una trincea… Ma una trincea con la Smonta ogni 6-12h… Poteva essere peggio…

  4. Tiziana di chiara

    Mauro grande professionalità e umanità’ due doti essenziali che fanno di te una bella persona ed un bravo medico

    1. Mauro Cardillo

      Tiziana e Vittorio grazie mille dei questi bellissimi commenti. Il mio è stato solo un tentativo di trarre qualcosa di positivo da una esperienza, non dico brutta, ma che quantomeno mi ha fatto riflettere…

  5. AnnaRita

    ..”…ti esprimi con leggerezza..senza pretese…in punta di piedi percorri la tua strada e la rendi “osservabile”all’altrui sguardo …resta in chi ti legge un sorriso e una riflessione..In questo in particolare presenti le dame che dovrebbero essere cardini del nostro operare…ma che oramai disconosciamo…per superbia…per durezza ..per intemperanza…e per un senso di ingiustizia che continua a cercare giustificazioni in un globale agire “ingiusto” (politico..sociale..economico…)…..In questo momento storico leggerti può accendere una riflessione importante che trascende l’operare medico……Direi che è una bella “poesia”…..”
    Grazie Mauro

  6. mcdocmac

    un viaggio… nell’Anima e nel Corpo… con la nostra Anima e il nostro Corpo… e con mille e mille ANIME e CORPI… quasi ogni giorno … quasi ogni notte …
    Grazie, Mauro!

  7. Giorgia Virzì

    Bellissimo e delicato post scritto da una bellissima persona e da un medico eccezionale, con cui ho avuto l’onore di lavorare,anche se per poco tempo purtroppo. Ieri io e qt parlavamo proprio di te e di quanto ci hai insegnato in questi anni.” Non ti limitare a constatare il dato, ma chiediti il perché del dato clinico”,ti ricordano niente queste parole?!prudenza e temperanza….hai messo giudizio con gli anni?!?!

  8. Mauro Cardillo

    Mi sono preso un pò di tempo per rispondere a questi tre ultimi commenti non riuscendo a trovare le parole esatte. Vi rispondo ora al termine di un bel Sabato notte in PS in cui sono successe tantissime cose, dal verbale strappato davanti gli occhi e tirato in faccia contornato da una bella citazione del principe Antonio De Curtis, alla paziente cirrotica terminale in anasarca che giunge in area di emergenza senza aver visto un medico negli ultimi 50 anni per la quale mi sono sbracciato per cercare un posto ospedaliero, il tutto passando per la paziente cachettica neoplastica terminale alla quale non ho potuto fare altro che chiedere l’attivazione della assistenza domiciliare integrata dopo averla stabilizzata… e vi rispondo al termine di una settimana in cui imperversa un post intitolato la mala-utenza, neologismo addirittura più brutto del termine mala-sanità. Credo che scritto in piccolo nel contratto dei medici di PS tra una riga e l’altra sia sottintesa l’accettazione di pazienti “differentemente utenti”… ed è sottinteso che le implicazioni etiche e morali cui saremo sottoposti sarà maggiore che negli altri posti… non si può scappare da questo… contrattaccare il paziente in modo così aggressivo può portare solo alla guerra civile… è vero che le abbiamo pensate tutti queste cose, ma è anche vero che così rapidamente come le abbiamo pensate le dobbiamo cancellare e mai condividere o divulgare…
    Per tenere in piedi in modo ben saldo un tavolo ci vogliono “4 piedi”, di cui l’ultimo (la temperanza) come detto nel post fa da cardine agli altri…
    …il treppiedi è sempre troppo instabile…

    1. Hai ragione, le pensiamo tutti, ma si esauriscono subito, o almeno così dovrebbe essere. Le parole del post sulla “mala-utenza” mi hanno infastidito, ma è una mia opinione contro quella dell’autore (si può discutere da un punto di vista etico e deontologico, ma rimane una sfida di “opinioni”), ma la sua accettazione entusiasta da parte di tanti operatori della sanità d’emergenza mi ha ferito, perché sottintendeva un livello di stress e rabbia preoccupanti e un distacco dal nostro peculiare ruolo nel sistema sanitario. Per questo, quanto ho letto il tuo post (come ho scritto su FB), ho provato una sensazione di sollievo, come una boccata d’ossigeno, per una visione appassionata e profonda del lavoro faticoso ma ricco di soddisfazioni che ci siamo scelti

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